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02.07.09

Potenza ed atto di Edith Stein

 Ho appena finito di leggere ed appuntare il bellissimo libro della Stein, che credo valga la pena di essere recensito.

Si tratta di un’opera assolutamente straordinaria che è il principale merito di collegare l’ontologia trascendentale con quella fenomenologica, cioè di indagare i rapporti esistenti con l’essere trascendentale quando si studia l’essere nella sua fenomenologia esistenziale, cioè a partire dalla fondamentale verità dell’esistere.

E’ evidente che la profonda fede religiosa della Stein, che la condusse non solo a convertirsi dall’ebraismo al cattolicesimo, ma anche a lasciare la carriera universitaria per la vita monastica, determina in lei un punto di vista particolare, che potrebbe addirittura essere giudicato fazioso.

Tuttavia non certamente per questo la profondità e l’acutezza del suo pensiero possono risultarne sminuiti, al contrario si tratta di un punto di vista che permette di gettare un ponte di enorme valore filosofico tra il mondo della filosofia razionale, e della metafisica che ne consegue, e quello della metafisica che si ispira alle verità rivelate.

Riteniamo questo di enorme valore nell’ambito di una teoria della filosofia e della scienza, e particolarmente da due punti di vista. (altro…)

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“…dove non ci sono dèi pullulano gli spettri”
(Novalis)

“Ma incomprensibile rimase l’eterna notte,
severo segno di una lontana potenza”
(Novalis)

“Lode sia resa all’eterna notte,
/ sia lode all’eterno dormiveglia.
/ Ben il giorno caldi ci ha resi,
/ appassimmo per il lungo affanno.
/ Siamo sazi dei piaceri dello straniero,
/ vogliamo rientrare nella casa paterna”
(Novalis)

“In ogni libro c’è tutto….!.
Così come in ogni pensiero individuale,
nonostante le restrizioni della passione,
dell’’enthousiasmos’,e le dovute contraddizioni,
c’è tutto…!”
(Anonimo)

“Io non so tutto ma vedo tutto… .
Il vedere conta infatti molto più del sapere “
(Anonimo)

“Essi videro l’ombra di un pensiero /
e molto se ne impensierirono…”
(Anonimo)

“ Fate ricerche sulle connessioni, ricche di insegnamenti,
in relazione ad analoghe epoche –
e imparate a servirvi della bacchetta magica dell’analogia”
(Novalis)

“La poesia è il Camel Trophy del pensiero”
(Anonimo)

“Troppo deboli sono i vostri puntelli, quando il vostro stato conserva la sua tendenza verso la terra. Se invece voi lo annodate con una bramosia verso le altezze del cielo, e gli date una relazione col rimanente dell’universo, allora voi inserite nel suo profondo una molla mai soggetta a stanchezza – e le vostre fatiche otterranno una lauta ricompensa”
(Novalis)

“Nuovamente viva ed efficace deve diventare la cristianità ;
nuovamente deve figurare come una Chiesa visibile –
che non subisce soggezione di confini nazionali –
che nel suo grembo accoglie tutte le anime arse
dalla sete del soprannaturale – e di buon grado diventa
la mediatrice tra il vecchio e il nuovo mondo”
(Novalis)

“«Una grande risata vi seppellirà!»
– così direbbe senza dubbio il poeta “
(Anonimo)

Indice

1. Potenza come ontologia, pag. 5 – 38
– 1a. La parola potente, pag. 5 – 19
– 1b. Parola come Dynamis, pag. 20 – 38
2. Potenza come poesia, ovvero la filosofia e la politica dei poeti, pag. 39 – 55
3. Potenza come politica, pag. 56 – 150
– 3a. L’imperium sacro ed il Corpo solidale, pag. 55 – 106
– 3 b. Potenza come psicologia e necessariamente arte poetica, pag. 107 – 150
Note, pag. 151 – 152
Bibliografia, pag. 153 – 154

Questo scritto è dedicato all’esplorazione dell’applicazione del concetto di potenza in politica, anche se chi scrive non pretende di ignorare il significato politico e morale che, nel panorama culturale del mondo occidentale, ed ancor più del nostro paese, può assumere un’operazione del genere.

Siamo per così dire coscienti dei rischi, ma siamo decisi ad affrontarli.

La parola “potenza”, dopo l’opera di Nietzsche e dopo le ideologie totalitarie di destra dell’ultimo secolo e tutta la connessa letteratura ( tra cui quello Julius Evola, che viene largamente e senza pregiudizi citato in questo scritto), è divenuta politicamente ed ideologicamente sospetta, per non dire francamente tabù.

Eppure  siamo convinti che ci sia in essa una fertilità ed una profondità che non andrebbero sottovalutate.

E non solo per quanto riguarda l’ambito filosofico, ma anche quelli teologico, metafisico e politico-sociale.

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