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Archive for 14 ottobre 2017

ABSTRACT.

In questa ricerca abbiamo cercato di esaminare il pensiero di Maurice Merleau-Ponty (MP) sullo sfondo dell’«iper-realismo» intanto sviluppatosi sulle ceneri non solo dell’idealismo fenomenologico husserliano ma anche dell’intero tradizionale idealismo filosofico moderno. Parliamo comunque di «iper-realismo» nel senso che esso non si identifica affatto con il tradizionale realismo filosofico. E ciò viene illustrato proprio da MP nel suo sforzo di elaborare una nuova ontologia che prescinda completamente da qualunque forma di «pensiero dell’essere» (sia quello idealista che quello realista). Al realismo tradizionale egli rimprovera infatti di aver concepito appena una singolarità ontica (ente), e non invece una vera Totalità di Essere immanente; ossia il Mondo stesso come unico contesto ontologico nel quale può e deve essere concepita l’esistenza di qualunque ente (pensante o meno). L’«iper-realismo» storico-dottrinario da noi in tal modo constatato ha assunto comunque la forma specifica di una visione filosofica, la cui aspirazione è quella di convergere ormai totalmente con l’usuale realismo che è stato sempre della scienza empirico-naturale. E proprio in tale contesto realistico (filosofico e scientifico insieme) abbiamo dovuto constatare la scomparsa di fatto dell’uomo quale autentico oggetto di indagine specie da parte della Filosofia. Scomparsa che poi è andate inevitabilmente di pari passo con la totale svalutazione di qualunque forma di giudizio soggettivo sul mondo. Cosa che ha poi portato con sé un notevole ridimensionamento della dimensione etica del pensiero filosofico.
Specificamente nel pensiero di MP ciò si manifesta con la totale inclusione dell’uomo (quale soggetto pensante) entro quell’orizzonte del mondo la cui sostanza viene considerata esclusivamente corporea e carnale. Un mondo che in tal modo appare totalmente auto-giustificato in partenza; e quindi sfugge ormai totalmente a qualunque giudizi etico. Proprio in questo senso ci è sembrato che la visione del pensatore costituisca una forma di esistenzialismo immanentista il quale resta poi fortemente in linea con le tendenze generali dell’«iper-realismo» da noi intanto constatato.
Ebbene, dopo aver analizzato testualmente gli aspetti del pensiero di MP che più ci sono sembrati giustificare l’attribuzione del suo pensiero a questa forma estremamente moderna di realismo, abbiamo utilizzato i dati raccolti per trarre conclusioni circa i limiti obiettivi che sono da riconoscere a tale visione. Limiti che ci sono sembrati in particolar modo etici. Dato che (in accordo con la radicale critica alla scienza che è stata svolta negli ultimi decenni da Hans Jonas e Hanna Arendt) una filosofia ormai completamente arresasi alla più moderna scienza empirico-naturale appare essere definitivamente impossibilitata ad esercitare su quest’ultima il ruolo di custode del valore degli autentici fini umani. Fini che non si riassumono affatto né nella conoscenza analitica esaustiva della Natura, né meno ancora nello sviluppo sempre più vertiginoso della tecnologia (sorretta dalla scienza). La convergenza di filosofia e scienza sul più recente «iper-realismo» ha però esattamente questo come proprio oggetto. Ed il settore di studi in cui ciò appare più evidente è quello relativo all’intelligenza artificiale e quindi alla robotica.
Nelle conclusioni abbiamo inoltre esaminato anche il valore delle argomentazioni anti-idealistiche di MP. Valore che è da ammettere incontestabilmente. E ciò dato che effettivamente l’idealismo filosofico ha sempre fin troppo mortificato la possibilità di concepire un autentico realismo; ossia di concepire un mondo esteriore ragionevolmente indipendente dalla coscienza. Tuttavia proprio in relazione a questo abbiamo dovuto rilevare che le giustificazioni di tale anti-idealismo si riducono notevolmente se la visione presa in considerazione è invece l’idealismo proprio della più radicale metafisica religiosa. Esso infatti non ha mai messo in forse la giustificazione di un mondo esteriore.

ATT: l’autore sarà ben lieto di mettere a disposizione (a chi gliene facesse richiesta scritta) una copia cartacea dell’articolo, che consta di 22 cartelle.

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