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Archive for 2 ottobre 2012

 Nella riflessione alla quale oggi sento di dovermi dedicare, credo di potere partire da tre elementi:

  • l’articolo già pubblicato su questo blog dal titolo “Cos’è lo scrittore?”
  • il colloquio con un autorevole amico, giornalista affermato e letterato di professione
  • un appena letto, bellissimo, passo sullo scrivere e sulla fama letteraria, tratto da “O livro do desassossego”, o Libro dell’inquietudine, di Fernando Pessoa1

E penso sia il caso di partire proprio da quest’ultimo.

La riflessione di Pessoa su questo tema prende le mosse da una dichiarazione della sua profonda estraneità verso qualunque genere di relazione con gli altri.

Convivere è morire”, egli dice senza mezzi termini. Ed aggiunge che mentre il bambino vive nella franchezza di un sano egoismo isolazionista, gli adulti passano invece tutto il loro tempo in “orgie di coesistenza”, in cui non si fa altro che elargire agli altri elemosine di cui poi ci si attende una contropartita.

Detto questo il poeta viene al nucleo rovente della questione, e cioè alla parola : ‒ “Cada palavra falada nos trai”. “Ogni parola pronunciata ci tradisce”.

E da ciò egli conclude che l’”unica comunicazione tollerabile” può avvenire per la via della parola scritta, dato che essa non punta affatto a costruire ponti tra noi e gli altri, ma è invece solo il “raggio di una luce tra astri”.

In altri termini non vi è altro modo per scrivere : ‒ solo si scrive per sé stessi e mai invece per gli altri. Ergo, chi scrive per gli altri non è un vero scrittore! Mentre lo è invece solo chi scrive per sé stesso. (altro…)

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