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Archive for agosto 2009

Obama

29.08.09

Obama

 Aldilà dell’oggettivo valore dell’uomo su cui non mi permetto di esprimere giudizi, non essendo sufficientemente informato, ciò che vorrei commentare è il suo modo di affrontare le telecamere, modo che onestamente mi ispira una certa diffidenza.

Può darsi che sia un modo studiato, come oggi è prescritto ad ogni personalità pubblica  da una certa scienza della promozione dell’immagine  – e quale maggiore personalità pubblica del presidente degli Stati Uniti d’America! -, ma nulla vieta che possa trattarsi allo stesso modo di una maniera spontanea di presentarsi, e forse di essere.

Anche questo non so, ma la scelta, studiata in un caso, spontanea nell’altro, di un determinato atteggiamento, deve comunque avere un significato.

Quale può essere il significato dell’atteggiamento pubblico di Barak Obama ?.

Ci permettiamo di avanzare delle ipotesi.

Obama si muove con una certa nonchalance dinoccolata da molleggiato della politica – tra Celentano e Gianni Morandi -, che sembra proprio voler suggerire quanto egli si trovi a suo agio nelle vesti del potere che il consenso popolare ha voluto attribuirgli.

Lui, proprio lui, emigrato africano, coloured, non nato in America, appartenente cioè alla classe svantaggiata.

Così, di tanto leva il braccio destro con la mano aperta in un amichevole gesto di saluto che però mai cerca di nascondere la sua autorevolezza da attributo gestuale appartenente all’armamentario imperiale. Lo leva con un gesto energico, rapido e fluido, che nel suo scatto imprevisto subito ritrova, recedendo con la stessa energia, la compostezza di un corpo e di uno spirito irremovibili nella loro olimpica imperturbabilità.

E i tratti del viso accompagnano il gesto con un sorriso appena abbozzato, ma charmant quanto basta per ammiccare agli elettori un “sono sempre con voi!”, mentre lo sguardo lampeggia furtivamente scaltro ed imperioso.

Poi le palpebre si socchiudono appena, mentre tutto il corpo e lo spirito ritrovano la calma, ed allora il volto divenuto grave, della gravità impenetrabile di un uomo che crede nel suo potere, annuncia al mondo con un lieve aggrottarsi delle sopracciglia le alte verità che comunicherà.

Solenne e denso di spirito, o comico?. Sinceramente non sapremmo.

E dunque, ci chiediamo, se tutto ciò non è spontaneo, non è allora studiato al punto tale da fare sospettare che dietro ci sia molto meno di quanto si vuol far credere, cioè forse nulla, e se invece tutto questo è spontaneo, non è allora tanto arrogante ed iper-sicuro, da lasciar temere i pericoli che un atteggiamento del genere comportano nel caso di un uomo che è l’arbitro dei destini del mondo, oltre che del suo paese?.

In altre parole c’è da fidarsi di questo Obama, soprattutto visto lo spessore morale che egli stesso attribuisce al suo impegno politico?

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