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Posts Tagged ‘italiani italia stupore candore’

Mi trovo a Lisbona per il mio sospirato dottorato in filosofia.
Ed assisto da lontano alle cronache italiane.
Non mi riferisco tanto a quelle politiche, ma più che altro a quelle che io vivo interiormente sotto il morso crudo della nostalgia che sempre mi attanaglia quando sono lontano dalla mia terra e dalla storia del mio popolo, carnalmente vissuta nella continuità del quotidiano.
Dire che standone lontani, l’Italia non appaia a chi è italiano ancora più struggentemente bella ed amabile di quanto essa è da vicino, sarebbe falso e disonesto. È esattamente così. Lasciando anche stare la questione se in tal modo, da lontano, la realtà quotidiana del vivere italiano venga illusoriamente idealizzata oppure no.
Non è questa la questione primaria.
La questione primaria è che, a fronte di tutto questo, si è naturalmente, anzi irresistibilmente portati a chiedersi perché mai in Italia siamo precipitati in un vero e proprio oscuro pantano dal quale non riusciamo proprio a risollevarci. E la questione della crisi finanziaria europea è solo un aspetto di una questione ben più ampia e profonda (in un certo senso l’eterna questione nazionale italiana, se vogliamo!)
Ebbene non c’è luogo migliore, dal quale si possa tentare di trovare una spiegazione a questo mistero, che non l’estero.
Specie se ci si imbatte, come a me sta accadendo qui regolarmente, in persone appassionate, ardenti, limpide d’animo, volenterose, ben intenzionate. In una parola, se volete, “ingenue”.
Ma è proprio questo il punto : ‒ perchè mai a noi italiani viene così facile definire “ingenui” i non-italiani? Rispondere è facilissimo : ‒ perchè noi non lo siamo. Non lo so se non lo siamo più o non lo siamo mai stati. Ma comunque non lo siamo.
Invece siamo sempre smaliziati e disincantati. Cinici! Vogliamo dirlo?
Ebbene, forse siamo giunti veramente ad uno snodo decisivo della storia della nostra coscienza collettiva. Siamo giunti ad un punto in cui abbiamo toccato l’autentico culmine di questa nostra tendenza forse storica, forse genetica.
Un culmine che ahimè (ahinoi!) non può che essere considerato che negativo.
Perchè?
Perchè queste persone che qui, dal mio punto di vista italiano, mi appaiono così “ingenue”, mi appaiono così perché sono appunto, come dicevo, appassionate, limpide d’animo, ardenti, volenterose, ben intenzionte. Cioè perchè in tal modo appaiono infinitamente più belle di quanto noi italiani oggi riusciamo ad essere. Noi invece, per converso, appariamo abbastanza brutti. Io compreso, naturalmente!
Queste persona sono belle perchè loro, diversamente da noi che “ingenui” proprio non vogliamo essere, sembrano ancora incantevolmente capaci di candore. Si candore! Capaci ancora di stupirsi, e dunque di appassionarsi, di muoversi in forza di un “ideale” (ingenuo appunto), di sperare e disperare, di guardare avanti, e perfino di soffrire costruttivamente per questo.
Noi no!
Cos’è allora che ci condanna?
La risposta può essere la chiave per capire il perchè del pantano in cui siamo precipitati.
Il cinismo disincantato, dicevo. Ma che significa più precisamente.
Significa che siamo ormai da troppo tempo, ostinatamente ed orgogliosamente, persistentemente dietrologici : ‒ vediamo infallibilmente tutto ciò che c’è dietro i paraventi, comprendiamo tutti i meccanismi nascosti, indoviniamo tutto, sappiamo tutto. E così diffidiamo di tutto e di tutti. Forse prima di tutto di noi stessi.
Non crediamo più!
Come altrimenti spiegare il maligno e cinico verso che ci affiora sempre sulle labbra insieme al ghigno che così persitentemente le anima  : ‒ “A me?! No a me non mi ingannano!”.
E così non facciamo nulla, non speriamo in nulla, non  vogliamo nulla. Non crediamo in nulla.
Solo cinicamente, da eterni e furbi sapientoni, sogghigniamo e continuiamo a sogghignare.
“A me?!  A me non mi fregano!”
È così che l’Italia, la nostra splendida, unica Italia, la terra ed il popolo che amiamo dal profondo delle viscere (tutti, si tutti, ne sono convinto!), sta andando in malora.

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