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Posts Tagged ‘tempo dio eckhart desiderio’

Un mattino, un Dio senza Volto e senza Nome mi disse (trasparendo come un’ombra attraverso le tremolanti acque limpide delle parole di Meister Eckhart):…..
«Devi disporti, figlio mio, sul dorso di un tempo infinito, infinitamente esteso, il mio tempo. È un tempo che non conosce accorciamenti per mezzo del desiderio, che non conosce contrazioni, che è solo interminabile dilatazione. Non attendere più, significa non agire più al cospetto del tempo, non andargli più incontro. Ma lasciare che invece esso ci rapisca e ci porti in groppa con il suo lento caracollare. Non è un correre. Il tempo non corre, ma sempre solo lentamente passa. Arrendersi al tempo è il principale modo per far cessare il desiderio. Ed il desiderio è ciò che uccide.
Non importano le tue ricadute, non importano i tuoi peccati, non importano le tue disperazioni (il tuo sempre rinnovato sprofondare nell’orrore), se questo non inficia il tuo lasciarti cadere in me, in questo mio tempo, tempo solo mio. L’arraffare, per lo spazio insignificante di un attimo, qualche misero e mortale oggetto, per me non significa nulla.
È qualcosa che dura appena lo spazio miserabile di un attimo. E subito dopo, appena oltre l’orlo del corto evento, trabocca nuovamente nell’abisso. Ciò che importa è trasfigurare l’abisso: trasfigurarlo in me, nell’Essere! L’importante è trasfigurare il mostro divorante del tempo.
E dunque alzati al mattino e vivi serenamente, senza attendere più nulla. Fallo come se stessi andando verso un nulla. Fallo come se non stessi facendo nulla. Fallo passivamente. Fallo lentamente, con implacabile ed imperturbabile serenità, lasciandoti cadere in ognuno degli attimi che intanto si susseguono. Come se ognuno di essi dovesse essere l’unico ed il solo. Essi in tal modo scivoleranno sotto di te, invece di ingoiarti come un’onda. Non anticipare l’attimo e gli attimi successivi. Appena lo fai, il tempo si trasforma di nuovo in abisso. Ed allora esso ti lascerà cadere, invece di sorreggerti. È l’attendere che ti espone al nulla. Ma dato che hai me, tu ora puoi rinunciare al nulla.
Io, l’Essere, ti sorreggo».

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