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Posts Tagged ‘idealismo vedanta idealismo vedantico coomaraswamy oriente e occidente’

Abbiamo appena ultimato un articolo dal titolo “Esplorazione di un ipotetico idealismo «puro» entro l’idealismo vedantico”.
Esso esamina da un determinato angolo visivo la problematica dottrinaria e storico-filosofica dell’idealismo.
Ebbene, l’idealismo è stato indubbiamente una delle più caratteristiche prese di posizione della filosofia occidentale. Non a caso esso realizza in pieno una delle più centrali aspettative di tale disciplina, ossia quella di fare da guida e modello di qualunque forma di conoscenza. E probabilmente (almeno in un certo senso) l’idealismo è stato da sempre al centro della filosofia; oltre che a partire dall’epoca moderna. Tuttavia sta di fatto che un idealismo è esistito anche nel pensiero orientale. Più precisamente esso è esistito nel pensiero metafisico-religioso di questa parte del mondo. L’idealismo filosofico occidentale sembra però ultimamente aver decisamente esaurito la sua pur lunghissima traiettoria storica. Con l’emergere così di un realismo davvero estremistico ed aggressivo, la cui aspirazione è quella di far confluire ormai il pensiero filosofico nell’alveo della teoria e prassi della scienza naturale. Il che poi sussegue alla definitiva eradicazione di un’autentica metafisica religiosa dalla cultura occidentale. Infatti, quella che oggi definisce sé stessa come «metafisica», è semmai un pensiero immanentistico sia dell’essere che dello stesso Dio. La sua principale aspirazione è pertanto non a caso quella di converge con la teologia proprio nel sostenere quest’ultima nello sforzo di liberarsi per sempre anche dalle ultime tracce di metafisica. Le cose non sembrano invece stare affatto così entro la cultura orientale. In essa, infatti – ancorché anche lì sia comunque estremamente avanzata la laicizzazione dell’intera società e della cultura stessa, e sebbene si siano intanto affermati approcci filosofici personalistici e non poco divergenti da quelli ortodossi –, il pensiero religioso (teologico e metafisico) sembra aver conservato immutato il proprio assetto di sempre. E così sembra essere avvenuto anche per l’idealismo che del resto in esso ha sempre dominato incontrastato. Già questo fenomeno evidenzia pertanto una possibile ben maggiore vitalità ed integrità di tale idealismo rispetto a quello filosofico occidentale. Ed a ciò va peraltro aggiunto che esso in Oriente non è mai stato né laico né religiosamente scettico. Anzi ha rappresentato semmai una visione religiosa davvero estrema nelle sue convinzioni.
Lo scopo della ricerca da noi svolta in questo articolo è pertanto quello di ricollegarsi a tale complessa realtà comparativa, nell’esplorare proprio l’opinabile differenza – in termini di completezza e saldezza dottrinaria – dell’idealismo orientale (qui esaminato nella sua forma vedantica per mezzo del libro dal titolo La tenebra divina, di Ananda K. Coomaraswamy) rispetto al classico idealismo filosofico occidentale. Ebbene, sulla base testuale da noi esaminata e discussa, sembra proprio che tale differenza esista. Ed essa lascia pertanto emergere la sagoma di un ipotetico idealismo «puro» (e quindi impermeabile alle specifiche circostante storiche, geografiche e culturali), che intanto sembra poter trovare la propria piena manifestazione ben più nella sua forma orientale che non invece nella sua forma occidentale. Se così non fosse, infatti, probabilmente l’idealismo orientale avrebbe subito la stessa misera sorte di quello orientale. Questo lascia pertanto emergere la probabile evidenza di una limitatezza di fondo dell’idealismo filosofico occidentale (e ciò prevalentemente nella sua forma moderna), che sembra in grado di giustificare la fenomenologia di decadimento storico alla quale esso è andato effettivamente soggetto. Ciò appare peraltro molto probabilmente in stretta correlazione con il suo laicismo, ed inoltre con la sua aspirazione ad essere neutralmente «filosofico» (nel senso di un «rigore» razionalista che rifiuta categoricamente qualunque genere di condizionamento).

ATT: L’autore sarà lieto di mettere a disposizione il testo completo dell’articolo in forma cartacea (che consta di circa 20 cartelle) a chi volesse fargliene richiesta per iscritto

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