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Archive for 5 giugno 2016

Nel contesto di uno studio piuttosto ampio (nel quale abbiamo raccolto le nostre riflessioni, maturate leggendo e studiando per molti anni Platone e la letteratura critica sul suo pensiero; ed il cui titolo è “Idee per un’interpretazione anti-moderna di Platone –il Platone metafisico-religioso ed il Platone esoterico”), si è profilata la necessità di soffermarci in particolare su un’introduzione agli studi platonici così come resi possibili da una lettura del pensatore greco che sia radicalmente diversa da quella oggi considerata canonica. Lo scopo di tale introduzione vuole essere sostanzialmente quello di saggiare il campo delle possibilità lasciate a tali studi entro l’effettiva situazione attuale; e ciò con l’obiettivo di verificare il senso e le modalità di vere e proprie eventuali investigazioni testuali condotte in modo radicalmente diverso da quanto previsto dal canone vigente.
Ebbene, nel fare questa introduzione, il primo fenomeno presentatosi a noi è stato quello costituito dal forte ’imbarazzo che prova il lettore autonomo di Platone (autonomo nel senso del sentirsi completamente svincolato dalle modalità di lettura imposte dall’Accademia) nel venire allo scoperto con la proposta delle proprie riflessioni sui testi. Ed abbiamo anche cercato di esaminare questo fenomeno in relazione ai modi e le forme mediante i quali l’Accademia gli impone di fatto il silenzio. Inoltre abbiamo cercato di mostrare come l’esperienza di questo lettore di raccordi allo scenario di studi platonici esorbitante il netto limite tracciato dal canone. Scenario che è effettivamente esistente ed è articolato tra una parte rigorosamente filosofica (Muscato, Montoneri, Koyré, Reale, Festugiére, Beierwaltes, Muscolino, Spanio, Ramelli) ed una parte che invece ricade nella sfera degli studi tradizionali (Schuon, Godel, Raphael)
In tale contesto abbiamo cercato di individuare i fattori che regolano le relazioni tra il lettore da noi ipotizzato, il complessivo scenario degli studi platonici non convenzionali ed infine lo scenario degli studi platonici convenzionali e canonici. Ed i fattori che si sono mostrati operanti sono stati due (entrambi in relazione all’immagine complessiva ammissibile di Platone come pensatore): – 1) l’ammissibilità o meno di un Platone strenuamente metafisico-religioso, mistico e mitico-misterico; 2) l’ammissibilità o meno di un Platone esoterico ed iniziatico. Abbiamo dunque potuto constatare che il primo fattore segrega nettamente il campo degli studi non convenzionali da quello degli studi convenzionali; mentre il secondo fattore divide al suo interno anche il campo degli stessi studi non convenzionali.
Esso dunque isola nettamente il campo degli studi tradizionali su Platone. E proprio con questo campo di studi si è rivelato più consonante il nostro ipotetico lettore. Anche se abbiamo potuto altresì constatare che, se egli è comunque in possesso di un ufficiale status filosofico di studioso, la sua presenza di rivela allora di particolare valore ed importanza per ricucire non solo le divisioni interne della sfera di studi non convenzionali, ma anche la così netta separazione esistente tra di essa e la sfera degli studi convenzionali. Questo però è apparso possibile solo scardinando il sequestro gettato dall’Accademia sullo status congiunto di «filosofo» e di «pensatore».
Su questa complessiva base abbiamo anche constatato che comunque la presa in considerazione rispettosa del fattore «esoterismo» determina anche la necessità, in una certa misura, della naturale segregazione degli studi tradizionali dal resto dello scenario. Ed abbiamo anche visto come ciò faccia in via di principio molto più onore alle aspettative proprie del messaggio filosofico prevalentemente spirituale così come sono state formulate da Platone nel suo pensiero. Sempre su questa base abbiamo pertanto verificato che, almeno da questo punto di vista, non sarebbero assolutamente necessarie indagini sul pensiero platonico (le quali provino la liceità di una sua interpretazione non canonica). Nell’intera sfera di studi non convenzionali, infatti, ma soprattutto nella sua parte più tradizionale, le cose in tal senso sono già chiarissime. Si tratta di veri e proprio fatti ovvero evidente. Essi pertanto non solo non abbisognano di alcuna prova, ma inoltre la così netta differenziazione della conoscenza tradizionale da quella filosofico-scientifica appare addirittura indispensabile per cogliere il vero spirito del pensiero di Platone e per serbarne il valore.
Il risultato finale della nostra indagine è stato che il progetto di investigazioni destinate a svolgersi nel campo degli studi platonici non convenzionali (specie nella sua parte tradizionale) ha senso solo e soltanto per scardinare il canone (aprendo così la gabbia). E ciò in modo che il campo sia sgombro dai veti oggi posti alla proposta pubblica dei risultati non convenzionali della lettura, conoscenza e studio di Platone. Lo scopo di tali investigazioni è pertanto da considerare semplicemente quello di obiettivare in modo documentale tali risultati, in modo che ognuno ne faccia poi l’uso che crede. Tuttavia però questo dovrebbe poter avvenire sul piano di una perfetta parità con gli studi convenzionali.
In particolare comunque ci è sembrato che tali indagini dovrebbero riguardare la ricognizione delle parentele di Platone con il sapere tradizionale e l’evidenza di tali parentele sia nei suoi testi sia anche nelle stesse indagini critiche non convenzionali.

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