Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 6 Mag 2017

Abstract.
In relazione ad un altro nostro recente articolo [< https://cieloeterra.wordpress.com/2017/04/30/platonismo-e-gnosi/ >] abbiamo cercato di verificare in questo ulteriore scritto se, oltre il pensiero di Gregorio di Nissa, anche quello di Meister Eckhart (esaminato prevalentemente attraverso i Commenti all’Antico Testamento e Le 64 prediche, oltre che per mezzo di opere critiche) permette di differenziare una visione metafisico-religiosa autenticamente platonica (cristiana o meno) da quella propria della Gnosi. Abbiamo esaminato quest’ultima in particolare attraverso la sua illustrazione da parte di diversi studiosi, ed inoltre sulla base di alcuni Vangeli apocrifi.
Il pensiero di Eckhart si muove però in uno scenario storico-filosofico molto più tardivo e quindi notevolmente diverso da quello che oppose la Patristica cristiana alla Gnosi. Tuttavia, da quello che abbiamo potuto verificare, non solo la relativa visione appare fortemente in linea con il più autentico platonismo, ma appare anche impiegabile con notevole successo nel confronto argomentativo con la dottrina gnostica. Laddove va poi anche considerato che quest’ultima è tutt’altro che datata storicamente, perché ha trovato modernamente diversi studiosi e pensatori che l’hanno fatto propria (Viola, Vallin, Schuon).
Pertanto riteniamo che l’ipotesi dalla quale siamo partiti abbia trovato conferma nell’investigazione testuale che abbiamo svolto. In tal modo è emersa però una complessiva visione che appare essere comunque estremamente prossima a quella gnostica. Essendo tuttavia il platonismo il suo vero fulcro, essa appare essere del tutto priva dei più problematici eccessi retorico-ideologici che sono invece propri della Gnosi (specie di quella più integrale).
In particolare (così come in Gregorio di Nissa) si è delineato il davvero cruciale concetto di una creazione divina che mette capo ad un essere puramente ideale, originario e trascendente (prima creazione), che ha le caratteristiche prevalenti di una creazione interiore. Conseguentemente anche l’uomo nella sua essenza, ed inoltre nella sua intima identità a Dio (umano-divinità), appare essere primariamente interiore. Ed a tale proposito la dottrina eckhartiana delle Idee si è rivelata peraltro essere perfettamente sovrapponibile a quella di Platone stesso. Ciononostante, abbiamo potuto constatare anche che in tale contesto non viene per nulla indebolito il tradizionale concetto di «essere»; sebbene esso si ponga con i sostanziali caratteri di una dottrina entro la quale esso coincide totalmente con Dio quale Tutto (ed ha inoltre un carattere decisamente dinamico).
E qui si delinea comunque in modo netto un’interpretazione rigorosamente onto-intellettuale (cioè puramente ideale) sia di Dio che della Realtà stessa nella sua Totalità. Nello stesso tempo (e peraltro in modo dottrinariamente molto più chiaro che non nella Gnosi) la dottrina ingenua e letterale della creazione viene da Eckhart inclusa in una ben più appropriata dottrina dell’emanazione.
Su questa base, come avviene anche in Gregorio di Nissa, il pessimismo gnostico circa il mondo, l’uomo ed il Dio creatore (giudicato un cattivo Demiurgo) scompare completamente entro la visione eckhartiana. E conseguentemente anche l’affermazione della totale identità Dio-uomo (che Eckhart senz’altro condivide fortemente con la Gnosi) si pone su una base completamente diversa. Entro tale visione c’è pertanto lo spazio per un radicale ed entusiasmante ottimismo circa la relazione tra Dio e uomo-mondo; e peraltro nel contesto di un’affermazione estremamente categorica dell’illimitata bontà amorevole del Dio creatore. In tal modo la complessiva dottrina esposta da Eckhart appare prestarsi perfettamente per una teoria e prassi metafisico-religiosa, che – pur nel suo essere fortemente gnostica – non ceda in alcun modo al distruttivo pessimismo, al purismo intellettualista, ed infine al discutibile élitarismo della salvezza che sono propri della Gnosi. Conseguentemente anche qui viene decisamente esclusa un’ascesa teoretico-iniziatica ha Dio che sia solo attiva ed unilaterale (da parte dell’uomo); escludendo così completamente le dimensioni della Grazia e dell’Amore e rischiando in tal modo di fare dell’uomo religioso appena un tiranno deicida.
N.B.: L’autore sarà ben lieto di inviare (a chi gliene facesse richiesta scritta) il testo completo (in cartaceo) dell’articolo; che consta di circa 13 cartelle.

Read Full Post »