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Posts Tagged ‘essente seiende chi edith stein heidegger domanda risposta domanda circa l’essere esistenza conosci te stesso tat twam asi io sono colui che sono tetragrammaton’

Giunto ad un punto cruciale del mio lavoro di tesi su Edith Stein, vengo confrontato con l’inconcepibile intensità esistenziale dell’Essente (Seiende), così come lei lo descrive. Un individuo unico-personale assolutamente irripetibile nel quale di fatto si concentra tutto l’Essere. Nel quale tutto accade, tutto è deciso in un solo “coup de foudre”. Egli infatti è lo specchio stesso dell’Essere divino. Ricapitolazione immanente, nel finito, della stessa Trinità.
Dunque immensa Gloria ed  immensa Tragedia.

Questo è ognuno di noi!
E dunque cosa davvero ci compete nella nostra esistenza? Ci compete proprio ciò che il nucleo stesso di una siffatta concezione dell’Essente quale Persona, ovvero il fatto che al di là di tutto noi siamo un “Chi”. Dunque, una domanda ed una risposta vivente. La verità dell’essere sta tutta in noi. In noi che domandiamo ed in noi che rispondiamo. E qui bisogna per davvero dare ragione ad Heidegger (per il quale l’essere era proprio una domanda oltre che una storia). Sebbene però egli ignorasse Dio. Ed allora, ancora una volta, la ragione è tutta della Stein. Che pensò parallelamente a lui ma su un registro infinitamente più alto. E finì come un essere infimo come lui mai sarebbe potuto finire.
Dunque tutto ciò che dobbiamo fare nella nostra vita è essere una risposta vivente. Vita è Risposta!. Essere un “Chi” che risponde per mezzo di sé stesso. Nel mentre con sé stesso domanda.
Dunque la domanda è proprio “Tu chi sei?”. I greci la conobbero come “gnóse sé autón”  (“conosci te stesso”). Gli indù come “Tat twam asi” (“Tu sei quello”). Gli ebrei come “Io sono Colui che sono”. Lo stesso Mistero dei Misteri : ‒ il Tetragrammaton (JHWH). Il Nome segreto di Dio.
Ed allora ciò a cui dobbiamo pensare è solo  e soltanto a rispondere a questa domanda.
Potrà accadere in tutti i modi possibili : ‒ nella pace o nella guerra, nella fortuna o nella disgrazia, nella fama o nell’oscurità, nella ricchezza o nella miseria, nella grandezza e nell’infamia… . Insomma nel bene o nel male. Tali binomi esprimono solo la polarità speculare, e non l’Unità.  Dunque tutto accade solo tra il bene o il male. Ma il  Bene è solo Assoluto. Ed il rispondere a tale domanda è! l’Assoluto.
È certo che questa domanda di cui sei “gravido” (come gli allievi di Socrate, i filosofi) ti farà sembrare la tua vita una sola follia o un solo fallimento. Il filosofo è fatto per fallire e per rendersi ridicolo (Teeteto). È esattamente questo il volto che la domanda, come un Giano bifronte, rivolgerà al mondo. Quando le si permette di mostrarsi. Come accade solo quando si osa vivere rispondendo. Ma non sarà certo per questo la tua vita sarà priva di senso. Lo sarà solo se non risponderai alla domanda.
Alla quale dunque non hai scampo. Essa ti tormenterà, ti perseguiterà, non ti lascerà tregua né respiro. Come le Erinni, ti inseguirà lacerandoti le carni. Appena te ne sarei liberato, rieccola spuntare dietro l’angolo. E ti condurrà esattamente nei vicoli ciechi in cui finirono Edipo, Elettra, Medea, Antigone, Faust….! Lo stesso Gesù. Non per questo ciò sarà tutto. Mai sarà tutto. Finché non avrai risposto. E  solo allora “tutto sarà compiuto…!”. È per questo che il “Chi” greco (χ) è la Croce stessa. Gli indù la disegnano come Y, e parlano di essa come del “Signore delle tre vie
Ti chi sei?! Tu chi sei?! Tu chi sei?!
Per questo ritroverai ogni volta la domanda dopo aver risalito e poi ridisceso gli immensi marosi che nell’esistenza di certo ti travolgeranno. La ritroverai sulla vetta, dove ti sembrerà di toccare il cielo con un dito dopo l’appena scampato pericolo. E la ritroverai nel’infimo, infame e spaventosamente oscuro incavo dell’onda, dove l’inferno ti sembrerà ad un passo. O anche nel ventre stesso dell’onda, in quel  raccapricciante silenzioso e traslucido caos, dove nell’inferno ci sarai già per davvero. Eppure in nessuno di questi luoghi vi sarà la risposta a tale domanda. Essa non sta in alcuna circostanza, ma solo oltre le circostanze. Perché la risposta non sei che tu stesso, e dunque essa è nel tuo stesso cammino, nel tuo stesso sopravvivere ad ogni evento o cosa che ti travolge. Ogni volta che sarai rilasciato dalle prigioni, trappole e morti della vita. tu la ritroverai.

Rispondi dunque, amico mio. Impiega tutta tua vita solo a rispondere. Non è affatto detto che vi riesca, ma se vi riuscirai, solo allora la tua vita non sarà stata invano. Ti sembra poco?
Lo ripeto ! Non sarà gloria e non sarà nemmeno infamia! È certo che nessuno se ne accorgerà, né in bene né in male. Non sarà rivelato di te nulla di sublime o di infimo. A nessun’altro, infatti, interessa tale risposta, tranne che a te. Al ”Chi” che è la domanda e la risposta. Tu stesso sei Colui al quale dovrai rispondere. E la risposta risponderà solo alla domanda che tu sei.
Vivi, domanda, rispondi.

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