Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘charlie hebdo laicismo modernità disintegrazione religione teocrazia iconoclastia islamismo terrorismo diritti umani carl schmitt’

Non credo che qui si tratti di essere pro- o anti-islamici, oppure pro- o contro il terrore disseminato in nome della religione.
Aldilà della tutto ovvia condanna dell’omicidio (che però è qui perfino banale come argomento), si tratta piuttosto certamente di essere più o meno decisi a reagire al terrorismo, cioè a combatterlo assolutamente senza mezze misure. Il che fa assolutamente impallidire l’altra banalità, cui si appella in casi come questi del combattere il terrorismo “senza sacrificare i diritti umani…”.
Ma non è nemmeno questo il punto. Il punto è che già queste preliminari osservazioni ci mostrano che, come sempre accade ormai da tempo nel mondo occidentale, dopo il bagno di sangue viene inevitabilmente il bagno di parole. Parole ovviamente del tutto vuote.
Il che accresce di molto l’orrore degli stessi morti e del sangue.
Bisognerebbe dunque chiedersi in primo luogo qual sia veramente l’orrore al quale stiamo assistendo. È quello delle spietate esecuzioni a sangue freddo.  È quello del fanatismo religioso omicida. È in generale quello terrorista. Ma è anche un altro. E proprio qui sta il vero peggio!
È l’orrore di una società ormai totalmente disintegrata che ha l’ardire di pretendere di far passare per “etica”  e per “diritto di parola” (entrambi intollerabilmente offesi) lo sfacciato sbeffeggiare iconoclastico a dritta ed a manca da parte di una cultura che non si pone nemmeno il problema delle brucianti offese che essa arreca a chi ha convinzioni religiose. Qualunque esse siano. Ed è dunque anche l’orrore di un’intera società che giudica tutto questo giusto e normale, e che quindi, dopo che ai fatti seguono le solite parole d’ordine (le parole vuote), scende invariabilmente in piazza biascicando formulette pre-masticate e pretendendo che con esse si tratti di “indignazione”.
Non siamo forse, ancora una volta, con tutto questo al fosco scenario raffigurato da Orwell in 1984? Non si tratta forse delle pilotate manifestazioni di meri automi che urlano l’”odio” verso i bersagli che gli sono indicati? E non è proprio questo un orrore ancora più inquietante di quello dei terroristi?
“Andremo avanti!”, sbandierano a quattro venti quei giornalisti nel cui mestiere rientra lo sfruttare senza scrupoli le notizie senza porsi il problema della responsabilità morale che si ha nel fornirle. E così contribuiscono non poco alla disintegrazione, cioè allo sfacelo.
“In luogo dell’integrazione c’è solo la disintegrazione!”, proclamano i politici. Come se gli ormai incontrollati flussi migratori non si svolgano in forza del loro rifiutoi, per fini demagogici, di porsi il problema serissimo della reale possibilità di assorbimento da parte delle società che questi flussi li subiscono. Ma poi, dall’altro lato, spaventati per la piega ormai presa delle cose (e per non perdere l’occasione preziosa), osano proclamare ciò che invece prima lasciavano sedegnosamente sulle labbra degli sciovinisti : “Stanno minacciando la nostra identità!”.
Oh bella! E solo ora ci si accorge di questo?
Ma qual è la nostra identità? Bisogna chiederselo. È quella sbandierata da organi culturali come Charlie Hebdo e come quelli che ora se ne fanno portavoce?
No! È invece proprio quella che abbiamo perso (voluto perdere!) con la disintegrazione. E cioè quella di una religiosità vissuta e condivisa da un’intera società civile. Una religiosità che funge da costante punto di riferimento collettivo. Non c’è bisogno affatto che si tratti di una teocrazia (anche se la teocrazia, cioè un ordine politico-religioso, non implica affatto l’assassinio come prassi), eppure si tratta paradossalmente di qualcosa di molto prossimo a ciò per cui combattono i terroristi che agiscono in nome della religione.
 Sono solo loro, dunque, ad essersi allontanati dalla verità, dalla giustizia, e dal bene? O iinvece ce ne siamo allontanato noi prima e perfino più di loro?
Atti offensivi come quelli perpetrati da Charlie Hebdo lo lasciano proprio credere. Ed ancor più dichiarazioni come quelle del suo nuovo direttore : ‒ …la religione può essere solo un fatto intimo e non  invece esteriore e collettivo ; sul piano esteriore e collettivo può esistere solo “il laicismo”.
Sono, queste, forse dichiarazioni meno integraliste e tiranniche di quelle dei terroristi islamici?. Ponete ai loro affermatori un’arma in mano e la risposta sarà evidente. Ma non è già un’arma la satira quando supera i limiti del rispetto?

Ed allora, miei cari concittadini europei (oggi così incazzati), prendiamo veramente sul serio la minaccia terroristica. Facciamo sì della nostra identità di nuovo una bandiera. Arrabbiamoci sul serio e lottiamo. Smettiamo di farcela addosso e di farci ricattare.
Ma serio significa serio. À la guerre comme à la guerre!. Bisognerebbe dunque ricordarsi di ciò che scrisse Carl Schmitt (che lo si digerisca o meno come pensatore) in “Teoria del partigiano”: la più grande ed invincibile scoperta bellico-strategica dei tempi moderni è stata quella di lottare “dietro le linee”, cioè di screditare in partenza l’azione delle forze decise a difendere con forza, e cioè per davvero, un territorio minacciato.  Ed egli cita peraltro proprio un episodio dalla storia francese.
Invocare la lotta al terrorismo ed intanto cianciare in nome dei “diritti umani” è allora da riconoscere come un discorso posto in bocca ai difensori proprio da parte di coloro che ne intendono indebolire la forza fino ad annientarla.  Perciò abbiamo in coraggio di guardare in faccia le cose come stanno. Ed abbiamo il coraggio e l’onestà di far seguire le parole ai fatti.
Non è però solo questo. Bisogna avere un coraggio di guardare ancora maggiore. E questo riguarda la trave che noi abbiamo nell’occhio
Dunque, quanto a ciò che è stato veramente offeso dai terroristi islamici, ascoltiamo meno i proclami di Charlie Hebdo e dei suoi coristi esterni, e chiediamoci quanto , e quanto profondamente, noi stessi per primi abbiamo offeso, preso a calci e distrutto ciò che i terroristi ora  maltrattano solo prendendo esempio da noi.

 

Read Full Post »