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Archive for marzo 2013

Pubblichiamo qui una recensione-commento del famosissimo libro di Kafka, che però costituisce solo un passo del libro da noi appena ultimato il cui titolo è “Il Dio-Uno – Tutto-Bene ed il Dio-Vita, ovvero il disvalore della Vita e del vitalismo. Il vitalismo cristiano sullo sfondo del moderno vitalismo filosofico-scientifico”.
Il libro è dedicato ad una critica del moderno vitalismo religioso nella svalutazione, da esso operata,  del metafisico-tradizionale concetto di Dio-Uno-Tutto, ovvero il Dio integralmente trascendente.
Avvertiamo in partenza il lettore che la presente recensione-commento è estremamente critica contro l’assunto chiaramente anti-paterno di un libro che non a caso è stato considerato come un vero e proprio paradigma para-psicanalitico di tutta la corrente di pensiero anti-autoritaria che è andata progressivamente svuotando il valore ed il senso della paternità, fino al suo ultimo completo annientamento.

Per motivi di protezione del copyright avvertiamo il lettore che verrà qui pubblicata solo una piccola parte di questo passo. L’autore resta a disposizione di chi fosse interessato alla lettura integrale, attraverso la fornitura di una copia cartacea di esso.

Testo :

Kafka, con il suo libro “Lettera al padre”, è un esempio abbastanza emblematico nel contesto del nostro tema.
Ciò anche se egli non parla mai di Dio ma solo dell’uomo. E qui segnatamente dell’uomo-padre e dell’uomo-figlio.
Tema che, come poi vedremo con Gabriel Marcel, meno teologico, anzi metafisico, non potrebbe proprio essere.
Emblematico, il caso di Kafka lo è nel senso dell’eccesso retorico, del tutto ideologico, di proiezione sul Pater delle infamie che a tutti i costi a quel tempo si erano volute scoprire nel profondo dell’uomo. E il tipo antropologico del Padre era proprio quello che si voleva distruggere una volta per tutte per sostituirlo con un altro genere di uomo.
Siamo insomma proprio nel pieno della rottura modernista con la Tradizione, e soprattutto nel suo aspetto più politico, visto che il Padre era sempre stato il cemento verticale ed orizzontale delle comunità statiche tradizionali.
Nello scrittore praghese tutto ciò si fa introspezione onirica e consumatamente letteraria. In altri, come nel viennese Freud, ciò si faceva intanto introspezione scientificamente analitica. In altri ancora, come nel russo Lenin, ciò si traduceva in fatti concreti, cioè nell’assassinio collettivo del Grande Padre.
Comunque in tutti i casi si trattò di spirito di rivolta. (altro…)

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Molti si saranno posti questa domanda. Molti saranno stati i modi in cui ci si sarà posta questa domanda. Molti avranno trovato un determinato senso ad essa. E forse qualcuno avrà anche trovato una risposta.
Ed intendo con ciò però quel genere di risposte che si pongono fuori dagli usuali schemi di interpretazione, che restano entro i limiti di accreditate e canoniche dottrine politologiche, filosofico-politiche, economicistiche, sociologiche e giuridiche.
In questo senso la domanda da noi posta ha trovato molrissime risposte e quindi dovrebbe costituire  un mistero ormai del tutto illuminato in ogni suo più recondito angolino.
Noi però riteniamo che delle vere risposte a tale domanda possono essere solo quelle che lasciano integro il mistero pur sforzandosi di illuminarlo. È a questo che ci riferiamo quando diciamo che forse qualcuno, solo qualcuno, sarà anche riuscito al trovare una risposta al “perché Grillo?”.

Noi riteniamo di essere tra questi ultimi, ma non siamo autorizzati a credere che il  nostro modo di rispondere a questa domanda trovi facilmente concordanza con le eventuali altre risposte date.
Ci sforzeremo di illustrare al lettore ciò che intendiamo, e lo faremo, oltre che per dovere di chiarezza, anche perché la provocazione portata dalla domanda relativa a Grillo è veramente centrale e radicale nel contesto dello scenario politico attuale. (altro…)

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