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	<title>cielo e terra</title>
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	<description>“Realmente amorevole è solo quanto unisce, e quanto unisce è solo quanto sovrastando domina” ; &#34;La fede è ordine e l&#039;ordine è fede&#34;</description>
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		<title>Manifesto conservatore della borghesia etica</title>
		<link>http://cieloeterra.wordpress.com/2012/01/29/manifesto-conservatore-della-borghesia-etica/</link>
		<comments>http://cieloeterra.wordpress.com/2012/01/29/manifesto-conservatore-della-borghesia-etica/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 18:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manifesto conservatore]]></category>
		<category><![CDATA[rivolta borghesia borghesia etica morale crisi finanziaria edonismo consumismo diritto incondizionato conservatorismo conservatore]]></category>

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		<description><![CDATA[ Vincenzo Nuzzo   IL MANIFESTO CONSERVATORE DELLA BORGHESIA ETICO-PROFESSIONALE &#160; Parole d&#8217;ordine: DECELERARE-REGREDIRE-DECOMPLESSIZZARE &#160; La storia del Movimento   L&#8217;idea di fondare un movimento inter-sindacale nasce da molto lontano, e cioè dalle circostanze in cui più volte si è trovato il dr. Vincenzo Nuzzo nel corso delle battaglie da lui combattute per la riqualificazione in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=252&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Vincenzo Nuzzo</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong>IL MANIFESTO CONSERVATORE DELLA BORGHESIA ETICO-PROFESSIONALE</strong></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Parole d&#8217;ordine: DECELERARE-REGREDIRE-DECOMPLESSIZZARE</strong></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong>La storia del Movimento</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;idea di fondare un movimento inter-sindacale nasce da molto lontano, e cioè dalle circostanze in cui più volte si è trovato il dr. Vincenzo Nuzzo nel corso delle battaglie da lui combattute per la riqualificazione in senso qualitativo del modello assistenziale della Pediatria di Famiglia (visite domiciliari e ADHD-psicosociale). L&#8217;idea è sostanzialmente quella di un movimento di originale riflessione ed </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>intelligence</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, oltre che di indirizzo e pressione ideologica, con il compito di richiamare la teoria e prassi sindacale al perseguimento dei più qualificanti ed autentici obiettivi della categoria.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Al momento presente, l&#8217;esigenza di riproporre l&#8217;antica idea di un siffatto movimento (condivisa dagli aderenti , ed in particolare, dal dr. Nino Contiguglia, referente organizzativo di esso) è nata dalle impressioni suscitate dal drammatico scenario configurato dal progetto del governo Monti di incamerare nelle casse dello Stato il patrimonio della cassa pensioni ENPAM, una cassa puramente contributiva. Un progetto, questo, che è da inquadrare nel gravissimo scenario politico (e filosofico) illustrato dal manifesto-documento ideato ed elaborato dal dr. Nuzzo, e che qui viene presentato.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Dati i rilevanti rivolti etico-professionali che saranno illustrati nel manifesto-documento, il movimento rinasce nella forma chiaramente indicata dalla sua denominazione di </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Movimento Etico Professionisti Sanità</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, o MEPS, una forma che è sufficientemente indicativa dei suoi scopi e della sua filosofia di azione, in linea con l&#8217;indirizzo filosofico-politico illustrato nel manifesto-documento stesso.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ciò che il movimento auspica, in rapporto a quanto esposto nel documento, è </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">un&#8217;ampia mobilitazione della borghesia etico-professionale, </span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">includente gli operatori di tutti i settori menzionati nel documento stesso e configurante il contesto finalmente globale (basato su una visione di ampio respiro filosofico-politico) delle lotte delle singole categorie.<br />
Siamo convinti infatti che, in particolare nel momento storico che stiamo oggi vivendo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">le lotte intraprese dai vari settori (o categorie) della borghesia etico-professionale debbano finalmente rientrare nel più vasto orizzonte della presa di coscienza di sé stessa da parte di quest&#8217;ultima</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Il manifesto-documento</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Questo documento, che ha l&#8217;ambizione di essere un manifesto per la borghesia etico-professionale e quindi di costituire per essa lo stimolo ad una nuova presa di coscienza di rivolta, nasce chiaramente dalle intimazioni rivolte alla coscienza collettiva dalla grave crisi economica in atto.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Dicono che</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> il mondo sia scosso da una delle più profonde crisi che abbia mai conosciuto.<span id="more-252"></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Una crisi tanto più tremenda in quanto questa volta creata a tavolino e quindi, almeno per adesso, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">dai piu&#8217;</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> non fisicamente percepibile, e pertanto serpeggiante nell&#8217;aria come l&#8217;apparizione solo promessa ma mai avvenuta di un fantasma orribile e ripugnante. Una crisi più minacciosa e spaventosa di qualunque altra crisi finora conosciuta dal mondo in quanto crisi del tutto virtuale, puramente mediatica, ovvero situazione in cui i terrori si moltiplicano all&#8217;infinito ma non prendono mai forma, mai corpo. Essi non diventano mai qualcosa con cui si possa fare i conti concretamente e quotidianamente, qualcosa, insomma, a cui ci si possa in qualche modo attivamente adattare.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Stiamo come siamo sempre stati ma da domani potremmo non stare più così. Potremmo perdere! Ma quanto e cosa perdere? Non si sa.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Interi paesi sono stati dichiarati “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>non in regola con le procedure</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">&#8230;“ oppure “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>in recessione</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">&#8230;” senza che in essi sia apparentemente cambiato nulla di rilevante. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">In questi paesi infatti tutto sembra procedere come sempre. La mattina tutti si alzano per andare più o meno al lavoro e per accompagnare i figli a scuola. Ed assolvono comunque a questo compito in qualche modo, che sia in auto, in tram o anche a piedi. All&#8217;ora di pranzo e di cena c&#8217;è comunque qualcosa da mettere in tavola. E la sera, se non si va a letto come tutti i cristiani, o se perfino non ci si siede davanti alla TV, allora magari ci si incontra con gli amici, che sia al ristorante o anche solo in casa davanti ad un onesto bicchiere di vino. Insomma su questi paesi e sulla gente che vi vive il sole sorge ancora al mattino e tramonta la sera, e la sera sorgono le stelle, o la luna e le stelle. Non si sono visti ancora nugoli di rane e cavallette, le cataratte del grande fiume o grande mare non si sono ancora aperte, la terra non si ancora spalancata per ingoiare case ed abitanti, ed il fuoco non è ancora calato dal cielo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ed allora cosa accade?. Dov&#8217;è &#8216;sta crisi, ci si chiede angosciosamente nel terribile sospetto di essere diventati di colpo ciechi, sordi o completamente deficienti ?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Insomma &#8216;sta crisi non ha ancora capito che la gente, visto che se ne parla tanto, la vuole vedere, toccare, udire, assaporare. Vuole vedere i barbari calati dalle Alpi che hanno ormai espugnato Roma. Vuole vedere le acque del diluvio sommergere campi e città. Vuole vedere Sodoma e Gomorra bruciare e le mura di Gerico finalmente cadere. Vuole vedere il Mar Rosso aprirsi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Insomma che razza di crisi è mai questa?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Si può credere che la crisi esista solo perché ondate a ripetizione dell&#8217;astruso ed incomprensibile gergo di economisti, banchieri ed operatori finanziari ci sommergono con l&#8217;obiettivo dichiarato di convincerci che non è più come una volta, che c&#8217;è allarme, che bisogna rendersi conto, che bisogna fare qualcosa? Ma cosa, in nome di Dio, se nemmeno ci si capisce una sola acca di ciò che viene urlato e blaterato ogni minuto del santo giorno in un gergo incomprensibile !?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>Chi sono mai i predicatori della crisi ed a chi obbediscono?</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E si può inoltre credere che la crisi esista come espressione delle presuntamente oneste intenzioni e preoccupazioni di coloro che, fino a poco fa lupi famelici, oggi si presentano come uomini accoratamente solleciti verso il nostro benessere, la nostra tranquillità, l&#8217;avvenire nostro e dei nostri figli, uomini che insomma oggi più che mai lavorano incessantemente per noi?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Intenzioni? Quali esattamente? Oneste ? Possiamo proprio esserne sicuri?</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Queste facce, queste bocche che ci parlano, e questi abiti impeccabili che esse sormontano (camice inamidate dai colli eretti come corazzieri, cravatte di discreta ma esclusiva eleganza, scarpe luccicanti, orologi Patek Philippe etc etc), dai quali esse scivolano fuori come da cornee corazze di tartarughe, sono veramente facce e bocche parlanti di uomini onesti e solleciti verso i nostri destini?. Lo si può veramente credere?.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Si può credere che lo siano lo scaltro e gelido ghigno da iper-maschio moderno mezzo cyborg del cinico manovratore finanziario internazionale o dell&#8217;imprenditore innovatore o anche del così domestico e rassicurante commercialista azzeccagarbugli </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>io-so-tutto</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, discretamente ricco e potente solo perché da furbacchione che è (più che sapiente) conosce alla perfezione debolezze magagne di una solo kafkiana amministrazione pubblica?. Possiamo crederlo? E che farci, allora, con il lampo di perfidia che scorgiamo in fondo al compassato gelo del suo occhio, o quell&#8217;altro brivido di rapinosa brama che vediamo correre sulle sue guance perfettamente rasate, un attimo dopo raffrenato dal suo perfetto auto-controllo di consumato combattente dal motto </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>tanto io cado sempre in piedi</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> ? </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Dobbiamo ritenere tutto ciò solo infamie e maldicenze del nostro animo maligno, oppure sinistri quanto provvidenziali segnali della nostra ancora intatta facoltà intuitiva verso la vera natura delle intenzioni di questa gente?</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E prendiamo allora l&#8217;altra versione della tipologia di cui qui parliamo, anch&#8217;essa rientrante nella categoria del moderno sacerdote della finanza, quella dimessa e professorale dell&#8217;economista oggi dovunque al potere.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Se l&#8217;altro sembra un guerriero ed un re, uno</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>kṣ</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>hatriya</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, questo sembra proprio un sacerdote, un </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>brahmano</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Eppure invece non e&#8217; altro che un </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>śudra</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, ossia nella migliore delle ipotesi un sordido bottegaio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Appunto, come dicevamo, un uomo dimesso, non eclatante nei suoi modi, neanche troppo ben vestito o vestito in modo discreto e poco appariscente, dall&#8217;occhio spento e stanco da intellettuale, le guance cascanti da uomo sedentario e dedito allo studio, dall&#8217;espressione tutto sommato paterna, bonacciona, se non implorante, o ai limiti del più austero ascetismo da vero e proprio stilita. Insomma un vero e proprio sant&#8217;uomo. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Mentre l&#8217;altro è un sanguigno David Golder (Nemiròwsky)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote1anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote1sym"></a><sup>1</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, questo è solo un Kurahara (Mishima)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote2anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote2sym"></a><sup>2</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, un uomo in fondo goffo, distratto, malvestito e trascurato. Uno che dovrebbe fare più pietà che rabbia.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma comunque è un uomo spaventosamente gelido nel suo così accorto ascetismo finanziario. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Insomma mentre il primo con i soldi ci combatte e ci gioca, non disdegnando il loro sottile o pesante erotismo, questo monaco della finanza invece sui soldi medita profondamente e con mortale serietà. I soldi infatti sono in fondo una cosa serissima. Anzi essi costituiscono una vera e propria religione, che ha le sue verità, i suoi misteri, i suoi dogmi, i suoi riti. Ebbene il professore di economia ( naturalmente delle più stimate università internazionali) serba gelosamente tutte queste verità, misteri e dogmi, e officia i relativi riti al Dio Denaro, accendendo ceri, salmodiando, spandendo fragranti incensi, somministrando olii santi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene c&#8217;è da credere anche a quest&#8217;altro solo perché è rivestito di paramenti religiosi? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">C&#8217;è da credere che la religione che ha ormai soppiantato tutte le altre religioni ‒ perfino le più moderne, la Religione dell&#8217;Uomo liberale (Stirner)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote3anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote3sym"></a><sup>3</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> e la Religione del Lavoro e Lavoratore marxista (Arendt)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote4anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote4sym"></a><sup>4</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> ‒, ossia la religione del Dio Denaro, abbia realmente, come in fondo l&#8217;avevano tutte le altre religioni, almeno quelle antiche (molto poco, o nulla, quelle moderne), lo scopo di salvare l&#8217;uomo ed il mondo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">O il suo scopo è piuttosto un altro, cioè l&#8217;opposto?. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E ciò non significa forse che, dietro gli stessi interessi personali dei protagonisti della dottrina e prassi di tale estrema religione ‒ non tanto del guerriero della finanza, dove la cosa è fisica, scoperta ed evidente, quanto piuttosto del sottile e gesuitico sacerdote, dove la cosa è ben meno letterale ‒ non si nascondano gli scopi, interessi e progetti di una Forza devastatrice che vuole tutt&#8217;altro che la salvezza dell&#8217;uomo?</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Non ci parla forse proprio di questo la coriaceità che scopriamo dopo un po&#8217; sotto quel vago gelo del sacerdote della finanza, e che a prima vista avevamo scambiato per austerità ieratica ? E questa non suggerisce forse in un primo momento un&#8217;ottusità stupida, ancor più quanto nutrita a dismisura di sapienza tecnico-specialistica, di per sé già non poco allarmante, ma poi, in un secondo momento, rivela la ben peggiore cecità totale dell&#8217;automa decerebrato?. Ossia di un tragico burattino?</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>I sacerdoti della finanza al potere, ovvero il definitivo primato dell&#8217;economia sulla politica </strong></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>‒</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>la crisi della modernità ed il neo-capital-comunismo</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma alla fine di questo necessario identikit poliziesco è necessaria una riflessione più pratica.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Non sono stati forse proprio i sacerdoti della finanza mondiale, assistiti in vari modi dalla schiera di guerrieri che li segue, ed entrambi marcianti a fianco delle banche (nel cui essere il feticcio del Dio Denaro diviene un </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Elohim Sabaoth </em></span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote5anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote5sym"></a><sup>5</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, un Dio degli Eserciti al negativo), ad avere generato, o meglio progettato a tavolino la crisi? Non sono forse proprio loro gli uomini delle agenzie di </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>rating</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, delle grandi banche, della multinazionali etc? Non sono forse proprio loro i consiglieri economici dei governi, o, per chi è più maligno, le eminenze grigie che più che consigliare esercitano pressioni non molto lontane dal ricatto sui politici facendo leva sui loro ben noti bassissimi istinti e bisogni? E forse che la politica non si regge proprio su grandi e piccoli affari, puliti o loschi che siano ?</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene non sono forse proprio questi uomini che oggi vanno prendendo in mano le redini del potere, vedendosi dappertutto consegnare a capo chino dalle mani dei politici la chiave della città, la spada e la tiara ?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Insomma se la crisi ci inquieta, e quest&#8217;inquietudine va vanamente alla ricerca del suo oggetto, esso non è forse stato già trovato proprio in queste riflessioni?</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Il vero problema di questa crisi non appare tanto nella sua indecifrabilità e nella sua inquietante assenza di un vero contenuto ed oggetto, quanto proprio nella sua esistenza, nel suo essere divenuta attuale. E ciò che è più grave, pertanto, non è nemmeno che essa appare strumentale ad occulti interessi di grande portata, come tutte le evidenze sembrano mostrare, ma che essa esiste e sussiste essenzialmente perché è stata concepita.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Come si è potuto giungere a tanto ? O meglio come si è potuto giungere ad osare tanto? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Le avvisaglie di quanto sta accadendo adesso c&#8217;erano verità già molto tempo fa. Il sociologo russo, emigrato poi negli USA, Pitirim Sorokin (</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La crisi del nostro tempo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">) </span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote6anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote6sym"></a><sup>6</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> ,</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> ha descritto alla perfezione questo processo già negli anni quaranta (ovvero in piena guerra), mostrandoci come, più o meno a partire dalla crisi del &#8217;29 ed in coincidenza dell&#8217;inaugurazione del </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>New Deal</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, ovvero dell&#8217;economia liberal-capitalista statalizzata, il capitalismo si sia evoluto da una realtà in cui la proprietà era al suo centro ad una costellazione in cui la proprietà dei beni, della ricchezza e dei mezzi di produzione non era più personale ma anonima. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ecco che gli amministratori si sostituivano ai proprietari ed il denaro cessava di essere legato ad una proprietà concreta e diveniva sempre più virtuale.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma l&#8217;altro aspetto di tale evoluzione è indicato con chiarezza proprio nel fenomeno del </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>New Deal</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, ed è cioè appunto nella statalizzazione del capitalismo intanto divenuto autonomo. Ecco che abbiamo allora due generi di capitalisti in veste sostanzialmente di meri burocrati : </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">‒</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">quelli dell&#8217;organizzazione statali e quelli delle grandi società per azioni e </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>trusts</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> ( e questi sono privati ma solo nominalmente).</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ed ecco generato un astruso insieme di capitalismo e social-comunismo che sembra recare i tratti inconfondibili di ciò che oggi si chiama socialdemocrazia, ovvero di quel genere di organizzazione della società che è incentrato intorno al valore del cosiddetto </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>stato sociale</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">In esso non è portato alle ultime conseguenze il proposito marxista di abolire del tutto la proprietà privata e socializzare totalmente la proprietà stessa e la produzione, ma esso vi è almeno fortemente accennato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ed ecco dunque riassunte tutte le caratteristiche dell&#8217;attuale organizzazione sociale e statale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ecco uno Stato che mantiene, sul piano legislativo, il diritto dei cittadini a possedere una proprietà privata (casa, strutture produttive, attività professionali e conseguenti lucri) ma ne erode sensibilmente i profitti mediante un&#8217;ingente pressione fiscale, basata essenzialmente sul diritto da parte dello Stato di esigere una percentuale sia sui possessi, sia sui guadagni e sia sugli acquisti che caratterizzano la vita economica della società. Tutto ciò serve a permettere allo Stato di offrire vari generi di servizi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma contemporaneamente a questo cosa abbiamo?.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Abbiamo </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">una classe imprenditoriale di alto livello</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> che, sia pure nell&#8217;ambito del modello indicato da Sorokin, produce ricchezza privata mediante aziende di grande estensione sul territorio e che pertanto soddisfano una grossa fetta delle esigenze di lavoro e produzione della comunità nazionale. E non parliamo qui delle aziende medio-piccole che tutto sommato non rientrano in questa sfera di interessi. Questa classe è naturalmente interlocutore privilegiato e di grande prestigio per lo Stato, il quale, in quanto appunto compagine di burocrati amministranti di fatto gli stessi beni amministrati dalle società private capitaliste (la ricchezza nazionale), ha bisogno di essa per il mantenimento di un adeguato prodotto interno lordo nazionale, e quindi per la disponibilità in definitiva di una sufficiente quantità di danaro per mantenere in vita l&#8217;intero sistema economico basato su domanda ed offerta.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ed, oltre a ciò, abbiamo u</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">n proletariato ed ancor più sotto-proletariato</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> che gode di diritti sociali di vario genere (appunto distribuiti più o meno gratuitamente dallo Stato), pur senza però contribuire in egual misura alla produzione dei relativi beni, essendo la sua capacità produttiva bassa o nulla. Tali diritti sono, oltre quelli politici e giuridici, quello ad essere più o meno nutriti, più o meno vestiti, ospitati in abitazioni dotate di medi </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>conforts</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, riforniti di beni e servizi, trasportati, assicurati ed assistiti sanitariamente. In alcuni casi, laddove la dottrina sociale è più incisiva e profondamente agente, a questi diritti si aggiunge anche quello di essere in diversi modi </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>divertiti</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Infine c&#8217;è quella che si potrebbe definire </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">la classe dei politici.</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> Su questa non intendiamo spendere parole dato che diremmo cose ovvie. Basta pertanto solo dire che molti ormai preferiscono sostituire il termine di </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>classe</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> con quelli di </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>casta</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, per avere di fatto detto tutto quanto a questo proposito bisognava dire. La verità è, senza volersi diffondere in particolari, che, da classe che doveva servire il Paese in termini di governo (ovvero legislazione, progettazione sociale e politica, ed amministrazione), quella dei politici si è trasformata in una casta, l&#8217;entrare nella quale permette di accedere facili ed eccezionali privilegi. Essa non serve più il Paese ma è ormai soltanto un&#8217;area di distribuzione di quei privilegi che il sistema liberal-democratico e socialista-democratico ha abolito in tutti gli altri settori.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>La tragedia moderna della borghesia professionale etica ed il sorgere di un&#8217;autentica nuova borghesia conservatrice anti-progressista ed anti-modernista.</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma il privilegio non è oggi solo dei politici bensì di tutte le altre aree, appena menzionate, che accanto ad esso trovano giustificazione nell&#8217;ambito dell&#8217;affermazione totale dell&#8217;idea social-democratica.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Abbiamo identificato quindi sostanzialmente tre settori di privilegio : </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">‒</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">quello delle aziende private di grande portata, quello dei detentori di </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>pieni ed inalienabili diritti </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">(che sono poi i principali fruitori della disponibilità di lavoro e del consumo medio), e quello della classe politica, che di fatto si identifica con le attività statali di governo ed amministrazione pubblica.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene, è a questo punto che emerge un elemento centrale della costellazione messa in evidenza in questo scritto (nato e cresciuto entro un altro testo al quale stiamo lavorando e dedicato ad una rifondazione metafisica del conservatorismo)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote7anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote7sym"></a><sup>7</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, che ha l&#8217;ambizione di costituire un nuovo manifesto conservatore.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Si tratta di quella parte della borghesia moderna alla quale tra poco cercheremo di fornire chiari contorni identitari.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Diciamo subito che questo elemento ci sembra avere il pieno diritto, almeno nel contesto delle priorità indicate dalla costellazione appena descritta, di costituire il soggetto principale dell&#8217;intero manifesto conservatore al quale si intende dare corpo qui.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Nello scritto appena menzionato non abbiamo nascosto le gravi responsabilità che attribuiamo allo spirito borghese nel suo complesso nel processo progressivo che ha condotto alla gravissima crisi dell&#8217;ultima modernità. Ma ciò non toglie che, nell&#8217;ambito della costellazione profilatasi con l&#8217;aspetto specifico della crisi che stiamo vivendo, la parte di borghesia di cui parleremo qui abbia ormai il pieno diritto di assumere un ruolo profondamente divergente dal progressismo e modernismo che ha caratterizzato da sempre il movimento borghese assumendo finalmente una chiara identità conservatrice. Identità conservatrice che però sfugge completamente agli accenti e contenuti che hanno caratterizzato la critica marxista alla borghesia da almeno due secoli a questa parte.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Pertanto, nell&#8217;identificare questa nuova borghesia conservatrice, sullo sfondo della crisi attualmente in atto, sembra proprio che abbiamo a che fare con una profonda abiura, ad opera di una parte della borghesia stessa, delle fede progressista e modernista che l&#8217;ha da sempre contraddistinta.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma qual&#8217;è dunque la borghesia di cui parliamo?</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Essa è una borghesia divenuta ormai ben più che una classe sociale, ovvero propriamente un&#8217;entità estremamente problematica, vale a dire qualcosa della cui legittimità all&#8217;esistenza nessuna, essa per prima, è più molto sicura.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">I processi convergenti dell&#8217;evoluzione in senso socialista del capitalismo e dell&#8217;evoluzione in senso capitalista del socialismo (tutt&#8217;altro insomma che quello che si aspettava Marx) hanno condotto ad una costellazione politico-sociale nella quale la borghesia, invisa di fatto dall&#8217;uno e dall&#8217;altro dei termini di questo fatale incontro (ormai non più scontro!), ha perduto ogni ragione di essere.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E diciamo qui solo per inciso che il paradossale fenomeno di un paese come la Cina, che non ha mai sconfessato il suo ufficiale comunismo, ma è divenuto la più grande potenza industriale del mondo, è sufficientemente emblematico di ciò che stiamo dicendo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Stretta, anzi stritolata, in questa tenaglia di così immensa rilevanza politico-economico-sociale, rilevanza non più solo storica ma epocale, la media borghesia si è trasformata, dalla protagonista che essa era stata del grande processo che ha recato alla genesi dell&#8217;attuale costellazione politica, economica e conoscitiva che caratterizza la società, ad un vero e proprio paria. Ecco quindi una borghesia tartassata dall&#8217;alto, ricattata dal basso, e sottoposta a continui minacciosi moniti e restrizione da parte di un apparato amministrativo-giudiziario il cui unico scopo sembra essere quello di custodire la realizzazione costante di un garantismo sociale e politico. Tale garantismo, ormai lontano erede del motto rivoluzionario libertà-fraternità-eguaglianza, si muove secondo il criterio della libertà incondizionata e della tolleranza a senso unico, e cioè nel senso della protezione dei cosiddetti </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>deboli</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Ma non quelli reali, bensì quelli appunto </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>cosiddetti</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, cioè quelli considerati tali sul piano di un canone istituzionale che, anch&#8217;esso, assomiglia molto alla dottrina socialista.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Una delle branche più aggressive di questo apparato è il sistema fiscale, assistito da veri e propri potentati della riscossione di crediti, altra area di distribuzione di prestigio, carriere e privilegi di Stato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La borghesia riconoscibile nello status di cui parliamo è insomma unanimemente (dallo Stato, dalla classe sociale svantaggiata, dalla grande industria capitalista, e dall&#8217;apparato amministrativo-giudiziario) chiamata a garantire la realizzazione dell&#8217;obiettivo collettivo, almeno quello dichiarato, di tutte le parti della società che hanno voce in capitolo, e cioè la piena esplicazione di una dottrina del diritto illimitato ed incondizionato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Un diritto illimitato ed incondizionato dal cui godimento l&#8217;unica ad essere esclusa è proprio la media borghesia di cui parliamo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Essa deve quindi, nello ristretto spazio imposto da regole estremamente severe e rigide (e collegate ad un&#8217;attitudine punitiva estremamente aggressiva da parte delle amministrazioni statali e private, come ad esempio banche ed amministrazioni fiscali), attendere a quelli che una volta erano i compiti determinati dalle sue stesse volontà ma che ora sono invece veri e propri doveri sociali (definiti con cinico eufemismo “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>solidali</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">”). E questi sono i seguenti : ‒ offrire servizi professionali di vario genere (da quelli più prossimi alla logica dell&#8217;etica a quelli più prossimi alla mera etica commerciale ed amministrativa), produrre ricchezza dalla quale lo Stato possa detrarre rilevanti fette per sostenere le spese per l&#8217;offerta di servizi, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">mettere a disposizione posti di lavoro, costituire l&#8217;ossatura del sistema produttivo medio-basso.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Va fatto rilevare a tale proposito il dovere di fatto al quale sono ormai sottomesse le categorie professionali così individuale </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">a formare e riformare a proprie spese le competenze tecnico-professionali pagandosi istruzione e aggiornamento senza neppure avere (come un qualsiasi carrozziere), la possibilità, in molti casi, di una trasmissione ereditaria della competenza professionale così maturata.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Da quanto abbiamo finora detto appare evidente che la borghesia di cui parliamo non è affatto più quella sorta nell&#8217;epoca dei comuni medievali ed evolutasi poi fino alla classe capitalista del XIX secolo, e non è nemmeno più quella classe che si è in gran parte identificatasi con il complesso di dottrine del liberalismo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Si tratta invece di una fetta di borghesia che si è andata progressivamente differenziando (insieme ad una progressiva perdita di prestigio e di potere d&#8217;acquisto e contrattuale), e che oggi potrebbe essere definita come “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>etico-professionale</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">”. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Parliamo insomma grosso modo di medici, farmacisti, piccoli avvocati, ingegneri, commercianti, consulenti, produttori di servizi piccoli e medi imprenditori, funzionari ed operatori nel campo dell&#8217;educazione, della cultura e della scienza (insegnanti, professori, ricercatori). </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Oltre che di onesti e morigerati commercialisti, avvocati, intermediari, e perfino giornalisti, ossia di quella parte, di per sè tendenzialmente eccedente le caratteristiche tipiche della borghesia etico-professionale, che volontariamente si ri-sottomette a queste ultime.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E parliamo pertanto sostanzialmente della gran massa di questi professionisti di queste branche, e non certo di quelli, tra essi (quella parte di sé eccedente cui abbiamo or ora accennato), che, sulla base di specifiche circostanze favorevoli, hanno potuto ammassare grandi privilegi, prebende, e fortune, sfuggendo così ai severi limiti ai quali è sottomessa la borghesia appena definita. Questi rari privilegiati, più eccezione che regola, costituiscono pertanto quella parte di media borghesia che fa </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>affari</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> e non </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>guadagni</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, e che quindi è ammessa (almeno per adesso e fino a nuovo ordine !) a partecipare in pieno alla festa del trionfo della finanza e dell&#8217;economia.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Difficile quindi far comparire nella borghesia appena delineata le parti di essa che, nella costellazione appena indicata, si sono attestate su posizioni di ingente privilegio, costituito dalla libertà di applicazioni di esosissime parcelle professionali, dalla difficoltà di assoggettamento ad un rigido controllo fiscale, e dal quasi totale svincolamento da rigide responsabilità etico-professionali. Parliamo di vari generi di professionisti dell&#8217;area economico-amministrativa (manager, operatori finanziari, medi-grossi avvocati, commercialisti, notai, medici di grossissimo calibro&#8230;) e naturalmente di quei magistrati di cui abbiamo poc&#8217;anzi parlato.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Per tutti costoro (</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">come per coloro, giornalisti, commentatori, calciatori, nani e ballerine che affollano i media per propagandare questa dottrina) non sembrano di fatto valere lo stesso rigore di controllo e sanzione e gli stessi criteri restrittivi ispirati </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">alla sottomissione all&#8217;obbligo di prestare opera per la realizzazione del garantismo assoluto come obiettivo della società. Essi sono quindi sensibilmente più liberi, meno vincolati, più ricchi, più privilegiati. E conseguentemente molto più in alto nel prestigio collettivo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Quanto poi agli attuali capitalisti essi non possono più nemmeno essere considerati borghesia, almeno in senso tradizionale. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Il resto della borghesia poi, quello che orbita intorno allo spazio una volta assegnato alla cosiddetta piccola borghesia, è stato ormai quasi completamente ingoiato nel proletariato, ma spesso senza goderne appieno i </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">privilegi. Parliamo cioè della classe impiegatizia, costituita da piccoli funzionari delle amministrazioni e dei servizi pubblici e privati,dei piccoli produttori agricoli, degli artigiani seri, dei piccoli commercianti la cui minima e diffusa evasione fiscale serve a mantenere i bisogni familiari in assenza, o in carenza, di quegli ammortizzatori sociali di cui altri proletari, proletarizzati e sotto-proletari, godono.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>La borghesia etico-professionale, ovvero quello che resta di una classe sociale </strong></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>‒</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>un rifiuto che è promessa per il futuro.</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Come abbiamo abbiamo già ricordato, un aspetto centrale dell&#8217;intera questione è l&#8217;enorme e sempre crescente peso fiscale che grava sulla borghesia professionale etica appena definita. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">I suoi guadagni derivano infatti da attività sottoposte a regole di onorario chiaramente delimitate, facilmente controllabili e peraltro sottomesse a rigorosi criteri etici di tipo soprattutto sociale. E pertanto quello di questa borghesia è di fatto l&#8217;unico grande lago ricco di pesci nominalmente </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>grassi</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> nel quale lo Stato sa di poter pescare senza difficoltà (e soprattutto senza invadere pericolosamente nessuna area di intoccabili) per garantirsi i proventi necessari a far funzionare in modo indisturbato il sistema. Ufficialmente si tratta con ciò dell&#8217;adesione della borghesia al dovere di solidarietà nei confronti di aree sociali più deboli (</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>stato sociale</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">) ed in generale dell&#8217;obbedienza ai doveri imposti da uno Stato che offra servizi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma tutto ciò corrisponde molto più a dichiarazioni di facciata, perché (specie tenuto conto del fatto che in realtà come l&#8217;Italia i servizi offerti dallo Stato sono di bassa qualità o inesistenti) si tratta in realtà molto più del sacrificio di un&#8217;intera classe sociale e fascia di reddito al funzionamento di un sistema i cui nobili scopi non sono altri che meri pretesti moralistici e sentimentalistici di stampo liberal- e social-democratico.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Il vero obiettivo è invece quello di permettere alle altre parti della società, quelle che abbiamo descritto come aree di privilegio, di continuare a godere appunto dei propri privilegi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ed allora, sebbene l&#8217;evasione fiscale continui ad essere prospettata come qualcosa che è patrimonio proprio della borghesia a cui qui abbiamo dato un volto, in realtà la sua possibilità piena e veramente rilevante è alla portata solo o di chi non ha nulla, o molto poco (e gode in pieno dei privilegi dello stato sociale), come il proletariato e sotto-proletariato , oppure di chi ha moltissimo danaro e/o moltissimo potere e prestigio</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">I primi infatti o sono del tutto o quasi esenti da balzelli, oppure giungono indirettamente a tale risultato godendo di esenzioni varie dai balzelli di cui non gode invece la media borghesia. I secondi invece godono non solo di un grande potere di influenza, scambio di favori e corruzione, ma soprattutto sono utili sia allo Stato che alla classe politica per i loro più o meno ufficiali interessi.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Al di là di tutto questo va ricordato che recentemente un filosofo della politica e dell&#8217;economia come Hans – Christian Hoppe</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote8anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote8sym"></a><sup>8</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, da noi più volte citato in nostri diversi scritti, ha condotto una serratissima e fondatissima critica contro la legittimità dell&#8217;istituto fiscale, un istituto che nelle sue grandi linee appare sostanzialmente iniquo ed illegittimo. Ed esattamente in tal senso vanno le critiche all&#8217;Istituto della </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Gestline</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, naturalmente seppellite da un coro di sdegno di maniera da parte di una classe politica e giornalistica ormai chiaramente complice di tale iniquità.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Proprio la questione fiscale mette pertanto in luce la tragedia vissuta di quello che resta della borghesia nello scenario dell&#8217;ultima modernità.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Una borghesia asservita, irreggimentata, impoverita e tartassata oltre ogni limite, che appare essere ormai, quindi, l&#8217;agnello da sacrificare sull&#8217;altare della definitiva confluenza tra lo spirito capitalista e lo spirito socialista, entrambi non a caso, come dimostra Hannah Arendt</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote9anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote9sym"></a><sup>9</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, introduttori nella civiltà umana del perniciosissimo valore del lavoro (unito a quello del lavoratore).</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Il capitalismo si è ormai evoluto, anche sulla base di quello che prima abbiamo riportato da Sorokin, in un iper- e turbo-capitalismo, planetario, assolutamente anonimo e privo di qualunque anelito politico-morale (laddove l&#8217;unico valore riconosciuto è il sempre più bieco, cieco ed iperbolico guadagno a qualunque costo). Esso sembra pertanto configurare ormai una forza talmente mutevole e flessibile da essere capace di adattarsi a qualunque circostanza, assumendo così, senza alcuna inibizione, le maschere più disparate. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Non a caso un grande critico moderno di tale iper-capitalismo</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote10anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote10sym"></a><sup>10</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> ha dimostrato che esso è ormai capace, nelle forme di un&#8217;aggressiva e disinibita pubblicità, di riassorbire perfettamente qualunque fenomeno di protesta sociale, specie quelli giovanili.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Il suo interesse principale è ormai che vi siano masse sconfinate di consumatori iper-edonisti e privi della </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">minima moralità. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene, l&#8217;ipersviluppo dei mezzi e dei modi di comunicazione sembra perfettamente funzionale al raggiungimento di questi obiettivi. Tanto che, come accade sulla rete web, tendono ad essere censurati solo messaggi che vanno contro questo spirito, come sono quelli che puntano a trasmettere sapere invece che mera e pura istigazione al godimento.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Parallelamente il socialismo si è evoluto in una fabbrica di diritti incondizionati per individui ipertrofici e mai soddisfatti, il cui obiettivo principale è quello di divorare, consumare e godere il più possibile.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene capitalismo e socialismo, ormai non più affatto contrapposti, anzi da molto tempo in marcia l&#8217;uno verso l&#8217;altro, sono ormai molto prossimi a raggiungere la completa convergenza. E lo scenario della crisi di cui stiamo parlando sembra proprio in qualche modo in relazione con questo fenomeno.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Pertanto, se finora entrambe queste forze hanno condizionato, se non ricattato, lo Stato nel senso del pressante monito a tener d&#8217;occhio primariamente i loro interessi per evitare la deflagrazione sociale, visto che ora tali interessi non sono più divergenti ma invece convergenti, essi possono ormai essere accolti entrambi senza più alcuna difficoltà da parte dello stesso Stato. Inoltre è apparso sempre più chiaro che, dalla collaborazione con entrambe le principali forse economico-sociali (ed ovviamente a tutto discapito delle vere forze deboli ormai costituitesi), lo Stato avrebbe ricavato il grande vantaggio di potere partecipare delle ricchezze rese disponibili da un capitalismo sempre più potente e dovizioso, mantenendo nello stesso tempo di ottimo umore le masse soddisfatte.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene, in un contesto come questo, non possono che essere considerati come meri specchietti per le allodole fenomeni come il conflitto in atto nel nostro Paese tra una magistratura giustizialista, schierata sul fronte para-rivoluzionario della giustizia sociale e della legalità democratica, ed una politica corrotta e collusa con l&#8217;imprenditoria privata, schierata sul fronte para-conservatore dell&#8217;ingiustizia sociale e dell&#8217;illegalità eretta a sistema. Così come è da considerare un mero specchietto per le allodole quel che resta di un conflitto sociale tra capitalismo e forze rivoluzionarie, a sua volta regolarmente ricondotto al tradizionale scontro tra </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>destra</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> liberal e </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>sinistra</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> social-comunista, che ormai ridotto a pura farsa per confondere le acque.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La verità è che, in seguito allo stravolgente rivolgimento economico-sociale e politico-ideologico che vi è stato dal dopoguerra in poi, il vero nemico da battere, un nemico ormai comune, è la borghesia etico-professionale che unica resta a rappresentare l&#8217;antica borghesia e che ancora è in possesso delle ultime fette di capitale privato familiare (in gran parte come patrimonio immobiliare) che fanno gola sia allo Stato para-socialista sia al grande capitalismo. A tutto questo resto di ricchezza non si vuole più consentire di restare in mani private e lontano dal controllo capitalistico-statalista ma si pretende che venga scaraventato nel grande calderone da un lato del controllo fiscale statale e dall&#8217;altro speculazione finanziaria controllata dalle banche e dalla grande finanza internazionale.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">Il progetto specifico da parte del governo italiano di prendere sotto tutela una cassa pensioni come l&#8217;ENPAM (la cassa pensione dei medici), fatto da cui nasce parte delle motivazioni che hanno portato alla stesura di tale documento-manifesto, ci sembra emblematico di tale tendenza</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Che poi decenni e decenni di andamento allegramente e follemente inflattivo di un&#8217;economia sempre meno legata alla ricchezza reale e sempre più a quella virtuale, abbiano generato enorme sacche di debito che rischiano di far fallire interi stati davanti allo strapotere delle banche, è un fenomeno innegabile ma non primario. .</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Questo è stato probabilmente più un risultato premeditato che imprevisto, e sta di fatto costituisce oggi l&#8217; ottimo argomento da sbandierare per chiamare proprio la borghesia residua a pagare il prezzo di tutto quest&#8217;allegra ed insensata espansione.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>La borghesia etica come una delle ultime “sentinelle della terra”</strong></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><strong>‒</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>la definitiva liquidazione del valore etico-conservatore del risparmio</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Finora abbiamo parlato del patrimonio ancora nelle mani della borghesia etico-professionale, come obiettivo bellico dell&#8217;avanzata trionfale delle forze convergenti capitaliste e social-comuniste. Ed è da precisare che è solo in virtù di questo che buona parte della media borghesia etico-professionale ancora sopravvive come tale e non è ancora scivolata, come la piccola borghesia, nel proletariato, ovvero nella di fatto indigenza.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma, per quanto disperatamente vitale per chi ne fa uso, anch&#8217;esso non ci sembra l&#8217;obiettivo di primo piano delle forze che presiedono al processo in atto.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Infatti se c&#8217;è qualcosa che ancora manca al progetto che sembra nascondersi dietro tale processo, questo non è qualcosa di materiale ma piuttosto di immateriale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E sembra proprio trattarsi dell&#8217;etica.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Nello scenario appena raffigurato, ossia nel generale trionfo dell&#8217;edonismo e della logica insieme del diritto e del possesso, l&#8217;etica rappresentava l&#8217;ultimo ostacolo alla moltiplicazione su scala iperbolica del godimento.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E chi era il protagonista dell&#8217;etica ?. Lo era senz&#8217;altro la borghesia da noi definita.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Anche se non certo da sola e non certo volendo di essa idealizzare in modo irrealistico il profilo morale!. Ed inoltre, come abbiamo sostenuto nello scritto prima citato</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote11anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote11sym"></a><sup>11</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, è evidente che, per una riforma in senso radicalmente etico della società e della politica, non ci si può affatto limitare né solo al piano sociale né tanto meno all&#8217;esaltazione delle presunte virtù di una determinata classe.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">In altre parole la postulazione della borghesia etico-professionale come soggetto politico di un ampio progetto conservatore non può che essere considerato come un obiettivo non solo di breve ma di brevissimo termine. Esso vale insomma solo entro i limiti dei fini di questo specifico documento.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">In questo senso, con le dovute cautele e sulla base di un&#8217;extrapolazione piuttosto ardita, la borghesia etico-professionale può essere ben considerata giocare un ruolo molto simile a quello previsto da Carl Schmitt per l&#8217;ultimo resistente al progressismo modernista, “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>l&#8217;ultima sentinella della terra</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">”, ossia il cosiddetto “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>partigiano tellurico</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">”</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote12anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote12sym"></a><sup>12</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Certo è comunque che, volente o nolente, e che sia solo per virtù o solo per necessità, la borghesia professionale da noi delineata appare realmente legata ad un ruolo (almeno sociale) profondamente etico.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ed ecco perché.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Prima ancora che seguire la logica del diritto e del piacere o possesso, i medici curano i pazienti , gli ingegneri costruiscono per gli uomini case e mezzi, gli avvocati tirano la gente fuori dai guai, i commercianti distribuiscono beni di prima necessità, i docenti preparano la classe dirigente di domani, etc. Tutto questo lavoro professionale è prima di tutto servizio, devozione, dedizione, e solo dopo guadagno piccolo o medio che sia (grande mai!). Ed il tutto avviene peraltro , dove più dove meno, in regime di concorrenza, e pertanto in una condizione in cui tutto sommato si rischia in proprio.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Inoltre, è proprio in virtù della del tutto falsa presupposizione, per le attività di cui parliamo, di guadagni considerati come medio-alti, il godimento dii diritti sociale da parte dei suoi protagonisti e fortemente limitato. Ferie, assenze per malattia, sostituzione sul lavoro, sono cose che non sono affatto scontate per i liberi professionisti. Ciò vale anche per i cosiddetti </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>medici convenzionati,</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> e con l&#8217;aggravante, tra l&#8217;altro, di essere vincolati ad un ruolo pubblico che rende illegale la cessazione anche per un solo giorno o una sola ora della propria attività.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene, anche se non è ancora facile capire in nome di quale risultato da ottenere, tutto questa profusione di etica professionale appare essere ormai in fondo non più richiesto, anzi di forte intralcio.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ergo : ‒ anche per questo motivo, anzi forse proprio per questo, la borghesia dev&#8217;essere finalmente vinta, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">schiacciata e distrutta!.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">S</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">e ancora, in qualche categoria, si annidano uomini, ebbene bisogna neutralizzarli, togliendo loro ogni margine di autonomia professionale allo scopo di incasellare automi in un sistema incontrollabile dal basso.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Sembra essere questo lo slogan che si nasconde dietro i falsi allarmi e le false sollecitudini degli uomini della crisi, non a caso accolti quasi senza battere ciglio ( i roboanti proclami sono naturalmente solo di facciata) da politici ed organizzazioni di lavoratori.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ricordiamo due significative affermazioni di uomini della crisi negli ultimi tempi.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La prima del direttore del CENSIS, certo Paolo Roma </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, il quale affermava che, essendo il patrimonio immobiliare delle famiglie italiane (cioè quello costituito in gran parte dal risparmio della borghesia etica, e con non poche rinunce, specie nelle precedenti generazioni) quattro volte maggiore del debito dello Stato, se quest&#8217;ultimo verrà acquistato a spese del suddetto patrimonio immobiliare allora potrà essere facilmente ridotto a zero.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La seconda affermazione è quella del funzionario di una banca di investimenti che, commentando proprio l&#8217;affermazione del Roma, diceva che il principio era giusto perché immobiliari si devono trasformare in beni mobiliari, ovvero, in beni di proprietà delle banche.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ecco insomma la chiara configurazione dell&#8217;ultimo obbligo al quale la borghesia etico-professionale deve sottomettersi : </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">‒</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> rinunciare definitivamente alla propria identità e con ciò cedere l&#8217;ultimo spazio di autonomia che finora gli è stato concesso. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">In altre parole è giunto il momento di scomparire, di togliere finalmente il disturbo, affinché lo scenario-spettacolo dell&#8217;orgia capitalista-socialista sia finalmente perfetto.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">I protagonisti del grande processo in corso sono così chiarissimi anche solo nell&#8217;ambito di queste tutto sommato banali affermazioni. Si tratta dello Stato e delle banche unite alla finanza internazionale contro la borghesia etica.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Quello Stato che dunque ora vuole mettere le mani anche sulle casse previdenziali private (vedi ENPAM), non è altro che colui che, in combutta con il grande capitale (le banche), vuole ormai trasformare in virtuale anche l&#8217;ultimo resto di ricchezza reale in quanto legata alla proprietà, ovvero quella generata mediante un modo ancora tradizionale di ottenere ricchezza, ossia il risparmio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E si badi bene, sul piano simbolico il risparmio corrisponde in termini filosofico-politici equivale perfettamente all&#8217;ordine di sotto-valori che rientrano nella conservazione come valore (a sua volta legata fortemente alla terra intesa come valore), che a sua volta corrisponde ad una visione politica in cui ciò che conta di più è il raccordo con il passato, la ricchezza materiale e spirituale tramandata dalle generazioni precedenti (tradizione), ad opera del presente e del futuro.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Peraltro Hans Jonas</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote13anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote13sym"></a><sup>13</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> ci fa vedere come la preservazione preveggente di questa ricchezza, in luogo della sua dilapidazione, rappresenta un atto di altissima responsabilità degli uomini del presente verso i posteri, atto che è il presupposto ormai indispensabili per evitare la distruzione planetaria. Fatto che, pur tenendo presenti le gravissime responsabilità che la borghesia ha nella liquidazione della tradizione, testimonia comunque una sostanziale, naturale, prossimità del nucleo filosofico-politico della borghesia stessa, alla più rigorosa etica conservatrice.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Del tutto opposto è invece il modello di organizzazione al quale si vuol giungere spazzando via definitivamente il valore della conservazione. Si tratta di un modello nel quale tutto viene consumato immediatamente, in termini di consumi più o meno edonistici puri ed edonistico-sociali, e cioè di finanziamento dell&#8217;offerta di servizi da parte dello Stato per mezzo delle tasse. Ogni ricchezza dev&#8217;essere bruciata in questa spirale di follia presentista, e nulla deve restare ad essa più nascosto.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Si rinnova insomma il delirio di smascheramento contro-rivoluzionario che, nella sua ricerca febbrile e sanguinaria di sacche residue di aristocrazia, contraddistinse la fase più cruenta della Rivoluzione francese.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>Il ruolo della borghesia etica, ovvero affermare il motto della rinascita : </strong></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>‒</strong></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>decelerare, regredire, de-complessizzare!</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene è evidente che la crisi attuale è ben più strumentale ad un progetto di iperbolizzazione di questo modello che non reale. Come abbiamo visto prima, esso non presuppone alcun radicale processo di impoverimento delle società che, almeno nominalmente, ne sono interessate.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E tuttavia va concesso che qualcosa dev&#8217;essere accaduto, che qualche meccanismo dev&#8217;essersi rotto nel meccanismo di accelerazione costante dell&#8217;economia e di creazione di ricchezza virtuale a dispetto di quella reale, che fino a questo momento ha funzionato indisturbato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Non siamo affatto degli economisti e non ci permettiamo pertanto di indagare meccanismi e dati che non possiamo conoscere (e nemmeno per la verità vogliamo conoscere), ma è evidente che in un processo evidentemente orientato al parossismo del godimento deve esservi stato un fatale inceppamento.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Che esso sia tutto sommato voluto, in una sorta di cinica riedizione economico-finanziaria della cosiddetta </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>strategia della tensione</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, oppure sia realmente casuale, in fondo non ha molta importanza.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Insomma, o qui le aspettative si sono moltiplicate a dismisura rispetto alla base che il modello può offrire alla loro soddisfazione (sfuggendo così alla loro stessa regia come un&#8217;imprevista reazione a catena), oppure effettivamente la disparità tra ricchezza reale e quella virtuale, alla quale fanno riferimento le vorticose speculazioni finanziarie, ha comunque superato un livello soglia. O probabilmente, chissà, sono accadute entrambe le cose, e forse addirittura sullo sfondo di un bieco progetto di forze diaboliche che proprio a questo tragico </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>impasse</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> puntava.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">È insomma probabilmente accaduto che ci si è resi conto che sia la base su cui doveva poggiare il meccanismo sia la natura del meccanismo stesso dovevano cambiare naturalmente per permettere da un lato al processo di continuare e dall&#8217;altro di renderlo ancora più efficiente.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ribadiamo che non ci riteniamo di giudizi ultimativi di tipo tecnico su questo e nemmeno sul vero perchè il sacrificio della borghesia sia necessario per realizzare questi scopi.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ci riteniamo però sì autorizzatissimi a dare ultimativi giudizi di tipo non tecnico, e cioè morali, filosofici e religioso-metafisici, sull&#8217;interezza di questo processo. Del resto l&#8217;inversione dei valori di tipo autenticamente conservatrice, che è urgentemente richiesta dalle crisi moderne, richiede proprio la rivendicazione del pieno diritto di dare giudizi non tecnici, e quindi per nulla storicistico-relativisti. E ci è testimone in questo un autore per nulla conservatore come Isaiah Berlin</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote14anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote14sym"></a><sup>14</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Certo però è innanzitutto che il diabolico processo in atto vuole perpetuare sé stesso, sebbene la sua insensatezza dia stata ormai messa a nudo, e vuole farlo evitando di fare l&#8217;unica cosa che sarebbe coerente, oltre che ormai più che necessaria, cioè il rinsavire e dichiarare le proprie colpe, liberando così l&#8217;umanità dal proprio oppressivo giogo. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E certo è inoltre che la borghesia etica deve essere eliminata proprio perché essa rappresenta ancora il valore di un risparmio che è nello stesso tempo l&#8217;antidoto alla follia e lo smascheramento della sua infamia. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">È possibile insomma anche che nella borghesia etica si veda l&#8217;unica forza sociale, che essendo appunto etica, ovvero ancora votata in qualche modo al dovere altruistico ed a sacrificio, sia di fatto l&#8217;unica a poter pronunciare un giudizio di interdizione su ciò che sta accadendo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">In ogni caso, in virtù di tutte queste interdizioni, di cui il progetto di annientamento della borghesia etica non è che un aspetto, entro l&#8217;attuale crisi si fa in modo che non si faccia l&#8217;unica cosa che invece urgentemente si dovrebbe fare e cioè la seguente : </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">‒</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><span style="text-decoration:underline;"><strong>decelerare, regredire, de-complessizzare</strong></span></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em> !.</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">L&#8217;affermazione di questa necessità identifica chiaramente chi sia oggi il vero nemico, e fa vedere chiaramente che esso non è affatto quello che ancora ci si sforza di farci intendere come tale.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Non è ormai più da tempo il monarca tiranno, e con esso l&#8217;aristocratico, ossia l&#8217;oscurantista nemico della Borghesia, dello scientismo laicista e del Progresso. Non ormai più affatto il “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>nemico di classe</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">” t</span>eorizzato <span style="font-family:Times New Roman, serif;">dal marxismo. Meno che mai è il “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>nemico di razza</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">” in tutte le sue varianti più o meno moderne.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Il Nemico è invece proprio quella forza occulta, operante da molto tempo nella storia, che ha retto nell&#8217;ombra le redini di tutto questo processo, giunto ormai alla sua perfezione, e prossimo a subire la Grande Svolta voluta. Anche se esso in fondo non sa che, con essa, rischia anche di incontrare la sua stessa fine.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">E ciò dipende solo da noi, ossia dalle forze ancora consapevoli ed intelligenti, esistenti ancora nella società.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Nei termini della crisi di cui stiamo parlando, si tratta (come peraltro suggerito dal nostro amico Beppe Marini nell&#8217;ambito della nostra privata corrispondenza, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">oltre che da autori come Hoppe, Finkielkraut</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote15anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote15sym"></a><sup>15</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> ed Isabel) di sfuggire al globalismo in qualsiasi forma, e tornare alle comunità locali .</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">In questo senso sarebbe stato un ottimo segnale se la Grecia avesse effettivamente approvato per referendum il proposito di uscire dall&#8217;Europa ed inoltre di non restituire semplicemente il danaro ricevuto in prestito. Ma decisioni come queste sono ancora nelle mani di politici asserviti alle forze oggi trionfanti e tuttora non ala portata di un potere autenticamente popolare.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">In ogni caso il lemma della lotta che ormai dovrebbe essere intrapresa dovrebbe finalmente essere ancora una volta quello già indicato </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">‒</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">: </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>decelerare, regredire, de-complessizzare</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">!.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">E senz&#8217;altro la borghesia etico-professionale potrebbe rendersi protagonista e guida di questa lotta la cui identità non può che essere ormai squisitamente conservatrice. Per questo ci ripugna profondamente di usare il termine </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>rivoluzione</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> per designarla.</span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Infatti del progetto oggi in atto nella profonda convergenza delle due falde filosofico-politiche degli ultimi sei secoli, capitalismo liberal-democratico e social-comunismo rivoluzionario, non è difficile riconoscere l&#8217;intenzione di una forza prossima a realizzare il suo obiettivo ultimamente eversivo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Fatto che sta che ogni evidenza mostra che si vuole che ormai sparisca del tutto la borghesia risparmiatrice in quanto detentrice di ricchezza, ossia come forza sociale autonoma e non controllabile. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;occhio di Argo del fisco già finora attentissimo e rapacissimo, ottiene, con il potere concesso ai sacerdoti della finanza, il compito di non farsi sfuggire più nulla, di fare emergere tutti tesori nascosti e sequestrarli così una volta per tutti.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Una volta portato a termine questo progetto, della borghesia etica produttrice ed offertrice di professionalità, e nello stesso tempo detentrice di una certa autonomia economico-sociale, non resterà più nulla. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ecco così completato quanto già iniziato con la trasformazione di parte di questa stessa borghesia in una classe impiegatizia dipendente e povera, ossia praticamente assimilata al proletariato. Si vuole insomma che l&#8217;ultima parte di borghesia etica ancora autonoma segua il tragico e desolante destino della classe impiegatizia, ossia della piccola borghesia.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Le tracce di questa tendenza si vedevano del resto già chiaramente in quella parte della stessa borghesia etica di cui stiamo parlando. Ossia quella media borghesia già ormai così mortificata nel suo orgoglio da essere, per pura disperazione, passata in massa, armi e bagagli, al suo nemico, quello progressista-rivoluzionario (cioè di fatto la sinistra politica), integrandosi quasi completamente nella visione garantista e giustizialista di cui abbiamo parlato precedentemente.</span></span></p>
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<p align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>La borghesia etico-professionale ed il progetto conservatore integrale </strong></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>‒</strong></em></span></span></p>
<p align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>il ruolo dei medici “convenzionati”</strong></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>.</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma giunti alla fine di quest&#8217;esposizione, e proprio in virtù di quanto abbiamo appena detto, cediamo di dovere al lettore un&#8217;indispensabile spiegazione.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Come abbiamo già in parte detto, ciò che abbiamo sostenuto in questo scritto è in sé un paradosso per il genere di conservatorismo che sosteniamo. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Più volte nello scritto già citato</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote16anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote16sym"></a><sup>16</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> abbiamo infatti sostenuto che la borghesia, in quanto base sociale per una visione filosofico-politica progressista e rivoluzionaria (che ha spazzato via dal mondo ogni organizzazione sociale aristocratica prima ancora della monarchia), è da considerare un chiaro nemico del conservatorismo integrale. Inoltre abbiamo anche dimostrato che, prima che in essa intervenissero momenti di rinsavimento, essa ha svolto, per l&#8217;ancor più radicale spirito rivoluzionario marxista, il compito di fare da ponte verso l&#8217;acquisto del peso politico che esso intendeva a tutti i costi avere.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Eppure qualcosa appare essere radicalmente cambiato soprattutto dal dopoguerra in poi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La borghesia di un tempo, come abbiamo visto, si è ormai completamente disintegrata. E così che dal suo antico corpo si sono staccate due parti, entrambe non più denominabili come borghesia, quella assimilatasi all&#8217;ipercapitalismo anonimo ed amorale e quella assimilatasi di fatto al proletariato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Pertanto ciò che è restato dopo questa mutazione non è certamente più la borghesia liberale del passato, ossia la protagonista dello sviluppo del capitalismo, del mercantilismo, dell&#8217;utilitarismo laico e razionalista, del progressismo, delle professioni libere ed infine della rivoluzione industriale del XIX secolo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Essa reca infatti uno soltanto dei tratti socio-economici di quest&#8217;antica realtà, quella della libera professione. Ma, anche quando essa occupa il suo posto nella società con questo genere di identità, essa lo fa come abbiamo già visto, in un contesto caratterizzato dai seguenti aspetti : </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">‒</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">un forte legame personale con il fruitore dei servizi offerti (accompagnato dall&#8217;altro lato da un&#8217;ingente assunzione di responsabilità da parte di chi lo offre), una moderazione delle aspettative di guadagno legata all&#8217;assunzione di responsabilità, ed infine l&#8217;offerta di beni e servizi materiali ed immateriali vincolati alla qualità o ad un forte contenuto etico. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La borghesia impegnata nell&#8217;attività lavorativa così caratterizzata non indulge insomma alle caratteristiche più chiaramente capitalistiche di produzione, contrassegnate, specialmente ultimamente, da anonimato, ingenti guadagni intesi nel senso di chiaro profitto e non chiaro vincolo alla qualità ed eticità del prodotto, e quindi, tutto sommato, da una profonda de-responsabilizzazione morale (se non, in alcuni casi, da un aperto e pesante impegno nel senso della trasgressione).</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Abbiamo già chiarito che esiste comunque una larga fetta di borghesia libero-professionale che, per determinate circostanze, esula da questo modello avvicinandosi più a quello capitalistico.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma inoltre, nell&#8217;ambito della borghesia libero-professionale ad impegno etico, si è progressivamente differenziata un&#8217;ulteriore variante, caratterizzata da operatori in solo parziale regime libero-professionistico, che intrattengono così un rapporto di </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>convenzione</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> con lo Stato, mettendo pertanto a disposizione di utenti non paganti i loro privati servizi e strutture.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Si tratta del classico caso, già da noi menzionato, dei medici convenzionati, ossia dei medici che operano collateralmente al Servizio Sanitario Nazionale. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">Non possiamo nascondere, anzi dobbiamo di nuovo riaffermarlo con chiarezza, che è proprio da questo settore che nasce il progetto di un manifesto conservatore che veda nella borghesia etica il suo soggetto politico e protagonista</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene proprio questa fetta della borghesia etica si discosta ancor meno dal suo tronco-madre per il fatto che l&#8217;eticità del suo operato è ancora più accentuata che altrove!.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Essa offre la sua opera infatti nell&#8217;ambito di contratti di lavoro in cui gli onorari sono di fatto calmierati e sottoposti ad un rigido controllo politico-sociale, così da essere sottratta alle leggi della libera domanda ed offerta. E ciò comporta peraltro salatissimi prezzi da pagare nell&#8217;ambito di contratti di lavori entro i quali questa categoria sconta la tragedia di essere considerata libero-professionista solo per i diritti dai quali è esclusa ed invece non libero-professionale (cioè </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>para-dipendente</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">) solo per i pesanti doveri cui è assoggettata.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Del resto, sia pure con le dovute differenziazioni, in un certo senso si può dire grosso modo lo stesso per tutti quei medici che, rinunciando alla loro tradizionale veste libero-professionale, che ad essi competerebbe offrono la loro opera in strutture assistenziali pubbliche in cambio di un vero e proprio salario.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">Ebbene tutto questo ci sembra possa costituire una sufficiente giustificazione per il diritto e dovere da parte della categoria dei medici convenzionati di porsi alla testa di una rivolta conservatrice da parte della borghesia etico-professionale. E, come abbiamo già accennato, questo è lo spirito sulla base del quale è stato redatto questo documento-manifesto</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La trasformazione in senso fortemente etico dell&#8217;impegno borghese introdotto da figure come quelle appena delineate, specie in un campo sensibile come quello della medicina e della salute individuale e pubblica, ha impresso secondo noi un forte impulso alla differenziazione della borghesia libero-professionale in un senso molto diverso da quello originario, ed allontanandola così ancora di più dalla sfera del capitalismo.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Pertanto, è proprio per questi nuovissimi tratti assunti dall&#8217;identità borghese (tratti che è ormai giunto il momento di mettere in luce!) che essa assume un&#8217;importanza centrale per un progetto autenticamente conservatore, almeno nella cornice delle circostanze dettate dall&#8217;attuale crisi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Il tali circostanze la borghesia etica diviene allora un soggetto centrale del conservatorismo integrale e pertanto diviene possibile che essa assuma un ruolo centrale in un&#8217;azione politica autenticamente conservatrice.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Apparentemente un controsenso, dato che il conservatorismo di cui parliamo non è affatto quello </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>liberal</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, cioè essenzialmente di stampo capitalista. Questo infatti non è mai stato un vero conservatorismo, ma solo l&#8217;impiego strumentale da parte capitalista di argomenti e temi conservatori allo scopo di difendersi dalla polemica rivoluzionaria. Ora poi che il capitalismo si è evoluto come si è evoluto, esso lo è ancora di meno, anzi può essere considerato un vero e proprio nemico del conservatorismo integrale.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">In ogni caso quest&#8217;ultimo considera solo il passato un valore e non il futuro. La cosa è insomma certo più complessa di come appare qui, come abbiamo chiarito nel nostro citato scritto</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote17anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote17sym"></a><sup>17</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, ma intanto, a scopi operativi, si può e si deve dare per buona quest&#8217;estrema semplificazione.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La questione è insomma come possa mai una borghesia nata come forza progressista e rivoluzionaria identificarsi con questi valori?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene noi siamo convinti che, richiamandoci al valore vetero-borghese del risparmio (fin dall&#8217;inizio peraltro attitudine borghese non poco dissimile dal capitalismo, incentrato invece sui profitti dal lavoro frutto di investimenti), la borghesia etica, così come si configura nello scenario dell&#8217;ultima modernità, può rappresentare un ponte sia verso il passato che verso il futuro.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Verso il passato perché essa, come abbiamo appena detto, non ha (nel nucleo più puro della sua identità filosofico-politica) mai abbandonato i valori tradizionali ai quali si è da sempre ispirata, sebbene in piena ascesa capitalista e progressista. Basti per questo considerare l&#8217;immagine dataci proprio di questa borghesia entro il catastrofico fenomeno della </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Finis Austriae</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> da Stefan Zweig</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote18anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote18sym"></a><sup>18</sup></span></span></sup></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ed inoltre verso il futuro perché, sempre come abbiamo già detto, la borghesia etica ha, in virtù del suo costituzionale attaccamento a valori morali ed economico-morali tradizionali, la possibilità di correggere radicalmente in senso etico quello sviluppo della politica, dell&#8217;economia e dell&#8217;intera società e coscienza umana, che altro non è se non l&#8217;esito estremo della battaglia progressista- rivoluzionaria e liberal-socialista per liberare il mondo di ogni spirito tradizionale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E ciò ci sembra si ponga perfettamente in linea con la prospettiva di profonda riforma della morale in senso anti-utilitaristico ed anti-presentistico (cioè anti-progressista ed anti-modernista) auspicata da Hans Jonas come unica soluzione all&#8217;imminente annientamento del pianeta nel quale viviamo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">In questo senso la borghesia può essere un alleato prezioso del conservatorismo integrale nella lotta all&#8217;idra dalle sette teste contro la quale combattere. Se la crisi attuale ha un merito è pertanto quello di aver portato finalmente allo scoperto i mostruosi connotati di questo immondo mostro. </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene ci sembra che la congiuntura attuale dimostri alla perfezione che tale alleanza non solo è possibile ma è anche, oggi, per la borghesia etica di importanza vitale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Il conservatorismo integrale non è una forza politica e pertanto non dispone né di sostanze ne di mezzi, e però è una chiarissima e risolutissima visione filosofico-politica, che pertanto sa bene cosa vuole ed in che direzione andare.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La borghesia etica invece, abbandonata com&#8217;è dalla visione politica che prima la contraddistingueva, ed alla mercé com&#8217;è oggi di una visione politica che non può affatto appartenerle, può trovare nel conservatorismo integrale il complesso di idee per iniziare di nuovo a muoversi verso un obiettivo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ciò significa però inequivocabilmente finalmente marciare!</span></span></p>
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<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>Sintesi finale per un manifesto conservatore della borghesia etico-professionale</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ecco, questa è nel suo complesso la sostanza di ciò che possiamo definire come un manifesto conservatore che abbia, almeno contingentemente, al suo centro la borghesia etico-professionale come soggetto politico, e che, sempre contingentemente venga guidata dalla categoria medica nelle sue componenti più specificamente caratteristiche, ovvero dai medici convenzionati.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La lotta imminente dell&#8217;intera categoria medica contro il tentativo del governo italiano di assumere la tutela della cassa pensioni ENPAM può essere il punto di partenza di una lotta molto più ampia che ci auguriamo coinvolga tutte le figure professionali che abbiamo indicato in questo scritto.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Come abbiamo già più volte detto, la visione conservatrice non può affatto essere risolta in queste considerazioni, che sono rivolte ad un tempo storico particolare con le necessità da esso imposte e con le figure che in esso si muovono. E nemmeno può essere considerato interesse primario del conservatorismo quello di produrre manifesti, che sono sempre costruiti su situazioni storiche e tipologie politico-economiche specifiche, e si riferiscono pertanto ad idee ed ideologie troppo determinate, quando invece l&#8217;interesse primario del conservatorismo integrale va oltre la storia e perfino oltre la filosofia politica in direzione della più alta metafisica.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E tuttavia in momento politico è talmente grave che è oggi necessario anche questo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La parola d&#8217;ordine di questa lotta che dev&#8217;essere finalmente iniziata può essere quella già menzionata, e cioè </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>decelerare, regredire, de-complessizzare</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">!.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Questa speriamo che sia il grido di battaglia ricamato sulle bandiere di una borghesia etica finalmente auto-cosciente che trovi la la dignità, la forza ed il coraggio di reagire al progetto di sterminio al quale è desinata.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ciò ci cui abbiamo ormai assoluto ed urgente bisogno è un ritorno al passato, un decrescere brusco di tutto ciò che è divenuto ormai troppo ipertrofico ed iperplastico, una decisa regressione, una deflazione, ed una decelerazione.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Abbiamo cioè bisogno, per usare un frasario più antico, di ritornare ai valori della rinuncia, della sobrietà e del sacrificio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Questo documento-manifesto è stato pensato nei giorni di Natale (il Natale del 2011). </span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Un periodo in cui, malgrado si parlasse di crisi ad ogni piè sospinto (e si soffrisse non poco per essa), il rituale delle sdolcinate, ipocrite ed oramai del tutto vuote melensaggini varie che usualmente lo saturano, veniva comunque invariabilmente rinnovato. E peraltro in una falsamente gioiosa eccitazione generale, che aveva ed ha ancora minori motivi di essere rispetto al solito.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">L&#8217;immagine del Natale che ci auguriamo finalmente si affermi è invece quella del ritorno ad una semplice purezza : ‒ l&#8217;immagine di un Dio che nasce nelle menti e nei cuori degli uomini ed al centro dei mondi manifestati come un essere che viene alla luce in un modo austero, puro, severo, dimesso, silenzioso, non trionfale, non eccitante, non commovente, non sentimentale. Un mondo nel quale l&#8217;amore (cristiano o non) perda finalmente i suoi annacquati connotati sentimentali ed edonistici e torni ad essere puro ed austero, e come tale di nuovo tangibile e non più di facciata.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">È importante sottolineare questo perché il ritorno oggi ai valori tradizionali, ovvero spirituali, non ci sembra possibile senza l&#8217;impiego di una notevole dose di austerità e pertanto di risolutezza politica, ovvero non senza identificare chiaramente chi sia il nemico (come vuole Carl Schmitt</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote19anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote19sym"></a><sup>19</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> , e n</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">on senza accettare con ciò la battaglia in campo aperto o nelle forme che sono necessarie.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Una borghesia etica cosciente del suo ruolo nel grande cambiamento epocale che si preannuncia, proprio essendo già stata erede in pieno sensismo di virtù autenticamente liberali (disinteresse nobile), può oggi essere il ponte verso il futuro “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>ideazionale</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">” che ci prospetta un pensatore visionario come Sorokin.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ma questo stesso pensatore ci ammonisce alla fine del suo libro circa le due sole possibilità che abbiamo a disposizione : ‒ o il trapasso attraverso un profondo rinsavimento nel senso di una riaffermazione di valori opposti a quelli del “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>sensismo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">” (ovvero il laico utilitarismo moralmente anti-utilitarista), oppure la necessità di doversi confrontare con un trapasso che faccia i conti con la terribile realtà del </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>dies irae</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ed in questo caso, diremmo, non si tratta affatto della collera divina come espressione unilaterale dell&#8217;identità divina, ma dell&#8217;identità divina unilateralmente collerica all&#8217;esposizione alla quale le stesse scelte umane (ovvero il profondo abuso del dono del libero arbitrio concesso all&#8217;uomo</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><a name="sdfootnote20anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote20sym"></a><sup>20</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">) condannano l&#8217;intera umanità tessa e con essa il mondo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Se non si interromperà bruscamente l&#8217;opera dell&#8217;idra, che oggi è giunta al suo culmine (l&#8217;opera di distruzione dell&#8217;ultima evoluzione delle forze progressiste-rivoluzionarie), ovvero se non scendono in campo le forze che devono scendere in campo per fermarla, la distruzione da essa portata sarà il pegno che il mondo dovrà pagare per risorgere.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E le riforme politico-economiche annunciate dall&#8217;economia ormai al potere non sono che un primo ed iniziale assaggio di ciò che, sul cammino tragico che essa stessa non riesce a vedere, dovra&#8217; ancora venire</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Quindi che sia rivolta, ed affatto rivoluzione! Ma profondamente conservatrice, ovvero nel senso di un radicale ritorno all&#8217;Origine, ossia ai valori eternamente tradizionali.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene tutto ciò è revisionismo!. Che lo si dica più senza alcun timoroso timore!. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E tale revisionismo si riassume un un solo grido : </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">‒</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>siamo stufi!</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">È proprio questo che ci sentiamo di gridare in un Natale come questo, come di consueto avvelenato da miti ormai perfino desueti nella loro profonda deteriorità.- Ed ancor più nella costellazione </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>crisi-consumo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> che ormai emerge in tutta la sua drammaticità.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Proprio in questo momento ci diviene finalmente chiaro che siamo stufi di tutto ciò che ci è stato, ormai per secoli, dato da credere.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Siamo stufi di tutto ciò che ci hanno inculcato nel corso dei nostri anni di liceo (e che ora viene inculcato a tutti ormai perfino dagli anni dell&#8217;asilo infantile), e che da quando siamo al mondo viene sussurrato o strombazzato in libri, film, trasmissioni televisive, giornali etc!.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Alla luce dello scenario di immensa devastazione sul quale la crisi getta luce in questo fatale Natale del 2011, siamo stufi di questo </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>melange </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">insopportabile di sentimentalismo buonista, di laicismo ateo, di razionalismo materialista, di iconoclastia dietrologica, di progressismo, modernismo e rivoluzionarismo compulsivi, di edonismo degradante, di spaventosa ristrettezza mentale se non ignoranza passata per cultura, di degenerazione dilagante, di caos sempre più montante, di non senso sempre più desolante, di spaventosa ipocrisia, indifferenza, cinismo, solitudine e strisciante violenza.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><strong>Basta, siamo stufi!!!</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">È contro tutto questo che con questo manifesto vogliamo finalmente levare il nostro grido di battaglia!</span></span></p>
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<div id="sdfootnote1">
<p><a name="sdfootnote1sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote1anc"></a>1Irene Némirovsky, <em>David Golder</em>. Adeplhi Milano 2006</p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><a name="sdfootnote2sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote2anc"></a>2Yukio Mihima, <em>A briglia sciolta</em> ; In: <em>Romanzi e Racconti,</em> Mondadori Milano 2006</p>
</div>
<div id="sdfootnote3">
<p><a name="sdfootnote3sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote3anc"></a>3Max Stirner, <em>L&#8217;unico e la sua proprietà</em>. <span style="font-size:x-small;">Adeplhi Milano 1979</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote4">
<p><a name="sdfootnote4sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote4anc"></a>4<span style="font-size:x-small;">Hannah Arendt, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Vita activa, </em></span><span style="font-size:x-small;">Bompiani Milano, 2008</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote5">
<p><a name="sdfootnote5sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote5anc"></a>5<span style="font-size:x-small;">Giulio Busi ( a cura di),</span><span style="font-size:x-small;"><em> Zohar, Il libro dello splendore, </em></span><span style="font-size:x-small;">Einaudi, 2008</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote6">
<p><a name="sdfootnote6sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote6anc"></a>6<span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Pitirim A. Sorokin. </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La crisi del nostro tempo</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Arianna Casalecchio 2000</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdfootnote7">
<p><a name="sdfootnote7sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote7anc"></a>7Vincenzo Nuzzo,<span style="font-size:x-small;"><em>Conservatorismo e metafisica, ovvero per un&#8217;etica</em></span><span style="font-size:x-small;"><em>militare della purezza.</em></span></p>
</div>
<div id="sdfootnote8">
<p><a name="sdfootnote8sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote8anc"></a>8<span style="font-size:x-small;">Hans – Christian Hoppe, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Democrazia : il dio che ha fallito , </em></span><span style="font-size:x-small;">Liberilibri Macerata, 2005; </span><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Nuzzo, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Elogio della Monarchia Imperiale. </em></span><span style="font-size:x-small;"><em>L&#8217;utopia politica del Corpo solidale</em></span><span style="font-size:x-small;">. Controcorrente Napoli 2010 ; Vincenzo Nuzzo, </span><span style="font-size:x-small;"><em>La rivolta della fedeltà in nome del mistero e contro la ragione : per una filosofia che contempla, ovvero un plädoyer per una filosofia dilettante e per un monachesimo laico ed eroico. </em></span><span style="font-size:x-small;">Opera non pubblicata.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote9">
<p><a name="sdfootnote9sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote9anc"></a>9Arendt, op.cit.</p>
</div>
<div id="sdfootnote10">
<p><a name="sdfootnote10sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote10anc"></a>10<span style="font-size:x-small;">Thibault Isabel, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Il campo del possibile</em></span><span style="font-size:x-small;">, Controcorrente Napoli 2009</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote11">
<p><a name="sdfootnote11sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote11anc"></a>11Nuzzo, <em>Conservatorismo</em>&#8230;, op.cit.</p>
</div>
<div id="sdfootnote12">
<p><a name="sdfootnote12sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote12anc"></a>12<span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:x-small;">Carl Schmitt, </span></span></span><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:x-small;"><em>Teoria del partigiano</em></span></span></span><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:x-small;">, Adelphi Milano 2008</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdfootnote13">
<p><a name="sdfootnote13sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote13anc"></a>13<span style="font-size:x-small;">Hans Jonas, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Il principio responsabilità.</em></span><span style="font-size:x-small;"> Einaudi Torino 1993</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote14">
<p><a name="sdfootnote14sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote14anc"></a>14<span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Isaiah Berlin, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Libertà</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Feltrinelli Milano 2010 ; Nuzzo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Conservatorismo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">&#8230;, op.cit.</span></span></p>
</div>
<div id="sdfootnote15">
<p align="justify"><a name="sdfootnote15sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote15anc"></a>15<span style="font-size:x-small;">Alain Finkielkraut, </span><span style="font-size:x-small;"><em>L&#8217;ingratitudine</em></span><span style="font-size:x-small;">, Excelsior 1881 Milano 2007</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote16">
<p><a name="sdfootnote16sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote16anc"></a>16Nuzzo, <em>Conservatorismo</em>&#8230;, op.cit.</p>
</div>
<div id="sdfootnote17">
<p><a name="sdfootnote17sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote17anc"></a>17Nuzzo, <em>Conservatorismo</em>&#8230;, op.cit.</p>
</div>
<div id="sdfootnote18">
<p align="justify"><a name="sdfootnote18sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote18anc"></a>18<span style="font-size:x-small;">Stefan Zweig, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Il mondo di ieri</em></span><span style="font-size:x-small;">, Mondadori Milano 2009</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote19">
<p><a name="sdfootnote19sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote19anc"></a>19<span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Carl Schmitt, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Zum Begriff des Politischen</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Duncker &amp; Humboldt Berlin.</span></span></p>
</div>
<div id="sdfootnote20">
<p><a name="sdfootnote20sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote20anc"></a>20<span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Juan Donoso Cortés, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Il Cerchio Rimini 2007</span></span></p>
</div>
<br />Filed under: <a href='http://cieloeterra.wordpress.com/category/movimento-borghesia-etica/manifesto-conservatore/'>Manifesto conservatore</a> Tagged: <a href='http://cieloeterra.wordpress.com/tag/rivolta-borghesia-borghesia-etica-morale-crisi-finanziaria-edonismo-consumismo-diritto-incondizionato-conservatorismo-conservatore/'>rivolta borghesia borghesia etica morale crisi finanziaria edonismo consumismo diritto incondizionato conservatorismo conservatore</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cieloeterra.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cieloeterra.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cieloeterra.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cieloeterra.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cieloeterra.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cieloeterra.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cieloeterra.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cieloeterra.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cieloeterra.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cieloeterra.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cieloeterra.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cieloeterra.wordpress.com/252/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cieloeterra.wordpress.com/252/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cieloeterra.wordpress.com/252/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=252&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Movimento della borghesia etica</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 18:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[MOVIMENTO BORGHESIA ETICA]]></category>
		<category><![CDATA[rivolta borghesia borghesia etica morale crisi finanziaria edonismo consumismo diritto incondizionato conservatorismo conservatore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cieloeterra.wordpress.com/?p=249</guid>
		<description><![CDATA[ Vincenzo Nuzzo. Proposta di un Movimento della borghesia etica.      Il Movimento Etico Professionisti Sanità, o MEPS, è stato fondato nell&#8217;ambito di iniziative che riguardano sostanzialmente la realtà sindacale della classe medica, ed in particolare in relazione alle risposte richieste dal progetto del governo Monti di incamerare nelle casse dello Stato il patrimonio della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=249&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Vincenzo Nuzzo.</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Proposta di un Movimento della borghesia etica.</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Il </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Movimento Etico Professionisti Sanità</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, o MEPS, è stato fondato nell&#8217;ambito di iniziative che riguardano sostanzialmente la realtà sindacale della classe medica, ed in particolare in relazione alle risposte richieste dal progetto del governo Monti di incamerare nelle casse dello Stato il patrimonio della cassa pensioni ENPAM, una cassa puramente contributiva. </span></span></p>
<p> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Questo progetto nasce però nell&#8217;ambito della crisi finanziaria mondiale e nazionale (alla quale nel nostro Paese Monti è stato ufficialmente chiamato a porre rimedio). E pertanto riferendosi a questo progetto da qualsivoglia punto di vista, non si può non riferirsi allo scenario molto ampio e complesso della crisi stessa.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">È infatti proprio a quest&#8217;ultima che cerca di dare risposte </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>il manifesto-documento</strong></span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, che costituisce lo strumento sulla base del quale il Movimento si è data una </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">prospettiva di pensiero e di azione</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ebbene, proprio perché così ampiamente collocata, tale prospettiva (sebbene per il momento affatto concreta, e limitantesi a configurare solo lo spazio di una possibile convergenza di idee ed iniziative da discutere ed elaborare) non può che prevedere </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">la partecipazione ad essa, oltre che della classe medica, anche di tutte le figure professionali</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> che nel manifesto-documento sono dichiarate appartenenti di diritto alla </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">borghesia definita come “</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em><span style="text-decoration:underline;">etica</span></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">”</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Proprio quest&#8217;ultima ci sembra infatti la vittima designata delle oscure ma non poco opinabili macchinazioni politico-economiche che si profilano sullo sfondo della crisi. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">La nostra tesi filosofico-politica è che la crisi non sia che un&#8217;arma nelle mani di forze occulte che intendono </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">eliminare, con la borghesia etica, l&#8217;ultimo baluardo in vista della costruzione di un ordine iper-progressista</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> in cui anche gli ultimi valori conservatori, e pertanto l&#8217;ultima traccia di morale politico-economica, sia eliminata dal mondo. Uno scenario questo in cui sono </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">destinati a trionfare una volta per tutte i non-valori del consumismo, dell&#8217;edonismo e del diritto individuale incondizionato ed illimitato</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. E sullo sfondo di tutto questo si intravvede una </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">crescita economica</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> finalmente esplosiva e deflagrante che dovrà vedere </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">l&#8217;atomizzazione e l&#8217;anonimizzazione</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> completa della società, con la </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">scomparsa totale da essa di soggetti etico-politici in possesso di un proprio spazio di autonomia e l&#8217;affermazione di meri individui-automi.</span></span></span></p>
<p> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">Ebbene l&#8217;emblema</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> di ciò che in principio non potrebbe, non dovrebbe e non dovrebbe volere trasformarsi in questi aberranti non-soggetti è</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;"> proprio la borghesia etico-professionale, nelle cui mani vediamo pertanto riposta interamente la speranza in un futuro ancora umano per il mondo</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Per questo ci auguriamo che </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;">intorno a questo Movimento ed alla sua proposta di manifesto-movimento</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> possa generarsi un interesse per il momento solo alla discussione ed al confronto, ma che preluda possibilmente ad </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>un&#8217;ampia presa di coscienza</strong></span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;"> di sé stessa da parte della borghesia etico-professionale</span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, e pertanto infine ad una </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>sua </strong></span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>mobilitazione sulla via della riscossa</strong></span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>storica.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Anche se come conservatori convinti non abbiamo affatto in simpatia questo termine, diremmo che ciò verso cui la borghesia sia etica dovrebbe ormai andare è </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>una vera e propria rivolta, rivolta civile, pacifica e non violenta, </strong></span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">ma pur sempre una rivolta. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><span style="text-decoration:underline;"><strong>Per il momento sostanzialmente una rivolta di auto-consapevolezza.</strong></span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Pertanto, la proposta che per il </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">momento facciamo ai lettori di questo testo e dell&#8217;annesso manifesto-documento (il testo integrale può essere trovato in questo blog sotto la voce “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>movimento</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">” e nella relativa sotto-categoria “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>manifesto conservatore</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">”) è solo quella di esprimere il loro consenso e/o interesse per le idee e propositi espressi. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Basta inviare una mail anche priva di contenuto ai seguenti indirizzi: <a href="mailto:dottnuzzo@libero.it">dottnuzzo@libero.it</a> oppure <a href="mailto:nuvens2@virgilio.it">nuvens2@virgilio.it</a></span></span></p>
<p> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Napoli, 29.01.12</span></span></p>
<br />Filed under: <a href='http://cieloeterra.wordpress.com/category/movimento-borghesia-etica/'>MOVIMENTO BORGHESIA ETICA</a> Tagged: <a href='http://cieloeterra.wordpress.com/tag/rivolta-borghesia-borghesia-etica-morale-crisi-finanziaria-edonismo-consumismo-diritto-incondizionato-conservatorismo-conservatore/'>rivolta borghesia borghesia etica morale crisi finanziaria edonismo consumismo diritto incondizionato conservatorismo conservatore</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cieloeterra.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cieloeterra.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cieloeterra.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cieloeterra.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cieloeterra.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cieloeterra.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cieloeterra.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cieloeterra.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cieloeterra.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cieloeterra.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cieloeterra.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cieloeterra.wordpress.com/249/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cieloeterra.wordpress.com/249/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cieloeterra.wordpress.com/249/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=249&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il film Shame</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 05:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[shame mcqueen morale]]></category>

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		<description><![CDATA[ Vincenzo Nuzzo. Shame. &#160; &#160; In che cosa sarebbe “bellissimo” il film Shame, di Alexander McQueen?. Infiniti sono gli interrogativi morali ed estetici suscitati da questo film, interrogativi che susciteranno le ire e le beffe degli entusiasti cinefili che sono accorsi a vederlo, ma che comunque vanno posti. Di tutti questi interrogativi ne proponiamo però [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=242&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Vincenzo Nuzzo.</p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>Shame.</strong></em></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">In che cosa sarebbe “<em>bellissimo</em>” il film <em>Shame</em>, di Alexander McQueen?.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Infiniti sono gli interrogativi morali ed estetici suscitati da questo film, interrogativi che susciteranno le ire e le beffe degli entusiasti cinefili che sono accorsi a vederlo, ma che comunque vanno posti.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Di tutti questi interrogativi ne proponiamo però qui solo due.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Il primo : <span style="font-family:Times New Roman, serif;">‒</span> pare che il film abbia rappresentato coraggiosamente il “<em>vuoto</em>” sociale evidenziato dalle dipendenze (come quella dal consumo di sesso) ? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Ma al di là del fatto che non c&#8217;era affatto bisogno che qualcuno ce lo mostrasse, visto che ce l&#8217;abbiamo ogni giorno davanti (nello spettacolo ormai veramente mortuario offertoci dalla rutilante e scoppiettante società moderna), esso non viene forse accresciuto da un film che, restando nel pieno della moderna retorica estetica, di fatto di tale vuoto si compiace?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Si ritorna così alle stucchevoli pretese di <em>condanna del male</em> da parte di pubblicitari del tipo di Oliviero Toscani, il quale, attraverso la proposizioni di disgustose o scandalose immagini, intendeva condurre una crociata contro l&#8217;amoralità dell&#8217;utilitarismo moderno, crociata per la quale però veniva profumatamente pagato dalla ditta che di queste immagini si approfittava. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Forse che non è compiaciuta la macchina da presa di McQueen, che si sofferma su curve provocanti, tette ben adombrate, pubi, piselli, chiappe, intimo trasgressivo, sontuosi amplessi, etc etc?.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">E forse che in tutto ciò vi è dunque un giudizio morale di qualunque tipo su questo genere di vuoto?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">E se non c&#8217;è, perché (come si vuole!) l&#8217;arte non è chiamata ad emettere giudizi morali, allora a che serve un&#8217;arte, che sceglie di proposito a suo oggetto un tema morale, se non a farsi complice dell&#8217;immoralità dilagante proprio attraverso il crescere dell&#8217;indifferenza?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Secondo : <span style="font-family:Times New Roman, serif;">‒</span> a quale categoria estetica ci si riferisce definendo “<em>bellissimo</em>” un film come questo?.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Una domanda banale, sulla quale molti sorrideranno! Ma comunque legittima!.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Si può parlare di <em>bello</em> a proposito dei toni foschi ed ultra-malinconici del film, ovvero quelli della New York tutta grigio-acciaio di cui parlava un critico ? Si può parlare di bello a proposito del supposto coraggio radicale (giudizio sempre di un critico) del regista nel servirsi della glacialità pervertita di un quasi amimico Fassbender (quando si dice “<em>nomen omen</em>” !) ?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Si può?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Si dirà che è la bellezza del tragico, ma il vero tragico collegato al bello è stato sempre collegato ad un epos più o meno eroico (Karl Jaspers). Dov&#8217;è qui tutto questo, visto che non vi è altro che un soverchiante grigiore arrotondato da accattivanti levigatezze metalliche e fascinoso clean architettonico, che fanno tanto fascinoso <em>moderno</em>? </span></span></p>
<p> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">No, non ci stiamo, non la beviamo, non ci crediamo! Ancora una volta si tratta per noi di niet&#8217;altro che di leziosità estetico-filmiche cinicamente condite di morale per rendere la proposta ancora più piccante. Forse nient&#8217;altro che strategia di <em>marketing</em>.</span></span></p>
<br />Filed under: <a href='http://cieloeterra.wordpress.com/category/recensioni/'>RECENSIONI</a> Tagged: <a href='http://cieloeterra.wordpress.com/tag/shame-mcqueen-morale/'>shame mcqueen morale</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cieloeterra.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cieloeterra.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cieloeterra.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cieloeterra.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cieloeterra.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cieloeterra.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cieloeterra.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cieloeterra.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cieloeterra.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cieloeterra.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cieloeterra.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cieloeterra.wordpress.com/242/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cieloeterra.wordpress.com/242/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cieloeterra.wordpress.com/242/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=242&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Un manifesto conservatore della borghesia etico-professionale</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 05:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[manifesto conservatore conservatore destra risparmio conservatorismo crisi economica crisi finanziaria finanza economia modernità natale progresso]]></category>

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		<description><![CDATA[Vincenzo Nuzzo. Un manifesto conservatore della borghesia etico-professionale in tempi di Avvento.   Questo documento è stato scritto quando mancavano pochissimi giorni al Natale dell&#8217;anno 2011 e per questo esso inizierà e si svolgerà come un racconto di ciò che in quei giorni si lasciava cogliere nell&#8217;aria.                                                                                                                                                                                           A pochi giorni dal Natale  Mancano pochi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=231&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Vincenzo Nuzzo. U</strong></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>n manifesto conservatore della borghesia etico-professionale in tempi di </strong></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>Avvento</strong></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Questo documento è stato scritto quando mancavano pochissimi giorni al Natale dell&#8217;anno 2011 e per questo esso inizierà e si svolgerà come un racconto di ciò che in quei giorni si lasciava cogliere nell&#8217;aria.</span></span></p>
<p lang="it-IT">                                                                                                                                                                                          <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>A pochi giorni dal Natale</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Mancano pochi giorni al Natale e l&#8217;aria è già di nuovo da tempo piena delle sdolcinate, ipocrite ed ormai del tutto vuote melensaggini varie che usualmente la saturano fino all&#8217;insopportabile in questo periodo. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">A tutto ciò si accompagna come di consueto la solita furiosa frenesia dei cosiddetti “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>acquisti natalizi</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">”, delizia ossessiva dei compratori e spasmodica preoccupazione dei venditori. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Perché da tempo ormai il Natale è, anzi deve essere, una ghiotta occasione per rimpolpare la pulsioni desiderose degli uni e degli altri. Una volta ripulito di tutti si suoi infimi connotati ciò si definirebbe come “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>volontà di acquisto</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">”, alla quale corrisponde ovviamente, in modo speculare, una “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>volontà di guadagno</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">”. Ma su quest&#8217;ultima si preferisce di gran lunga glissare, ritenendola troppo grigia, mentre va messa in evidenza l&#8217;altra volontà, nei termini di una presunta gioia, una gioia in fondo innocente, anzi fisiologica, e pertanto ormai ammessa come legittima ed affatto criticabile tanto da destra quanto da sinistra. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> <span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Dunque “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>gioia d&#8217;acquisto</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">”, o anche “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>esperienza d&#8217;acquisto</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">”. Entrambe corrispondono alla popolarità assunta ormai universalmente dql temine “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>emozione</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">”, per designare un&#8217;esperienza di eccitazione senza alcuna differenza se si tratti di un trasalimento o prurito genitale oppure di un improvviso trasporto trasgressivo-rivoluzionario oppure del desiderio irresistibile di un luccicante articolo bombasticamente promosso dalla pubblicità.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> <span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Emozione, delizia, soddisfazione. Siamo sempre più tutti eccitatamente emozionati e poi, regolarmente, deliziosamente soddisfatti. Del resto, si sa, la regola almeno idealmente è severissima : ‒ </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>soddisfatti o rimborsati</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">&#8230;!. Ma poi dopo pochissimo tempo di nuovo slanciati lungo la traiettoria di un nuovo furioso desiderio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Usque quo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">?!, si chiedeva Sergio Quinzio</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote1anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote1sym"></a><sup>1</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> nel suo libro sugli ultimi tempi del mondo e della chiesa</span></span></p>
<p lang="it-IT"> <span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">E di fronte a tutto questo assurdo ed insensato ciarpame ‒ che però ogni volta, ogni anno, prende di colpo a scorrere sulle limacciose e nauseabonde acque di un fiume che, fatto sgorgare come d&#8217;incanto da Satana in persona, prende a scorrere per le nostre strade provenendo dal nulla e pori ritornando nel nulla ‒ , nel fondo di noi stessi, siamo costretti a porci l&#8217;usuale fatale domanda, ma una domanda per carità da non esprimere altrimenti anche il più paziente degli ascoltatori ti griderà in faccia prima o poi che sei un maledetto guastafeste ed un vecchio rompiscatole. Perché perché “&#8230;</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>ch&#8217;aggia fa, a me me piace assaie campà</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">!” (“&#8230;.</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>cosa ci posso fare, a me piace troppo vivere</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">!”).</span></span></p>
<p lang="it-IT"> <span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Vivere! Sic! Questo sarebbe </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>vivere</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">&#8230;!</span></span></p>
<p lang="it-IT"> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene tutto ciò, le azioni collettive ed anche le dubbiose reazioni dei sempre più pochi (il cui numero diminuisce progressivamente in relazione con la progressiva dipartita dal mondo d&#8217;oggi di coloro che sono nati almeno un po&#8217; più di una cinquantina di anni orsono), torna a ripetersi invariabilmente ogni anno come se nulla fosse.</span></span></p>
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<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>La crisi ed il Natale</strong></em></span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Quindi, anche adesso tutto ciò torna a ripetersi come se nulla fosse, vale a dire come se il mondo non fosse scosso da una delle più profonde crisi che abbia mai conosciuto.<span id="more-231"></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Una crisi tanto più tremenda in quanto questa volta creata a tavolino e quindi, almeno per adesso, non fisicamente percepibile, e pertanto serpeggiante nell&#8217;aria come l&#8217;apparizione solo promessa ma mai avvenuta di un fantasma orribile e ripugnante. Una crisi più minacciosa e spaventosa di qualunque altra crisi finora conosciuta dal mondo in quanto crisi del tutto virtuale, puramente mediatica, ovvero situazione in cui i terrori si moltiplicano all&#8217;infinito ma non prendono mai forma, mai corpo. Essi non diventano mai qualcosa con cui si possa fare i conti concretamente e quotidianamente, qualcosa, insomma, a cui ci si possa in qualche modo attivamente adattare.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Stiamo come siamo sempre stati ma da domani potremmo non stare più così. Potremmo perdere! Ma quanto e cosa perdere? Non si sa.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Interi paesi sono stati dichiarati “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>non in regola con le procedure</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">&#8230;“ oppure “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>in recessione</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">&#8230;” senza che in essi sia apparentemente cambiato nulla di rilevante. </span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">In questi paesi infatti tutto sembra procedere come sempre. La mattina tutti si alzano per andare più o meno al lavoro e per accompagnare i figli a scuola. Ed assolvono comunque a questo compito in qualche modo, che sia in auto, in tram o anche a piedi. All&#8217;ora di pranzo e di cena c&#8217;è comunque qualcosa da mettere in tavola. E la sera, se non si va a letto come tutti i cristiani, o se perfino non ci si siede davanti alla TV, allora magari ci si incontra con gli amici, che sia al ristorante o anche solo in casa davanti ad un onesto bicchiere di vino. Insomma su questi paesi e sulla gente che vi vive il sole sorge ancora al mattino e tramonta la sera, e la sera sorgono le stelle, o la luna e le stelle. Non si sono visti ancora nugoli di rane e cavallette, le cataratte del grande fiume o grande mare non si sono ancora aperte, la terra non si ancora spalancata per ingoiare case ed abitanti, ed il fuoco non è ancora calato dal cielo.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ed allora cosa accade?. Dov&#8217;è &#8216;sta crisi, ci si chiede angosciosamente nel terribile sospetto di essere diventati di colpo ciechi, sordi o completamente deficienti ?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Insomma &#8216;sta crisi non ha ancora capito che la gente, visto che se ne parla tanto, la vuole vedere, toccare, udire, assaporare. Vuole vedere i barbari calati dalle Alpi che hanno ormai espugnato Roma. Vuole vedere le acque del diluvio sommergere campi e città. Vuole vedere Sodoma e Gomorra bruciare e le mura di Gerico finalmente cadere. Vuole vedere il Mar Rosso aprirsi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Insomma che razza di crisi è mai questa?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Si può credere che la crisi esista solo perché ondate a ripetizione dell&#8217;astruso ed incomprensibile gergo di economisti, banchieri ed operatori finanziari ci sommergono con l&#8217;obiettivo dichiarato di convincerci che non è più come una volta, che c&#8217;è allarme, che bisogna rendersi conto, che bisogna fare qualcosa? Ma cosa, in nome di Dio, se nemmeno ci si capisce una sola acca di ciò che viene urlato e blaterato ogni minuto del santo giorno in un gergo incomprensibile !?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
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<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>Chi sono mai i predicatori della crisi ed a chi obbediscono?</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E si può inoltre credere che la crisi esista come espressione delle presuntamente oneste intenzioni e preoccupazioni di coloro che, fino a poco fa lupi famelici, oggi si presentano come uomini accoratamente solleciti verso il nostro benessere, la nostra tranquillità, l&#8217;avvenire nostro e dei nostri figli, uomini che insomma oggi più che mai lavorano incessantemente per noi?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Intenzioni? Quali esattamente? Oneste ? Possiamo proprio esserne sicuri?</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Queste facce, queste bocche che ci parlano, e questi abiti impeccabili che esse sormontano (camice inamidate dai colli eretti come corazzieri, cravatte di discreta ma esclusiva eleganza, scarpe luccicanti, orologi Patek Philippe etc etc), dai quali esse scivolano fuori come da cornee corazze di tartarughe, sono veramente facce e bocche parlanti di uomini onesti e solleciti verso i nostri destini?. Lo si può veramente credere?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Si può credere che lo siano lo scaltro e gelido ghigno da iper-maschio moderno mezzo cyborg del cinico manovratore finanziario internazionale o dell&#8217;imprenditore innovatore o anche del così domestico e rassicurante commercialista azzeccagarbugli </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>io-so-tutto</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, discretamente ricco e potente solo perché da furbacchione che è (più che sapiente) conosce alla perfezione debolezze magagne di una solo kafkiana amministrazione pubblica?. Possiamo crederlo? E che farci, allora, con il lampo di perfidia che scorgiamo in fondo al compassato gelo del suo occhio, o quell&#8217;altro brivido di rapinosa brama che vediamo correre sulle sue guance perfettamente rasate, un attimo dopo raffrenato dal suo perfetto auto-controllo di consumato combattente dal motto </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>tanto io cado sempre in piedi</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> ? </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Dobbiamo ritenere tutto ciò solo infamie e maldicenze del nostro animo maligno, oppure sinistri quanto provvidenziali segnali della nostra ancora intatta facoltà intuitiva verso la vera natura delle intenzioni di questa gente?</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E prendiamo allora l&#8217;altra versione della tipologia di cui qui parliamo, anch&#8217;essa rientrante nella categoria del moderno sacerdote della finanza, quella dimessa e professorale dell&#8217;economista oggi dovunque al potere.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Se l&#8217;altro sembra un guerriero ed un re, uno</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>kṣ</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>hatriya</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, questo sembra proprio un sacerdote, un </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>brahmano</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">. Eppure invece non altro che un </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>śudra</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, ossia nella migliore delle ipotesi un sordido bottegaio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Appunto, come dicevamo, un uomo dimesso, non eclatante nei suoi modi, neanche troppo ben vestito o vestito in modo discreto e poco appariscente, dall&#8217;occhio spento e stanco da intellettuale, le guance cascanti da uomo sedentario e dedito allo studio, dall&#8217;espressione tutto sommato paterna, bonacciona, se non implorante, o ai limiti del più austero ascetismo da vero e proprio stilita. Insomma un vero e proprio sant&#8217;uomo. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Mentre l&#8217;altro è un sanguigno David Golder (Nemiròwsky)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote2anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote2sym"></a><sup>2</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, questo è solo un Kurahara (Mishima)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote3anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote3sym"></a><sup>3</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, un uomo in fondo goffo, distratto, malvestito e trascurato. Uno che dovrebbe fare più pietà che rabbia.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ma comunque è un uomo spaventosamente gelido nel suo così accorto ascetismo finanziario. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Insomma mentre il primo con i soldi ci combatte e ci gioca, non disdegnando il loro sottile o pesante erotismo, questo monaco della finanza invece sui soldi medita profondamente e con mortale serietà. I soldi infatti sono in fondo una cosa serissima. Anzi essi costituiscono una vera e propria religione, che ha le sue verità, i suoi misteri, i suoi dogmi, i suoi riti. Ebbene il professore di economia ( naturalmente delle più stimate università internazionali) serba gelosamente tutte queste verità, misteri e dogmi, e officia i relativi riti al Dio Denaro, accendendo ceri, salmodiando, spandendo fragranti incensi, somministrando olii santi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene c&#8217;è da credere anche a quest&#8217;altro solo perché è rivestito di paramenti religiosi? </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">C&#8217;è da credere che la religione che ha ormai soppiantato tutte le altre religioni ‒ perfino le più moderne, la Religione dell&#8217;Uomo liberale (Stirner)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote4anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote4sym"></a><sup>4</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> e la Religione del Lavoro e Lavoratore marxista (Arendt)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote5anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote5sym"></a><sup>5</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> ‒, ossia la religione del Dio Denaro, abbia realmente, come in fondo l&#8217;avevano tutte le altre religioni, almeno quelle antiche (molto poco, o nulla, quelle moderne), lo scopo di salvare l&#8217;uomo ed il mondo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">O il suo scopo è piuttosto un altro, cioè l&#8217;opposto?. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E ciò non significa forse che, dietro gli stessi interessi personali dei protagonisti della dottrina e prassi di tale estrema religione ‒ non tanto del guerriero della finanza, dove la cosa è fisica, scoperta ed evidente, quanto piuttosto del sottile e gesuitico sacerdote, dove la cosa è ben meno letterale ‒ non si nascondano gli scopi, interessi e progetti di una Forza devastatrice che vuole tutt&#8217;altro che la salvezza dell&#8217;uomo?</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Non ci parla forse proprio di questo la coriaceità che scopriamo dopo un po&#8217; sotto quel vago gelo del sacerdote della finanza, e che a prima vista avevamo scambiato per austerità ieratica ? E questa non suggerisce forse in un primo momento un&#8217;ottusità stupida, ancor più quanto nutrita a dismisura di sapienza tecnico-specialistica, di per sé già non poco allarmante, ma poi, in un secondo momento, rivela la ben peggiore cecità totale dell&#8217;automa decerebrato?. Ossia di un tragico burattino?</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p align="right"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>I sacerdoti della finanza al potere, ovvero il definitivo primato dell&#8217;economia sulla politica </strong></em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>‒</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>la crisi della modernità ed il neo-capital-comunismo</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ma alla fine di questo necessario identikit poliziesco è necessaria una riflessione più pratica.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Non sono stati forse proprio i sacerdoti della finanza mondiale, assistiti in vari modi dalla schiera di guerrieri che li segue, ed entrambi marcianti a fianco delle banche (nel cui essere il feticcio del Dio Denaro diviene un </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Elohim Sabaoth </em></span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote6anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote6sym"></a><sup>6</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, un Dio degli Eserciti al negativo), ad avere generato, o meglio progettato a tavolino la crisi? Non sono forse proprio loro gli uomini delle agenzie di </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>rating</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, delle grandi banche, della multinazionali etc? Non sono forse proprio loro i consiglieri economici dei governi, o, per chi è più maligno, le eminenze grigie che più che consigliare esercitano pressioni non molto lontane dal ricatto sui politici facendo leva sui loro ben noti bassissimi istinti e bisogni? E forse che la politica non si regge proprio su grandi e piccoli affari, puliti o loschi che siano ?</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene non sono forse proprio questi uomini che oggi vanno prendendo in mano le redini del potere, vedendosi dappertutto consegnare a capo chino dalle mani dei politici la chiave della città, la spada e la tiara ?</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ecco nel loro complesso le riflessioni indotte in noi da questo </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Natale al tempo della crisi</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Insomma se la crisi ci inquieta, e quest&#8217;inquietudine va vanamente alla ricerca del suo oggetto, esso non è forse stato già trovato proprio in queste riflessioni?</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Il vero problema di questa crisi non appare tanto nella sua indecifrabilità e nella sua inquietante assenza di un vero contenuto ed oggetto, quanto proprio nella sua esistenza, nel suo essere divenuta attuale. E ciò che è più grave, pertanto, non è nemmeno che essa appare strumentale ad occulti interessi di grande portata, come tutte le evidenze sembrano mostrare, ma che essa esiste e sussiste essenzialmente perché è stata concepita.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Come si è potuto giungere a tanto ? O meglio come si è potuto giungere ad osare tanto? </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Le avvisaglie di quanto sta accadendo adesso c&#8217;erano verità già molto tempo fa. Il sociologo russo, emigrato poi negli USA, Pitirim Sorokin (</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>La crisi del nostro tempo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">) </span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote7anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote7sym"></a><sup>7</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> ,</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> ha descritto alla perfezione questo processo già negli anni quaranta (ovvero in piena guerra), mostrandoci come, più o meno a partire dalla crisi del &#8217;29 ed in coincidenza dell&#8217;inaugurazione del </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>New Deal</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, ovvero dell&#8217;economia liberal-capitalista statalizzata, il capitalismo si sia evoluto da una realtà in cui la proprietà era al suo centro ad una costellazione in cui la proprietà dei beni, della ricchezza e dei mezzi di produzione non era più personale ma anonima. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ecco che gli amministratori si sostituivano ai proprietari ed il denaro cessava di essere legato ad una proprietà concreta e diveniva sempre più virtuale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ma l&#8217;altro aspetto di tale evoluzione è indicato con chiarezza proprio nel fenomeno del </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>New Deal</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, ed è cioè appunto nella statalizzazione del capitalismo intanto divenuto autonomo. Ecco che abbiamo allora due generi di capitalisti in veste sostanzialmente di meri burocrati : </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">‒</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">quelli dell&#8217;organizzazione statali e quelli delle grandi società per azioni e </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>trusts</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> ( e questi sono privati ma solo nominalmente).</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ed ecco generato un astruso insieme di capitalismo e social-comunismo che sembra recare i tratti inconfondibili di ciò che oggi si chiama socialdemocrazia, ovvero di quel genere di organizzazione della società che è incentrato intorno al valore del cosiddetto </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>stato sociale</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">In esso non è portato alle ultime conseguenze il proposito marxista di abolire del tutto la proprietà privata e socializzare totalmente la proprietà stessa e la produzione, ma esso vi è almeno fortemente accennato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ed ecco dunque riassunte tutte le caratteristiche dell&#8217;attuale organizzazione sociale e statale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ecco uno Stato che mantiene, sul piano legislativo, il diritto dei cittadini a possedere una proprietà privata (casa, strutture produttive, attività professionali e conseguenti lucri) ma ne erode sensibilmente i profitti mediante un&#8217;ingente pressione fiscale, basata essenzialmente sul diritto da parte dello Stato di esigere una percentuale sia sui possessi, sia sui guadagni e sia sugli acquisti che caratterizzano la vita economica della società. Tutto ciò serve a permettere allo Stato di offrire vari generi di servizi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ma contemporaneamente a questo cosa abbiamo?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Abbiamo </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="text-decoration:underline;">una classe imprenditoriale di alto livello</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> che, sia pure nell&#8217;ambito del modello indicato da Sorokin, produce ricchezza privata mediante aziende di grande estensione sul territorio e che pertanto soddisfano una grossa fetta delle esigenze di lavoro e produzione della comunità nazionale. E non parliamo qui delle aziende medio-piccole che tutto sommato non rientrano in questa sfera di interessi. Questa classe è naturalmente interlocutore privilegiato e di grande prestigio per lo Stato, il quale, in quanto appunto compagine di burocrati amministranti di fatto gli stessi beni amministrati dalle società private capitaliste (la ricchezza nazionale), ha bisogno di essa per il mantenimento di un adeguato prodotto interno lordo nazionale, e quindi per la disponibilità in definitiva di una sufficiente quantità di danaro per mantenere in vita l&#8217;intero sistema economico basato su domanda ed offerta.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ed, oltre a ciò, abbiamo u</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="text-decoration:underline;">n proletariato ed ancor più sotto-proletariato</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> che gode di diritti sociali di vario genere (appunto distribuiti più o meno gratuitamente dallo Stato), pur senza però contribuire in egual misura alla produzione dei relativi beni, essendo la sua capacità produttiva bassa o nulla. Tali diritti sono, oltre quelli politici e giuridici, quello ad essere più o meno nutriti, più o meno vestiti, ospitati in abitazioni dotate di medi </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>conforts</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, riforniti di beni e servizi, trasportati, assicurati ed assistiti sanitariamente. In alcuni casi, laddove la dottrina sociale è più incisiva e profondamente agente, a questi diritti si aggiunge anche quello di essere in diversi modi </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>divertiti</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Infine c&#8217;è quella che si potrebbe definire </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="text-decoration:underline;">la classe dei politici.</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Su questa non intendiamo spendere parole dato che diremmo cose ovvie. Basta pertanto solo dire che molti ormai preferiscono sostituire il termine di </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>classe</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> con quelli di </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>casta</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, per avere di fatto detto tutto quanto a questo proposito bisognava dire. La verità è, senza volersi diffondere in particolari, che, da classe che doveva servire il Paese in termini di governo (ovvero legislazione, progettazione sociale e politica, ed amministrazione), quella dei politici si è trasformata in una casta, l&#8217;entrare nella quale permette di accedere facili ed eccezionali privilegi. Essa non serve più il Paese ma è ormai soltanto un&#8217;area di distribuzione di quei privilegi che il sistema liberal-democratico e socialista-democratico ha abolito in tutti gli altri settori.</span></span></p>
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<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>La tragedia moderna della borghesia professionale etica ed il sorgere di un&#8217;autentica nuova borghesia conservatrice anti-progressista ed anti-modernista.</strong></em></span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ma il privilegio non è oggi solo dei politici bensì di tutte le altre aree, appena menzionate, che accanto ad esso trovano giustificazione nell&#8217;ambito dell&#8217;affermazione totale dell&#8217;idea social-democratica.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Abbiamo identificato quindi sostanzialmente tre settori di privilegio : </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">‒</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">quello delle aziende private di grande portata, quello dei detentori di </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>pieni ed inalienabili diritti </em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">(che sono poi i principali fruitori della disponibilità di lavoro e del consumo medio), e quello della classe politica, che di fatto si identifica con le attività statali di governo ed amministrazione pubblica.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene, è a questo punto che emerge un elemento centrale della costellazione messa in evidenza in questo scritto (nato e cresciuto entro un altro testo al quale stiamo lavorando e dedicato ad una rifondazione metafisica del conservatorismo)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote8anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote8sym"></a><sup>8</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, che ha l&#8217;ambizione di costituire un nuovo manifesto conservatore.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Si tratta di quella parte della borghesia moderna alla quale tra poco cercheremo di fornire chiari contorni identitari.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Diciamo subito che questo elemento ci sembra avere il pieno diritto, almeno nel contesto delle priorità indicate dalla costellazione appena descritta, di costituire il soggetto principale dell&#8217;intero manifesto conservatore al quale si intende dare corpo qui.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Nello scritto appena menzionato non abbiamo nascosto le gravi responsabilità che attribuiamo allo spirito borghese nel suo complesso nel processo progressivo che ha condotto alla gravissima crisi dell&#8217;ultima modernità. Ma ciò non toglie che, nell&#8217;ambito della costellazione profilatasi con l&#8217;aspetto specifico della crisi che stiamo vivendo, la parte di borghesia di cui parleremo qui abbia ormai il pieno diritto di assumere un ruolo profondamente divergente dal progressismo e modernismo che ha caratterizzato da sempre il movimento borghese assumendo finalmente una chiara identità conservatrice. Identità conservatrice che però sfugge completamente agli accenti e contenuti che hanno caratterizzato la critica marxista alla borghesia da almeno due secoli a questa parte.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Pertanto, nell&#8217;identificare questa nuova borghesia conservatrice, sullo sfondo della crisi attualmente in atto, sembra proprio che abbiamo a che fare con una profonda abiura, ad opera di una parte della borghesia stessa, delle fede progressista e modernista che l&#8217;ha da sempre contraddistinta.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ma qual&#8217;è dunque la borghesia di cui parliamo?</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Essa è una borghesia divenuta ormai ben più che una classe sociale, ovvero propriamente un&#8217;entità estremamente problematica, vale a dire qualcosa della cui legittimità all&#8217;esistenza nessuna, essa per prima, è più molto sicura.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">I processi convergenti dell&#8217;evoluzione in senso socialista del capitalismo e dell&#8217;evoluzione in senso capitalista del socialismo (tutt&#8217;altro insomma che quello che si aspettava Marx) hanno condotto ad una costellazione politico-sociale nella quale la borghesia, invisa di fatto dall&#8217;uno e dall&#8217;altro dei termini di questo fatale incontro (ormai non più scontro!), ha perduto ogni ragione di essere.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E diciamo qui solo per inciso che il paradossale fenomeno di un paese come la Cina, che non ha mai sconfessato il suo ufficiale comunismo, ma è divenuto la più grande potenza industriale del mondo, è sufficientemente emblematico di ciò che stiamo dicendo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Stretta, anzi stritolata, in questa tenaglia di così immensa rilevanza politico-economico-sociale, rilevanza non più solo storica ma epocale, la media borghesia si è trasformata, dalla protagonista che essa era stata del grande processo che ha recato alla genesi dell&#8217;attuale costellazione politica, economica e conoscitiva che caratterizza la società, ad un vero e proprio paria. Ecco quindi una borghesia tartassata dall&#8217;alto, ricattata dal basso, e sottoposta a continui minacciosi moniti e restrizione da parte di un apparato amministrativo-giudiziario il cui unico scopo sembra essere quello di custodire la realizzazione costante di un garantismo sociale e politico. Tale garantismo, ormai lontano erede del motto rivoluzionario libertà-fraternità-eguaglianza, si muove secondo il criterio della libertà incondizionata e della tolleranza a senso unico, e cioè nel senso della protezione dei cosiddetti </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>deboli</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Ma non quelli reali, bensì quelli appunto </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>cosiddetti</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, cioè quelli considerati tali sul piano di un canone istituzionale che, anch&#8217;esso, assomiglia molto alla dottrina socialista.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Una delle branche più aggressive di questo apparato è il sistema fiscale, assistito da veri e propri potentati della riscossione di crediti, altra area di distribuzione di prestigio, carriere e privilegi di Stato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La borghesia riconoscibile nello status di cui parliamo è insomma unanimemente (dallo Stato, dalla classe sociale svantaggiata, dalla grande industria capitalista, e dall&#8217;apparato amministrativo-giudiziario) chiamata a garantire la realizzazione dell&#8217;obiettivo collettivo, almeno quello dichiarato, di tutte le parti della società che hanno voce in capitolo, e cioè la piena esplicazione di una dottrina del diritto illimitato ed incondizionato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Un diritto illimitato ed incondizionato dal cui godimento l&#8217;unica ad essere esclusa è proprio la media borghesia di cui parliamo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Essa deve quindi, nello ristretto spazio imposto da regole estremamente severe e rigide (e collegate ad un&#8217;attitudine punitiva estremamente aggressiva da parte delle amministrazioni statali e private, come ad esempio banche ed amministrazioni fiscali), attendere a quelli che una volta erano i compiti determinati dalle sue stesse volontà ma che ora sono invece veri e propri doveri sociali (definiti con cinico eufemismo “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>solidali</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">”). E questi sono i seguenti : ‒ offrire servizi professionali di vario genere (da quelli più prossimi alla logica dell&#8217;etica a quelli più prossimi alla mera etica commerciale ed amministrativa), produrre ricchezza dalla quale lo Stato possa detrarre rilevanti fette per sostenere le spese per l&#8217;offerta di servizi, mettere a disposizione posti di lavoro, costituire l&#8217;ossatura del sistema produttivo medio-basso etc</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><strong>.</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Da quanto abbiamo finora detto appare evidente che la borghesia di cui parliamo non è affatto più quella sorta nell&#8217;epoca dei comuni medievali ed evolutasi poi fino alla classe capitalista del XIX secolo, e non è nemmeno più quella classe che si è in gran parte identificatasi con il complesso di dottrine del liberalismo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Si tratta invece di una fetta di borghesia che si è andata progressivamente differenziando (insieme ad una progressiva perdita di prestigio e di potere d&#8217;acquisto e contrattuale), e che oggi potrebbe essere definita come “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>etico-professionale</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">”. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Parliamo insomma grosso modo di medici, farmacisti, piccoli avvocati, ingegneri, commercianti, consulenti, produttori di servizi piccoli e medi imprenditori, funzionari ed operatori nel campo dell&#8217;educazione, della cultura e della scienza (insegnanti, professori, ricercatori&#8230;). E parliamo comunque della gran massa di questi professionisti di queste branche, e non certo di quelli, tra essi, che, sulla base di specifiche circostanze favorevoli, hanno potuto ammassare grandi privilegi, prebende, e fortune, sfuggendo così ai severi limiti ai quali è sottomessa la borghesia appena definita. Questi rari privilegiati, più eccezione che regola, costituiscono pertanto quella parte di media borghesia che fa </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>affari</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> e non </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>guadagni</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, e che quindi è ammessa (almeno per adesso e fino a nuovo ordine !) a partecipare in pieno alla festa del trionfo della finanza e dell&#8217;economia.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Difficile quindi far comparire nella borghesia appena delineata le parti di essa che, nella costellazione appena indicata, si sono attestate su posizioni di ingente privilegio, costituito dalla libertà di applicazioni di esosissime parcelle professionali, dalla difficoltà di assoggettamento ad un rigido controllo fiscale, e dal quasi totale svincolamento da rigide responsabilità etico-professionali. Parliamo di vari generi di professionisti dell&#8217;area economico-amministrativa (manager, operatori finanziari, medi-grossi avvocati, commercialisti, notai, medici di grossissimo calibro&#8230;) e naturalmente di quei magistrati di cui abbiamo poc&#8217;anzi parlato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Per tutti costoro non sembrano di fatto valere lo stesso rigore di controllo e sanzione e gli stessi criteri restrittivi ispirati alla sottomissione all&#8217;obbligo di prestare opera per la realizzazione del garantismo assoluto come obiettivo della società. Essi sono quindi sensibilmente più liberi, meno vincolati, più ricchi, più privilegiati. E conseguentemente molto più in alto nel prestigio collettivo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Quanto poi agli attuali capitalisti essi non possono più nemmeno essere considerati borghesia, almeno in senso tradizionale. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Il resto della borghesia poi, quello che orbita intorno allo spazio una volta assegnato alla cosiddetta piccola borghesia, è stato ormai quasi completamente ingoiato nel proletariato. Parliamo cioè della classe impiegatizia, costituita da piccoli funzionari delle amministrazioni e dei servizi pubblici e privati</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p align="right"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>La borghesia etico-professionale, ovvero quello che resta di una classe sociale </strong></em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>‒</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>un rifiuto che è promessa per il futuro.</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Come abbiamo abbiamo già ricordato, un aspetto centrale dell&#8217;intera questione è l&#8217;enorme e sempre crescente peso fiscale che grava sulla borghesia professionale etica appena definita. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">I suoi guadagni derivano infatti da attività sottoposte a regole di onorario chiaramente delimitate, facilmente controllabili e peraltro sottomesse a rigorosi criteri etici di tipo soprattutto sociale. E pertanto quello di questa borghesia è di fatto l&#8217;unico grande lago ricco di pesci nominalmente </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>grassi</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> nel quale lo Stato sa di poter pescare senza difficoltà (e soprattutto senza invadere pericolosamente nessuna area di intoccabili) per garantirsi i proventi necessari a far funzionare in modo indisturbato il sistema. Ufficialmente si tratta con ciò dell&#8217;adesione della borghesia al dovere di solidarietà nei confronti di aree sociali più deboli (</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>stato sociale</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">) ed in generale dell&#8217;obbedienza ai doveri imposti da uno Stato che offra servizi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ma tutto ciò corrisponde molto più a dichiarazioni di facciata, perché (specie tenuto conto del fatto che in realtà come l&#8217;Italia i servizi offerti dallo Stato sono di bassa qualità o inesistenti) si tratta in realtà molto più del sacrificio di un&#8217;intera classe sociale e fascia di reddito al funzionamento di un sistema i cui nobili scopi non sono altri che meri pretesti moralistici e sentimentalistici di stampo liberal- e social-democratico.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Il vero obiettivo è invece quello di permettere alle altre parti della società, quelle che abbiamo descritto come aree di privilegio, di continuare a godere appunto dei propri privilegi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ed allora, sebbene l&#8217;evasione fiscale continui ad essere prospettata come qualcosa che è patrimonio proprio della borghesia a cui qui abbiamo dato un volto, in realtà la sua possibilità piena e veramente rilevante è alla portata solo o di chi non ha nulla, o molto poco (e gode in pieno dei privilegi dello stato sociale), come il proletariato e sotto-proletariato , oppure di chi ha moltissimo danaro e/o moltissimo potere e prestigio</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">I primi infatti o sono del tutto o quasi esenti da balzelli, oppure giungono indirettamente a tale risultato godendo di esenzioni varie dai balzelli di cui non gode invece la media borghesia. I secondi invece godono non solo di un grande potere di influenza, scambio di favori e corruzione, ma soprattutto sono utili sia allo Stato che alla classe politica per i loro più o meno ufficiali interessi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Al di là di tutto questo va ricordato che recentemente un filosofo della politica e dell&#8217;economia come Hans – Christian Hoppe</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote9anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote9sym"></a><sup>9</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, da noi più volte citato in nostri diversi scritti, ha condotto una serratissima e fondatissima critica contro la legittimità dell&#8217;istituto fiscale, un istituto che nelle sue grandi linee appare sostanzialmente iniquo ed illegittimo. Ed esattamente in tal senso vanno le critiche severe di Beppe Grillo all&#8217;Istituto della </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Gestline</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, naturalmente seppellite da un coro di critiche di maniera da parte di una classe politica ormai chiaramente complice di tale iniquità.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Proprio la questione fiscale mette pertanto in luce la tragedia vissuta di quello che resta della borghesia nello scenario dell&#8217;ultima modernità.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Una borghesia asservita, irreggimentata, impoverita e tartassata oltre ogni limite, che appare essere ormai, quindi, l&#8217;agnello da sacrificare sull&#8217;altare della definitiva confluenza tra lo spirito capitalista e lo spirito socialista, entrambi non a caso, come dimostra Hannah Arendt</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote10anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote10sym"></a><sup>10</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, introduttori nella civiltà umana del perniciosissimo valore del lavoro (unito a quello del lavoratore).</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Il capitalismo si è ormai evoluto, anche sulla base di quello che prima abbiamo riportato da Sorokin, in un iper- e turbo-capitalismo, planetario, assolutamente anonimo e privo di qualunque anelito politico-morale (laddove l&#8217;unico valore riconosciuto è il sempre più bieco, cieco ed iperbolico guadagno a qualunque costo). Esso sembra pertanto configurare ormai una forza talmente mutevole e flessibile da essere capace di adattarsi a qualunque circostanza, assumendo così, senza alcuna inibizione, le maschere più disparate. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Non a caso un grande critico moderno di tale iper-capitalismo</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote11anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote11sym"></a><sup>11</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> ha dimostrato che esso è ormai capace, nelle forme di un&#8217;aggressiva e disinibita pubblicità, di riassorbire perfettamente qualunque fenomeno di protesta sociale, specie quelli giovanili.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Il suo interesse principale è ormai che vi siano masse sconfinate di consumatori iper-edonisti e privi della minima moralità.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Parallelamente il socialismo si è evoluto in una fabbrica di diritti incondizionati per individui ipertrofici e mai soddisfatti, il cui obiettivo principale è quello di divorare, consumare e godere il più possibile.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene capitalismo e socialismo, ormai non più affatto contrapposti, anzi da molto tempo in marcia l&#8217;uno verso l&#8217;altro, sono ormai molto prossimi a raggiungere la completa convergenza. E lo scenario della crisi di cui stiamo parlando sembra proprio in qualche modo in relazione con questo fenomeno.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Pertanto, se finora entrambe queste forze hanno condizionato, se non ricattato, lo Stato nel senso del pressante monito a tener d&#8217;occhio primariamente i loro interessi per evitare la deflagrazione sociale, visto che ora tali interessi non sono più divergenti ma invece convergenti, essi possono ormai essere accolti entrambi senza più alcuna difficoltà da parte dello stesso Stato. Inoltre è apparso sempre più chiaro che, dalla collaborazione con entrambe le principali forse economico-sociali (ed ovviamente a tutto discapito delle vere forze deboli ormai costituitesi), lo Stato avrebbe ricavato il grande vantaggio di potere partecipare delle ricchezze rese disponibili da un capitalismo sempre più potente e dovizioso, mantenendo nello stesso tempo di ottimo umore le masse soddisfatte.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ebbene, in un contesto come questo, non possono che essere considerati come meri specchietti per le allodole fenomeni come il conflitto in atto nel nostro Paese tra una magistratura giustizialista, schierata sul fronte para-rivoluzionario della giustizia sociale e della legalità democratica, ed una politica corrotta e collusa con l&#8217;imprenditoria privata, schierata sul fronte para-conservatore dell&#8217;ingiustizia sociale e dell&#8217;illegalità eretta a sistema. Così come è da considerare un mero specchietto per le allodole quel che resta di un conflitto sociale tra capitalismo e forze rivoluzionarie, a sua volta regolarmente ricondotto al tradizionale scontro tra </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>destra</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> liberal e </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>sinistra</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> social-comunista, che ormai evidentemente una pura farsa per confondere le acque.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La verità è che, in seguito allo stravolgente rivolgimento economico-sociale e politico-ideologico che vi è stato dal dopoguerra in poi, il vero nemico da battere, un nemico ormai comune, è la borghesia etico-professionale che unica resta a rappresentare l&#8217;antica borghesia e che ancora è in possesso delle ultime fette di capitale privato familiare (in gran parte come patrimonio immobiliare) che fanno gola sia allo Stato para-socialista sia al grande capitalismo. A tutto questo resto di ricchezza non si vuole più consentire di restare in mani private e lontano dal controllo capitalistico-statalista ma si pretende che venga scaraventato nel grande calderone da un lato del controllo fiscale statale e dall&#8217;altro speculazione finanziaria controllata dalle banche e dalla grande finanza internazionale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="text-decoration:underline;">Il progetto specifico da parte del governo italiano di prendere sotto tutela una cassa pensioni come l&#8217;ENPAM (la cassa pensione dei medici), fatto da cui nasce parte delle motivazioni che hanno portato alla stesura di tale documento-manifesto, ci sembra emblematico di tale tendenza</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Che poi decenni e decenni di andamento allegramente e follemente inflattivo di un&#8217;economia sempre meno legata alla ricchezza reale e sempre più a quella virtuale, abbiano generato enorme sacche di debito che rischiano di far fallire interi stati davanti allo strapotere delle banche, è un fenomeno innegabile ma non primario. .</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Questo è stato probabilmente più un risultato premeditato che imprevisto, e sta di fatto costituisce oggi l&#8217; ottimo argomento da sbandierare per chiamare proprio la borghesia residua a pagare il prezzo di tutto quest&#8217;allegra ed insensata espansione.</span></span></p>
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<p align="right"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>La borghesia etica come una delle ultime “sentinelle della terra”</strong></em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><strong>‒</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>la definitiva liquidazione del valore etico-conservatore del risparmio</strong></em></span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Finora abbiamo parlato del patrimonio ancora nelle mani della borghesia etico-professionale, come obiettivo bellico dell&#8217;avanzata trionfale delle forze convergenti capitaliste e social-comuniste. Ed è da precisare che è solo in virtù di questo che buona parte della media borghesia etico-professionale ancora sopravvive come tale e non è ancora scivolata, come la piccola borghesia, nel proletariato, ovvero nella di fatto indigenza.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ma, per quanto disperatamente vitale per chi ne fa uso, anch&#8217;esso non ci sembra l&#8217;obiettivo di primo piano delle forze che presiedono al processo in atto.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Infatti se c&#8217;è qualcosa che ancora manca al progetto che sembra nascondersi dietro tale processo, questo non è qualcosa di materiale ma piuttosto di immateriale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E sembra proprio trattarsi dell&#8217;etica.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Nello scenario appena raffigurato, ossia nel generale trionfo dell&#8217;edonismo e della logica insieme del diritto e del possesso, l&#8217;etica rappresentava l&#8217;ultimo ostacolo alla moltiplicazione su scala iperbolica del godimento.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E chi era il protagonista dell&#8217;etica ?. Lo era senz&#8217;altro la borghesia da noi definita.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Anche se non certo da sola e non certo volendo di essa idealizzare in modo irrealistico il profilo morale!. Ed inoltre, come abbiamo sostenuto nello scritto prima citato</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote12anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote12sym"></a><sup>12</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, è evidente che, per una riforma in senso radicalmente etico della società e della politica, non ci si può affatto limitare né solo al piano sociale né tanto meno all&#8217;esaltazione delle presunte virtù di una determinata classe.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">In altre parole la postulazione della borghesia etico-professionale come soggetto politico di un ampio progetto conservatore non può che essere considerato come un obiettivo non solo di breve ma di brevissimo termine. Esso vale insomma solo entro i limiti dei fini di questo specifico documento.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">In questo senso, con le dovute cautele e sulla base di un&#8217;extrapolazione piuttosto ardita, la borghesia etico-professionale può essere ben considerata giocare un ruolo molto simile a quello previsto da Carl Schmitt per l&#8217;ultimo resistente al progressismo modernista, “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>l&#8217;ultima sentinella della terra</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">”, ossia il cosiddetto “</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>partigiano tellurico</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">”</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote13anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote13sym"></a><sup>13</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Certo è comunque che, volente o nolente, e che sia solo per virtù o solo per necessità, la borghesia professionale da noi delineata appare realmente legata ad un ruolo (almeno sociale) profondamente etico.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ed ecco perché.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Prima ancora che seguire la logica del diritto e del piacere o possesso, i medici curano i pazienti , gli ingegneri costruiscono per gli uomini case e mezzi, gli avvocati tirano la gente fuori dai guai, i commercianti distribuiscono beni di prima necessità, i docenti preparano la classe dirigente di domani, etc. Tutto questo lavoro professionale è prima di tutto servizio, devozione, dedizione, e solo dopo guadagno piccolo o medio che sia (grande mai!). Ed il tutto avviene peraltro , dove più dove meno, in regime di concorrenza, e pertanto in una condizione in cui tutto sommato si rischia in proprio.</span></span></p>
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<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Inoltre, è proprio in virtù della del tutto falsa presupposizione, per le attività di cui parliamo, di guadagni considerati come medio-alti, il godimento dii diritti sociale da parte dei suoi protagonisti e fortemente limitato. Ferie, assenze per malattia, sostituzione sul lavoro, sono cose che non sono affatto scontate per i liberi professionisti. Ciò vale anche per i cosiddetti </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>medici convenzionati,</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> e con l&#8217;aggravante, tra l&#8217;altro, di essere vincolati ad un ruolo pubblico che rende illegale la cessazione anche per un solo giorno o una sola ora della propria attività.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene, anche se non è ancora facile capire in nome di quale risultato da ottenere, tutto questa profusione di etica professionale appare essere ormai in fondo non più richiesto, anzi di forte intralcio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ergo : ‒ anche per questo motivo, anzi forse proprio per questo, la borghesia dev&#8217;essere finalmente vinta, schiacciata e distrutta!.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Sembra essere questo lo slogan che si nasconde dietro i falsi allarmi e le false sollecitudini degli uomini della crisi, non a caso accolti quasi senza battere ciglio ( i roboanti proclami sono naturalmente solo di facciata) da politici ed organizzazioni di lavoratori.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ricordiamo due significative affermazioni di uomini della crisi negli ultimi tempi.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La prima del direttore del CENSIS, certo Giuseppe Roma, il quale affermava che, essendo il patrimonio immobiliare delle famiglie italiane (cioè quello costituito in gran parte dal risparmio della borghesia etica, e con non poche rinunce, specie nelle precedenti generazioni) quattro volte maggiore del debito dello Stato, se quest&#8217;ultimo verrà acquistato a spese del suddetto patrimonio immobiliare allora potrà essere facilmente ridotto a zero.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La seconda affermazione è quella del funzionario di una banca di investimenti che, commentando proprio l&#8217;affermazione del Roma, diceva che il principio era giusto perché immobiliari si devono trasformare in beni mobiliari, ovvero, in beni di proprietà delle banche.</span></span></p>
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<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ecco insomma la chiara configurazione dell&#8217;ultimo obbligo al quale la borghesia etico-professionale deve sottomettersi : </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">‒</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> rinunciare definitivamente alla propria identità e con ciò cedere l&#8217;ultimo spazio di autonomia che finora gli è stato concesso. </span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">In altre parole è giunto il momento di scomparire, di togliere finalmente il disturbo, affinché lo scenario-spettacolo dell&#8217;orgia capitalista-socialista sia finalmente perfetto.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">I protagonisti del grande processo in corso sono così chiarissimi anche solo nell&#8217;ambito di queste tutto sommato banali affermazioni. Si tratta dello Stato e delle banche unite alla finanza internazionale contro la borghesia etica.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Quello Stato che dunque ora vuole mettere le mani anche sulle casse previdenziali private (vedi ENPAM), non è altro che colui che, in combutta con il grande capitale (le banche), vuole ormai trasformare in virtuale anche l&#8217;ultimo resto di ricchezza reale in quanto legata alla proprietà, ovvero quella generata mediante un modo ancora tradizionale di ottenere ricchezza, ossia il risparmio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E si badi bene, sul piano simbolico il risparmio corrisponde in termini filosofico-politici equivale perfettamente all&#8217;ordine di sotto-valori che rientrano nella conservazione come valore (a sua volta legata fortemente alla terra intesa come valore), che a sua volta corrisponde ad una visione politica in cui ciò che conta di più è il raccordo con il passato, la ricchezza materiale e spirituale tramandata dalle generazioni precedenti (tradizione), ad opera del presente e del futuro.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Peraltro Hans Jonas</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote14anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote14sym"></a><sup>14</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> ci fa vedere come la preservazione preveggente di questa ricchezza, in luogo della sua dilapidazione, rappresenta un atto di altissima responsabilità degli uomini del presente verso i posteri, atto che è il presupposto ormai indispensabili per evitare la distruzione planetaria. Fatto che, pur tenendo presenti le gravissime responsabilità che la borghesia ha nella liquidazione della tradizione, testimonia comunque una sostanziale, naturale, prossimità del nucleo filosofico-politico della borghesia stessa, alla più rigorosa etica conservatrice.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Del tutto opposto è invece il modello di organizzazione al quale si vuol giungere spazzando via definitivamente il valore della conservazione. Si tratta di un modello nel quale tutto viene consumato immediatamente, in termini di consumi più o meno edonistici puri ed edonistico-sociali, e cioè di finanziamento dell&#8217;offerta di servizi da parte dello Stato per mezzo delle tasse. Ogni ricchezza dev&#8217;essere bruciata in questa spirale di follia presentista, e nulla deve restare ad essa più nascosto.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Si rinnova insomma il delirio di smascheramento contro-rivoluzionario che, nella sua ricerca febbrile e sanguinaria di sacche residue di aristocrazia, contraddistinse la fase più cruenta della Rivoluzione francese.</span></span></p>
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<p align="right"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>Il ruolo della borghesia etica, ovvero affermare il motto della rinascita : </strong></em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>‒</strong></em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>decelerare, regredire, de-complessizzare!</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene è evidente che la crisi attuale è ben più strumentale ad un progetto di iperbolizzazione di questo modello che non reale. Come abbiamo visto prima, esso non presuppone alcun radicale processo di impoverimento delle società che, almeno nominalmente, ne sono interessate.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E tuttavia va concesso che qualcosa dev&#8217;essere accaduto, che qualche meccanismo dev&#8217;essersi rotto nel meccanismo di accelerazione costante dell&#8217;economia e di creazione di ricchezza virtuale a dispetto di quella reale, che fino a questo momento ha funzionato indisturbato.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Non siamo affatto degli economisti e non ci permettiamo pertanto di indagare meccanismi e dati che non possiamo conoscere (e nemmeno per la verità vogliamo conoscere), ma è evidente che in un processo evidentemente orientato al parossismo del godimento deve esservi stato un fatale inceppamento.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Che esso sia tutto sommato voluto, in una sorta di cinica riedizione economico-finanziaria della cosiddetta </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>strategia della tensione</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, oppure sia realmente casuale, in fondo non ha molta importanza.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Insomma, o qui le aspettative si sono moltiplicate a dismisura rispetto alla base che il modello può offrire alla loro soddisfazione (sfuggendo così alla loro stessa regia come un&#8217;imprevista reazione a catena), oppure effettivamente la disparità tra ricchezza reale e quella virtuale, alla quale fanno riferimento le vorticose speculazioni finanziarie, ha comunque superato un livello soglia. O probabilmente, chissà, sono accadute entrambe le cose, e forse addirittura sullo sfondo di un bieco progetto di forze diaboliche che proprio a questo tragico </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>impasse</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> puntava.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">È insomma probabilmente accaduto che ci si è resi conto che sia la base su cui doveva poggiare il meccanismo sia la natura del meccanismo stesso dovevano cambiare naturalmente per permettere da un lato al processo di continuare e dall&#8217;altro di renderlo ancora più efficiente.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ribadiamo che non ci riteniamo di giudizi ultimativi di tipo tecnico su questo e nemmeno sul vero perchè il sacrificio della borghesia sia necessario per realizzare questi scopi.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ci riteniamo però sì autorizzatissimi a dare ultimativi giudizi di tipo non tecnico, e cioè morali, filosofici e religioso-metafisici, sull&#8217;interezza di questo processo. Del resto l&#8217;inversione dei valori di tipo autenticamente conservatrice, che è urgentemente richiesta dalle crisi moderne, richiede proprio la rivendicazione del pieno diritto di dare giudizi non tecnici, e quindi per nulla storicistico-relativisti. E ci è testimone in questo un autore per nulla conservatore come Isaiah Berlin</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote15anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote15sym"></a><sup>15</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Certo però è innanzitutto che il diabolico processo in atto vuole perpetuare sé stesso, sebbene la sua insensatezza dia stata ormai messa a nudo, e vuole farlo evitando di fare l&#8217;unica cosa che sarebbe coerente, oltre che ormai più che necessaria, cioè il rinsavire e dichiarare le proprie colpe, liberando così l&#8217;umanità dal proprio oppressivo giogo. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E certo è inoltre che la borghesia etica deve essere eliminata proprio perché essa rappresenta ancora il valore di un risparmio che è nello stesso tempo l&#8217;antidoto alla follia e lo smascheramento della sua infamia. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">È possibile insomma anche che nella borghesia etica si veda l&#8217;unica forza sociale, che essendo appunto etica, ovvero ancora votata in qualche modo al dovere altruistico ed a sacrificio, sia di fatto l&#8217;unica a poter pronunciare un giudizio di interdizione su ciò che sta accadendo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">In ogni caso, in virtù di tutte queste interdizioni, di cui il progetto di annientamento della borghesia etica non è che un aspetto, entro l&#8217;attuale crisi si fa in modo che non si faccia l&#8217;unica cosa che invece urgentemente si dovrebbe fare e cioè la seguente : </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">‒</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><span style="text-decoration:underline;"><strong>decelerare, regredire, de-complessizzare</strong></span></em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em> !.</em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">L&#8217;affermazione di questa necessità identifica chiaramente chi sia oggi il vero nemico, e fa vedere chiaramente che esso non è affatto quello che ancora ci si sforza di farci intendere come tale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Non è ormai più da tempo il monarca tiranno, e con esso l&#8217;aristocratico, ossia l&#8217;oscurantista nemico della Borghesia, dello scientismo laicista e del Progresso. Non ormai più affatto il “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>nemico di classe</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">” t</span>eorizzato <span style="font-family:Times New Roman, serif;">dal marxismo. Meno che mai è il “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>nemico di razza</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">” in tutte le sue varianti più o meno moderne.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Il Nemico è invece proprio quella forza occulta, operante da molto tempo nella storia, che ha retto nell&#8217;ombra le redini di tutto questo processo, giunto ormai alla sua perfezione, e prossimo a subire la Grande Svolta voluta. Anche se esso in fondo non sa che, con essa, rischia anche di incontrare la sua stessa fine.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E ciò dipende solo da noi, ossia dalle forze ancora consapevoli ed intelligenti, esistenti ancora nella società.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Nei termini della crisi di cui stiamo parlando, si tratta (come peraltro suggerito dal nostro amico Beppe Marini nell&#8217;ambito della nostra privata corrispondenza, oltre che da autori come Hoppe, Finkielkraut</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote16anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote16sym"></a><sup>16</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> ed Isabel) di sfuggire al globalismo in qualsiasi forma, e tornare alle comunità locali .</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">In questo senso sarebbe stato un ottimo segnale se la Grecia avesse effettivamente approvato per referendum il proposito di uscire dall&#8217;Europa ed inoltre di non restituire semplicemente il danaro ricevuto in prestito. Ma decisioni come queste sono ancora nelle mani di politici asserviti alle forze oggi trionfanti e tuttora non ala portata di un potere autenticamente popolare.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">In ogni caso il lemma della lotta che ormai dovrebbe essere intrapresa dovrebbe finalmente essere ancora una volta quello già indicato </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">‒</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">: </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>decelerare, regredire, de-complessizzare</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">!.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">E senz&#8217;altro la borghesia etico-professionale potrebbe rendersi protagonista e guida di questa lotta la cui identità non può che essere ormai squisitamente conservatrice. Per questo ci ripugna profondamente di usare il termine </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>rivoluzione</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> per designarla.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Infatti del progetto oggi in atto nella profonda convergenza delle due falde filosofico-politiche degli ultimi sei secoli, capitalismo liberal-democratico e social-comunismo rivoluzionario, non è difficile riconoscere l&#8217;intenzione di una forza prossima a realizzare il suo obiettivo ultimamente eversivo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Fatto che sta che ogni evidenza mostra che si vuole che ormai sparisca del tutto la borghesia risparmiatrice in quanto detentrice di ricchezza, ossia come forza sociale autonoma e non controllabile. </span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">L&#8217;occhio di Argo del fisco già finora attentissimo e rapacissimo, ottiene, con il potere concesso ai sacerdoti della finanza, il compito di non farsi sfuggire più nulla, di fare emergere tutti tesori nascosti e sequestrarli così una volta per tutti.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Una volta portato a termine questo progetto, della borghesia etica produttrice ed offertrice di professionalità, e nello stesso tempo detentrice di una certa autonomia economico-sociale, non resterà più nulla. </span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ecco così completato quanto già iniziato con la trasformazione di parte di questa stessa borghesia in una classe impiegatizia dipendente e povera, ossia praticamente assimilata al proletariato. Si vuole insomma che l&#8217;ultima parte di borghesia etica ancora autonoma segua il tragico e desolante destino della classe impiegatizia, ossia della piccola borghesia.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Le tracce di questa tendenza si vedevano del resto già chiaramente in quella parte della stessa borghesia etica di cui stiamo parlando. Ossia quella media borghesia già ormai così mortificata nel suo orgoglio da essere, per pura disperazione, passata in massa, armi e bagagli, al suo nemico, quello progressista-rivoluzionario (cioè di fatto la sinistra politica), integrandosi quasi completamente nella visione garantista e giustizialista di cui abbiamo parlato precedentemente.</span></span></p>
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<p align="right"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>La borghesia etico-professionale ed il progetto conservatore integrale </strong></em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>‒</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p align="right"><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>il ruolo dei medici “convenzionati”</strong></em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em><strong>.</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ma giunti alla fine di quest&#8217;esposizione, e proprio in virtù di quanto abbiamo appena detto, cediamo di dovere al lettore un&#8217;indispensabile spiegazione.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Come abbiamo già in parte detto, ciò che abbiamo sostenuto in questo scritto è in sé un paradosso per il genere di conservatorismo che sosteniamo. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Più volte nello scritto già citato</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote17anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote17sym"></a><sup>17</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> abbiamo infatti sostenuto che la borghesia, in quanto base sociale per una visione filosofico-politica progressista e rivoluzionaria (che ha spazzato via dal mondo ogni organizzazione sociale aristocratica prima ancora della monarchia), è da considerare un chiaro nemico del conservatorismo integrale. Inoltre abbiamo anche dimostrato che, prima che in essa intervenissero momenti di rinsavimento, essa ha svolto, per l&#8217;ancor più radicale spirito rivoluzionario marxista, il compito di fare da ponte verso l&#8217;acquisto del peso politico che esso intendeva a tutti i costi avere.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Eppure qualcosa appare essere radicalmente cambiato soprattutto dal dopoguerra in poi.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La borghesia di un tempo, come abbiamo visto, si è ormai completamente disintegrata. E così che dal suo antico corpo si sono staccate due parti, entrambe non più denominabili come borghesia, quella assimilatasi all&#8217;ipercapitalismo anonimo ed amorale e quella assimilatasi di fatto al proletariato.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Pertanto ciò che è restato dopo questa mutazione non è certamente più la borghesia liberale del passato, ossia la protagonista dello sviluppo del capitalismo, del mercantilismo, dell&#8217;utilitarismo laico e razionalista, del progressismo, delle professioni libere ed infine della rivoluzione industriale del XIX secolo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Essa reca infatti uno soltanto dei tratti socio-economici di quest&#8217;antica realtà, quella della libera professione. Ma, anche quando essa occupa il suo posto nella società con questo genere di identità, essa lo fa come abbiamo già visto, in un contesto caratterizzato dai seguenti aspetti : </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">‒</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">un forte legame personale con il fruitore dei servizi offerti (accompagnato dall&#8217;altro lato da un&#8217;ingente assunzione di responsabilità da parte di chi lo offre), una moderazione delle aspettative di guadagno legata all&#8217;assunzione di responsabilità, ed infine l&#8217;offerta di beni e servizi materiali ed immateriali vincolati alla qualità o ad un forte contenuto etico. </span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La borghesia impegnata nell&#8217;attività lavorativa così caratterizzata non indulge insomma alle caratteristiche più chiaramente capitalistiche di produzione, contrassegnate, specialmente ultimamente, da anonimato, ingenti guadagni intesi nel senso di chiaro profitto e non chiaro vincolo alla qualità ed eticità del prodotto, e quindi, tutto sommato, da una profonda de-responsabilizzazione morale (se non, in alcuni casi, da un aperto e pesante impegno nel senso della trasgressione).</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Abbiamo già chiarito che esiste comunque una larga fetta di borghesia libero-professionale che, per determinate circostanze, esula da questo modello avvicinandosi più a quello capitalistico.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ma inoltre, nell&#8217;ambito della borghesia libero-professionale ad impegno etico, si è progressivamente differenziata un&#8217;ulteriore variante, caratterizzata da operatori in solo parziale regime libero-professionistico, che intrattengono così un rapporto di </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>convenzione</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> con lo Stato, mettendo pertanto a disposizione di utenti non paganti i loro privati servizi e strutture.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Si tratta del classico caso, già da noi menzionato, dei medici convenzionati, ossia dei medici che operano collateralmente al Servizio Sanitario Nazionale. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="text-decoration:underline;">Non possiamo nascondere, anzi dobbiamo di nuovo riaffermarlo con chiarezza, che è proprio da questo settore che nasce il progetto di un manifesto conservatore che veda nella borghesia etica il suo soggetto politico e protagonista</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene proprio questa fetta della borghesia etica si discosta ancor meno dal suo tronco-madre per il fatto che l&#8217;eticità del suo operato è ancora più accentuata che altrove!.</span></span></p>
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<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Essa offre la sua opera infatti nell&#8217;ambito di contratti di lavoro in cui gli onorari sono di fatto calmierati e sottoposti ad un rigido controllo politico-sociale, così da essere sottratta alle leggi della libera domanda ed offerta. E ciò comporta peraltro salatissimi prezzi da pagare nell&#8217;ambito di contratti di lavori entro i quali questa categoria sconta la tragedia di essere considerata libero-professionista solo per i diritti dai quali è esclusa ed invece non libero-professionale (cioè </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>para-dipendente</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">) solo per i pesanti doveri cui è assoggettata.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Del resto, sia pure con le dovute differenziazioni, in un certo senso si può dire grosso modo lo stesso per tutti quei medici che, rinunciando alla loro tradizionale veste libero-professionale, che ad essi competerebbe offrono la loro opera in strutture assistenziali pubbliche in cambio di un vero e proprio salario.</span></span></p>
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<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="text-decoration:underline;">Ebbene tutto questo ci sembra possa costituire una sufficiente giustificazione per il diritto e dovere da parte della categoria dei medici convenzionati di porsi alla testa di una rivolta conservatrice da parte della borghesia etico-professionale. E, come abbiamo già accennato, questo è lo spirito sulla base del quale è stato redatto questo documento-manifesto</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La trasformazione in senso fortemente etico dell&#8217;impegno borghese introdotto da figure come quelle appena delineate, specie in un campo sensibile come quello della medicina e della salute individuale e pubblica, ha impresso secondo noi un forte impulso alla differenziazione della borghesia libero-professionale in un senso molto diverso da quello originario, ed allontanandola così ancora di più dalla sfera del capitalismo.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Pertanto, è proprio per questi nuovissimi tratti assunti dall&#8217;identità borghese (tratti che è ormai giunto il momento di mettere in luce!) che essa assume un&#8217;importanza centrale per un progetto autenticamente conservatore, almeno nella cornice delle circostanze dettate dall&#8217;attuale crisi.</span></span></p>
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<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Il tali circostanze la borghesia etica diviene allora un soggetto centrale del conservatorismo integrale e pertanto diviene possibile che essa assuma un ruolo centrale in un&#8217;azione politica autenticamente conservatrice.</span></span></p>
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<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Apparentemente un controsenso, dato che il conservatorismo di cui parliamo non è affatto quello </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>liberal</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, cioè essenzialmente di stampo capitalista. Questo infatti non è mai stato un vero conservatorismo, ma solo l&#8217;impiego strumentale da parte capitalista di argomenti e temi conservatori allo scopo di difendersi dalla polemica rivoluzionaria. Ora poi che il capitalismo si è evoluto come si è evoluto, esso lo è ancora di meno, anzi può essere considerato un vero e proprio nemico del conservatorismo integrale.</span></span></p>
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<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">In ogni caso quest&#8217;ultimo considera solo il passato un valore e non il futuro. La cosa è insomma certo più complessa di come appare qui, come abbiamo chiarito nel nostro citato scritto</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote18anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote18sym"></a><sup>18</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">, ma intanto, a scopi operativi, si può e si deve dare per buona quest&#8217;estrema semplificazione.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La questione è insomma come possa mai una borghesia nata come forza progressista e rivoluzionaria identificarsi con questi valori?.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene noi siamo convinti che, richiamandoci al valore vetero-borghese del risparmio (fin dall&#8217;inizio peraltro attitudine borghese non poco dissimile dal capitalismo, incentrato invece sui profitti dal lavoro frutto di investimenti), la borghesia etica, così come si configura nello scenario dell&#8217;ultima modernità, può rappresentare un ponte sia verso il passato che verso il futuro.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Verso il passato perché essa, come abbiamo appena detto, non ha (nel nucleo più puro della sua identità filosofico-politica) mai abbandonato i valori tradizionali ai quali si è da sempre ispirata, sebbene in piena ascesa capitalista e progressista. Basti per questo considerare l&#8217;immagine dataci proprio di questa borghesia entro il catastrofico fenomeno della </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em>Finis Austriae</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> da Stefan Zweig</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote19anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote19sym"></a><sup>19</sup></span></span></sup></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ed inoltre verso il futuro perché, sempre come abbiamo già detto, la borghesia etica ha, in virtù del suo costituzionale attaccamento a valori morali ed economico-morali tradizionali, la possibilità di correggere radicalmente in senso etico quello sviluppo della politica, dell&#8217;economia e dell&#8217;intera società e coscienza umana, che altro non è se non l&#8217;esito estremo della battaglia progressista- rivoluzionaria e liberal-socialista per liberare il mondo di ogni spirito tradizionale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E ciò ci sembra si ponga perfettamente in linea con la prospettiva di profonda riforma della morale in senso anti-utilitaristico ed anti-presentistico (cioè anti-progressista ed anti-modernista) auspicata da Hans Jonas come unica soluzione all&#8217;imminente annientamento del pianeta nel quale viviamo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">In questo senso la borghesia può essere un alleato prezioso del conservatorismo integrale nella lotta all&#8217;idra dalle sette teste contro la quale combattere. Se la crisi attuale ha un merito è pertanto quello di aver portato finalmente portato allo scoperto i mostruosi connotati di questo immondo mostro. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene ci sembra che la congiuntura attuale dimostri alla perfezione che tale alleanza non solo è possibile ma è anche, oggi, per la borghesia etica di importanza vitale.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Il conservatorismo integrale non è una forza politica e pertanto non dispone né di sostanze ne di mezzi, e però è una chiarissima e risolutissima visione filosofico-politica, che pertanto sa bene cosa vuole ed in che direzione andare.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La borghesia etica invece, abbandonata com&#8217;è dalla visione politica che prima la contraddistingueva, ed alla mercé com&#8217;è oggi di una visione politica che non può affatto appartenerle, può trovare nel conservatorismo integrale il complesso di idee per iniziare di nuovo a muoversi verso un obiettivo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ciò significa però inequivocabilmente finalmente marciare!</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
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<p lang="it-IT" align="right"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>Sintesi finale per un manifesto conservatore della borghesia etico-professionale</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ecco, questa è nel suo complesso la sostanza di ciò che possiamo definire come un manifesto conservatore che abbia, almeno contingentemente, al suo centro la borghesia etico-professionale come soggetto politico, e che, sempre contingentemente venga guidata dalla categoria medica nelle sue componenti più specificamente caratteristiche, ovvero dai medici convenzionati.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">La lotta imminente dell&#8217;intera categoria medica contro il tentativo del governo italiano di assumere la tutela della cassa pensioni ENPAM può essere il punto di partenza di una lotta molto più ampia che ci auguriamo coinvolga tutte le figure professionali che abbiamo indicato in questo scritto.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Come abbiamo già più volte detto, la visione conservatrice non può affatto essere risolta in queste considerazioni, che sono rivolte ad un tempo storico particolare con le necessità da esso imposte e con le figure che in esso si muovono. E nemmeno può essere considerato interesse primario del conservatorismo quello di produrre manifesti, che sono sempre costruiti su situazioni storiche e tipologie politico-economiche specifiche, e si riferiscono pertanto ad idee ed ideologie troppo determinate, quando invece l&#8217;interesse primario del conservatorismo integrale va oltre la storia e perfino oltre la filosofia politica in direzione della più alta metafisica.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E tuttavia in momento politico è talmente grave che è oggi necessario anche questo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">La parola d&#8217;ordine di questa lotta che dev&#8217;essere finalmente iniziata può essere quella già menzionata, e cioè </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>decelerare, regredire, de-complessizzare</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">!.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Questa speriamo che sia il grido di battaglia ricamato sulle bandiere di una borghesia etica finalmente auto-cosciente che trovi la la dignità, la forza ed il coraggio di reagire al progetto di sterminio al quale è desinata.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E dunque, per tutto ciò che abbiamo detto il richiamo al Natale fatto prima appare a questo punto ancora più pertinente.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ciò ci cui abbiamo ormai assoluto ed urgente bisogno è un ritorno al passato, un decrescere brusco di tutto ciò che è divenuto ormai troppo ipertrofico ed iperplastico, una decisa regressione, una deflazione, ed una decelerazione.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Abbiamo cioè bisogno, per usare un frasario più antico, di ritornare ai valori della rinuncia, della sobrietà e del sacrificio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">L&#8217;immagine del Natale che ci auguriamo finalmente si affermi è pertanto quella del ritorno ad una semplice purezza : ‒ l&#8217;immagine di un Dio che nasce nelle menti e nei cuori degli uomini ed al centro dei mondi manifestati come un essere che viene alla luce in un modo austero, puro, severo, dimesso, silenzioso, non trionfale, non eccitante, non commovente, non sentimentale. Un mondo nel quale l&#8217;amore (cristiano o non) perda finalmente i suoi annacquanti connotati sentimentali ed edonistici e torni ad essere puro ed austero, e come tale di nuovo tangibile e non più di facciata.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">È importante sottolineare questo perché il ritorno oggi ai valori tradizionali, ovvero spirituali, non ci sembra possibile senza l&#8217;impiego di una notevole dose di risolutezza politica, ovvero non senza identificare chiaramente chi sia il nemico (come vuole Carl Schmitt</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">)</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote20anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote20sym"></a><sup>20</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"> , e n</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">on senza accettare con ciò la battaglia in campo aperto o nelle forme che sono necessarie.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Una borghesia etica cosciente del suo ruolo nel grande cambiamento epocale che si preannuncia, proprio essendo già è stata erede in pieno sensismo di virtù autenticamente liberali (disinteresse nobile), può oggi essere il ponte verso il futuro “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>ideazionale</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">” che ci prospetta un pensatore visionario come Sorokin.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ma questo stesso pensatore ci ammonisce alla fine del suo libro circa le due sole possibilità che abbiamo a disposizione : ‒ o il trapasso attraverso un profondo rinsavimento nel senso di una riaffermazione di valori opposti a quelli del “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>sensismo</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">” (ovvero il laico utilitarismo moralmente anti-utilitarista), oppure la necessità di doversi confrontare con un trapasso che faccia i conti con la terribile realtà del </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>dies irae</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ed in questo caso, diremmo, non si tratta affatto della collera divina come espressione unilaterale dell&#8217;identità divina, ma dell&#8217;identità divina unilateralmente collerica all&#8217;esposizione alla quale le stesse scelte umane (ovvero il profondo abuso del dono del libero arbitrio concesso all&#8217;uomo</span></span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><a name="sdfootnote21anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote21sym"></a><sup>21</sup></span></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">) condannano l&#8217;intera umanità tessa e con essa il mondo.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Se non si interromperà bruscamente l&#8217;opera dell&#8217;idra, che oggi è giunta al suo culmine (l&#8217;opera di distruzione dell&#8217;ultima evoluzione delle forze progressiste-rivoluzionarie), ovvero se non scendono in campo le forze che devono scendere in campo per fermarla, la distruzione da essa portata sarà il pegno che il mondo dovrà pagare per risorgere.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">E le riforme politico-economiche annunciate dall&#8217;economia ormai al potere non sono che un primo ed iniziale assaggio di ciò che, sul cammino tragico che essa stessa non riesce a vedere, dovranno ancora venire</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Quindi che sia rivolta, ed affatto rivoluzione! Ma profondamente conservatrice, ovvero nel senso di un radicale ritorno all&#8217;Origine, ossia ai valori eternamente tradizionali.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Ebbene tutto ciò è revisionismo!. Che lo si dica più senza alcun timoroso timore!. </span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">E tale revisionismo si riassume un un solo grido : </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">‒</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>siamo stufi!</em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">È proprio questo che ci sentiamo di gridare in un Natale come questo, come di consueto avvelenato da miti ormai perfino desueti nella loro profonda deteriorità.- Ed ancor più nella costellazione </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>crisi-consumo</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> che ormai emerge in tutta la sua drammaticità.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Proprio in questo momento ci diviene finalmente chiaro che siamo stufi di tutto ciò che ci è stato, ormai per secoli, dato da credere.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">Siamo stufi di tutto ciò che ci hanno inculcato nel corso dei nostri anni di liceo (e che ora viene inculcato a tutti ormai perfino dagli anni dell&#8217;asilo infantile), e che da quando siamo al mondo viene sussurrato o strombazzato in libri, film, trasmissioni televisive, giornali etc!.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Alla luce dello scenario di immensa devastazione sul quale la crisi getta luce in questo fatale Natale del 2011, siamo stufi di questo </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>melange </em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">insopportabile di sentimentalismo buonista, di laicismo ateo, di razionalismo materialista, di iconoclastia dietrologica, di progressismo, modernismo e rivoluzionarismo compulsivi, di edonismo degradante, di spaventosa ristrettezza mentale se non ignoranza passata per cultura, di degenerazione dilagante, di caos sempre più montante, di non senso sempre più desolante, di spaventosa ipocrisia, indifferenza, cinismo, solitudine e strisciante violenza.</span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>Basta, siamo stufi!!!</strong></em></span></span></p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"> </p>
<p lang="it-IT"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;">È contro tutto questo che con questo manifesto vogliamo finalmente levare il nostro grido di battaglia!</span></span></p>
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<div id="sdfootnote1">
<p><a name="sdfootnote1sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote1anc"></a>1<span style="font-size:x-small;">Sergio Quinzio, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Mysterium iniquitatis, </em></span><span style="font-size:x-small;">Adelphi Milano 1995</span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote2">
<p><a name="sdfootnote2sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote2anc"></a>2Irene Némirovsky, <em>David Golder</em>. Adeplhi Milano 2006</p>
</div>
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<div id="sdfootnote3">
<p><a name="sdfootnote3sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote3anc"></a>3Yukio Mihima, <em>A briglia sciolta</em> ; In: <em>Romanzi e Racconti,</em> Mondadori Milano 2006</p>
</div>
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<div id="sdfootnote4">
<p><a name="sdfootnote4sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote4anc"></a>4Max Stirner, <em>L&#8217;unico e la sua proprietà</em>. <span style="font-size:x-small;">Adeplhi Milano 1979</span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote5">
<p><a name="sdfootnote5sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote5anc"></a>5<span style="font-size:x-small;">Hannah Arendt, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Vita activa, </em></span><span style="font-size:x-small;">Bompiani Milano, 2008</span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote6">
<p><a name="sdfootnote6sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote6anc"></a>6<span style="font-size:x-small;">Giulio Busi ( a cura di),</span><span style="font-size:x-small;"><em> Zohar, Il libro dello splendore, </em></span><span style="font-size:x-small;">Einaudi, 2008</span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote7">
<p><a name="sdfootnote7sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote7anc"></a>7<span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Pitirim A. Sorokin. </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La crisi del nostro tempo</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Arianna Casalecchio 2000</span></span></span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote8">
<p><a name="sdfootnote8sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote8anc"></a>8Vincenzo Nuzzo,<span style="font-size:x-small;"><em>Conservatorismo e metafisica, ovvero per un&#8217;etica</em></span><span style="font-size:x-small;"><em>militare della purezza.</em></span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote9">
<p><a name="sdfootnote9sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote9anc"></a>9<span style="font-size:x-small;">Hans – Christian Hoppe, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Democrazia : il dio che ha fallito , </em></span><span style="font-size:x-small;">Liberilibri Macerata, 2005; </span><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Nuzzo, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Elogio della Monarchia Imperiale. </em></span><span style="font-size:x-small;"><em>L&#8217;utopia politica del Corpo solidale</em></span><span style="font-size:x-small;">. Controcorrente Napoli 2010 ; Vincenzo Nuzzo, </span><span style="font-size:x-small;"><em>La rivolta della fedeltà in nome del mistero e contro la ragione : per una filosofia che contempla, ovvero un plädoyer per una filosofia dilettante e per un monachesimo laico ed eroico. </em></span><span style="font-size:x-small;">Opera non pubblicata.</span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote10">
<p><a name="sdfootnote10sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote10anc"></a>10Arendt, op.cit.</p>
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<div id="sdfootnote11">
<p><a name="sdfootnote11sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote11anc"></a>11<span style="font-size:x-small;">Thibault Isabel, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Il campo del possibile</em></span><span style="font-size:x-small;">, Controcorrente Napoli 2009</span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote12">
<p><a name="sdfootnote12sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote12anc"></a>12Nuzzo, <em>Conservatorismo</em>&#8230;, op.cit.</p>
</div>
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<div id="sdfootnote13">
<p><a name="sdfootnote13sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote13anc"></a>13<span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:x-small;">Carl Schmitt, </span></span></span><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:x-small;"><em>Teoria del partigiano</em></span></span></span><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;"><span style="font-size:x-small;">, Adelphi Milano 2008</span></span></span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote14">
<p><a name="sdfootnote14sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote14anc"></a>14<span style="font-size:x-small;">Hans Jonas, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Il principio responsabilità.</em></span><span style="font-size:x-small;"> Einaudi Torino 1993</span></p>
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<div id="sdfootnote15">
<p><a name="sdfootnote15sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote15anc"></a>15<span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Isaiah Berlin, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Libertà</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Feltrinelli Milano 2010 ; Nuzzo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Conservatorismo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">&#8230;, op.cit.</span></span></p>
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<div id="sdfootnote16">
<p align="justify"><a name="sdfootnote16sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote16anc"></a>16<span style="font-size:x-small;">Alain Finkielkraut, </span><span style="font-size:x-small;"><em>L&#8217;ingratitudine</em></span><span style="font-size:x-small;">, Excelsior 1881 Milano 2007</span></p>
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<div id="sdfootnote17">
<p><a name="sdfootnote17sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote17anc"></a>17Nuzzo, <em>Conservatorismo</em>&#8230;, op.cit.</p>
</div>
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<div id="sdfootnote18">
<p><a name="sdfootnote18sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote18anc"></a>18Nuzzo, <em>Conservatorismo</em>&#8230;, op.cit.</p>
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<div id="sdfootnote19">
<p align="justify"><a name="sdfootnote19sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote19anc"></a>19<span style="font-size:x-small;">Stefan Zweig, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Il mondo di ieri</em></span><span style="font-size:x-small;">, Mondadori Milano 2009</span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote20">
<p><a name="sdfootnote20sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote20anc"></a>20<span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Carl Schmitt, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Zum Begriff des Politischen</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Duncker &amp; Humboldt Berlin.</span></span></p>
</div>
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<div id="sdfootnote21">
<p><a name="sdfootnote21sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=231&amp;action=edit#sdfootnote21anc"></a>21<span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Juan Donoso Cortés, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Il Cerchio Rimini 2007</span></span></p>
</div>
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	</item>
		<item>
		<title>Per un conservatorismo integrale</title>
		<link>http://cieloeterra.wordpress.com/2011/12/18/per-un-conservatorismo-integrale/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 08:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[SAGGI]]></category>
		<category><![CDATA[conservatorismo antico progressismo modernità eroe sacro impero imperatore teocrazia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://cieloeterra.wordpress.com/?p=228</guid>
		<description><![CDATA[ Vincenzo Nuzzo.  Conservatorismo e metafisica, ovvero per un&#8217;etica militare della purezza. (Abstract) &#160; &#160;  Il saggio da noi scritto, e qui brevemente presentato, intende essere una disamina del conservatorismo storico sullo sfondo della proposta di una visione integrale del conservatorismo. Tale visione si basa sulla tesi che il conservatorismo non può essere affatto storico ma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=228&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Vincenzo Nuzzo.  </strong></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>Conservatorismo e metafisica, ovvero per un&#8217;etica militare della purezza.</strong></em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><strong>(Abstract)</strong></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> <span style="font-family:Times New Roman, serif;">Il saggio da noi scritto, e qui brevemente presentato, intende essere una disamina del conservatorismo storico sullo sfondo della proposta di una visione integrale del conservatorismo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Tale visione si basa sulla tesi che il conservatorismo non può essere affatto storico ma solo eterno, e che quindi esso deve prendere le sue mosse da filosofi politici dell’antichità (Pitagora, Platone), a loro volta in diretta continuità con la più alta e remota metafisica universale. Nella civiltà occidentale ciò ci sembra</span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><a name="sdfootnote1anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote1sym"></a><sup>1</sup></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> sia accaduto per l’intermediazione dei pensatori greci del periodo poetico e teologico epico-eroico, epoca corrispondente, secondo la dottrina di Sorokin</span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><a name="sdfootnote2anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote2sym"></a><sup>2</sup></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, fase “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>ideazionale</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">” (e quindi religioso-trascendentalista) della civiltà greca.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Già questo lascia intravvedere i due principali aspetti del soggetto ed oggetto principale di questo saggio, e cioè l’eroe sacro. La sua identità è infatti quella del re-guerriero (</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Rex</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">) e quella del sacerdote-filosofo (</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Pontifex</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">).</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ma il raccordo tra questa corrente ininterrotta di pensiero ed il conservatorismo storico-classico, fiorito nel corso delle vicende che dalla Rivoluzione francese condussero alla Restaurazione monarchica, sottolinea un altro oggetto di questo saggio, e cioè la struttura politico-sacrale quale vincolante valore di riferimento per un il conservatorismo integrale. Ciò è in linea con la decisione del pensiero conservatore a riaffermare da un lato il valore della contemplazione</span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><a name="sdfootnote3anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote3sym"></a><sup>3</sup></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, ma nello stesso tempo anche a vincolarlo al valore stringente dell’azione. Il che, sul piano sia metafisico che religioso , equivale ad un legame indissolubile del pensiero con la politica, politica che a sua volta deve essere sacrale ed affatto laica.<span id="more-228"></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Il paradigma della struttura politico-sacrale, che è al centro della visione conservatrice integrale, vincola secondo noi quest’ultima alla scelta della costituzione politica imperal-teocratico-utopica, e più genericamente di una costituzione politica monarchica strettamente vincolata alla metafisica ed alla religione.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Proprio allo scopo di precisare meglio i contorni della propria identità, il conservatorismo integrale non può però evitare di compiere un percorso storico, procedendo oltre il conservatorismo classico della Restaurazione, confrontandosi con i fenomeni filosofico-politici del titanismo eroico nichilista sviluppatosi tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, ed infine del fascismo. Per poi alla fine trovarsi di fronte al moderno conservatorismo realista e pragmatico post-fascista (Veneziani).</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ma con quest’ultimo esso dovrà confrontarsi anche con il falso conservatorismo </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>liberal</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, laico, progressista e repubblicano, e con il franco anti-conservatorismo rivoluzionario.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ebbene questo cammino è stato percorso in questo saggio secondo la falsariga di un’articolata anatomia, geografica e storica, del complesso e variegato corpo del conservatorismo mondiale.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Rispetto a questo intero percorso storico ed alla costellazione filosofico-politica che ne scaturisce, estendendosi così entro i confini dello scenario politico-ideologico della modernità, il conservatorismo integrale rivendica il suo primato assoluto sia nel tempo, quale conservatorismo eterno, sia entro lo spazio della politica, quale ideologia della più piena purezza eroica.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Proprio per questa sua superiorità a qualunque forma di dialettica, che essa sia storica o ideale o semplicemente politica, il conservatorismo integrale non potrà riconoscersi né nella destra né nella sinistra politiche moderne. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ciò va di pari passo con il primato che in uno scritto precedente</span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><a name="sdfootnote4anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote4sym"></a><sup>4</sup></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> abbiamo rivendicato all’alta metafisica (i cui confini sono stati ben delineati dal Viola</span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><a name="sdfootnote5anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote5sym"></a><sup>5</sup></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> e dal Vallin</span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><a name="sdfootnote6anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote6sym"></a><sup>6</sup></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;">) nei confronti della filosofia, della scienza e dell’ingegneria sociale di qualunque genere. </span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Entro i confini della metafisica può essere quindi collocata la dottrina politica stessa del conservatorismo integrale, che a sua volta è fortemente decisa a rappresentare una suprema arte di governo, vale a dire l’”</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>arte regia</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">” postulata da Platone (</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Politico</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> ).</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ebbene tutto ciò trova il suo corrispettivo politico nella figura di un Re imperiale teocratico, supernazionale e politico-sacrale, quale custode di un potere assoluto in quanto sostanzialmente </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>super partes</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, ed a capo così di un Regno imperiale costituito secondo il principio della piena ed intima coesione solidale</span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><a name="sdfootnote7anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote7sym"></a><sup>7</sup></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Naturalmente un siffatto Re avrà, sul piano filosofico-politico e dell’arte di governo, una posizione radicalmente anti-ideologica, anti-scientifica, anti-tecnica, anti-utilitarista, anti-economicista, anti-edonista, risolutamente avversa allo spirito di rivolta e di progresso in qualunque sua forma (inclusa la forma democratica), così come ai valori progressisti-rivoluzionari di storia, universalismo filantropico, libertà ed egualitarismo.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Da tutto ciò deriva una posizione radicalmente anti-modernista che nel saggio è affrontata da vari punti di vista, anche sulla base della dottrina della crisi di Sorokin. Uno dei principali valori del conservatorismo integrale, anzi il tratto essenziale ed irrinunciabile della sua identità, è il valore incondizionato attribuito all&#8217;Antico (il che determina l&#8217;impossibilità per esso di essere progressista prima e rivoluzionario dopo).</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Proprio sullo sfondo della crisi costituita dalla modernità l’utopia teocratico-imperiale si propone come via di uscita politica, ponendo con forza l’esigenza di una risoluta lotta al Male.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Pertanto la visione conservatrice alla quale questo saggio cerca di dare un volto, sulla base della delineazione delle figure politico-sacrali che in essa prendono forma, tende conclusivamente da un lato alla collocazione del conservatorismo nello scenario della civiltà umana contemporanea alla prese con una crisi epocale e dall’altro ad assumere in esso il ruolo che le spetta di diritto. Tale luogo consiste con lo spazio dell’esercizio di ciò che nel saggio definiamo il “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>buon governo</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">”, ovvero un’attività politica al centro della quale vi siano la più rigorosa eticità, il valore politico-sacrale dell’ordine ed il riferimento costante a verità, idee e valori altamente metafisici.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Abbiamo già detto che al centro della visione conservatrice sostenuta in questo saggio vi è l’eroe sacro. Bisogna quindi chiarire meglio quali siano i suoi caratteri, dato che esso, come il Re-Sacerdote, è al centro anche della struttura politico-sacrale corrispondente ai valori del conservatorismo integrale.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ebbene qui si tratta di un eroe senz’altro apollineo e non invece dionisiaco, un guerriero che lotta innanzitutto per la più alta purezza e che quindi si identifica in ultima analisi con il paradigma metafisico-psicologico-religioso dell’inerme</span><sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><a name="sdfootnote8anc" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote8sym"></a><sup>8</sup></span></sup><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Infine bisogna dire qualcosa dei pensatori e pensieri sulla base dei quali si è sviluppata la riflessione contenuta in questo saggio. Oltre gli autori universalmente riconosciuti come conservatori, abbiamo sentito l’esigenza di fare un’opera di scavo e sondaggio, andando a cercare autori conservatori che non vengono usualmente considerati tali (come nel caso di Fernando Pessoa, Leopardi, Shakespeare, Dostoevskij, Maimonide, Novalis, Plutarco, Agostino, Cusano, Jakob Taubes…), ed inoltre cercando aspetti decisamente conservatori nel pensiero di pensatori che conservatori possono essere considerati solo con difficoltà (come nel caso di Simone Weil ed Hans Jonas).</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Ciò ci ha permesso da un lato di scoprire delle pietre miliari, finora rimaste nascoste, disseminate lungo il percorso di pensiero che unisce il conservatorismo antico a quello moderno e nello stesso tempo di smascherare quella “</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Nuova Inquisizione</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">” (Unamuno) che ha fatto sì che diversi pensatori o letterati venissero misconosciuti come conservatori o anche che si misconoscesse la portata conservatrice di alcune loro idee.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Altri pensieri e pensatori, sebbene senza molte difficoltà riconducibili all’universo conservatore (come nel caso di Lèon Bloy, Giordano Bruno, Mar</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">í</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">a Zambrano, Alain Finkielkraut, Leo Strauss, Hannah Arendt, Miguel de Unamuno, Huizinga, Ortega y Gasset, Edith Stein ….. ) sono stati, attraverso la nostra riflessione, posti in modo più chiaro di quanto mai sia stato fatto sotto le luci della ribalta del pensiero conservatore più integrale.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Naturalmente esistono altri autori, come ad esempio Nietzsche e lo stesso Platone con il cui pensiero bisogna necessariamente confrontarsi. E noi non ci siamo certo sottratti a questo dovere.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Per dare al lettore comunque un’idea della vasta gamma di pensieri e pensatori ai quali questo saggio in vario modo si è riferito, riportiamo qui di seguito la bibliografia da noi allestita ai margini dello scritto, anche se essa è comunque ancora in corso di completamento ed elaborazione.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Joseph De Maistre, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Della sovranità del popolo</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Editoriale scientifica Napoli 1999</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">A cura di Ilaria Ramelli, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Corpus Hermeticum</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Bompiani Milano 2006</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Platone, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Politico.</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Rizzoli Milano 2005</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Louis Dumont, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Homo hierarchicus, </em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Adelphi </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Milano, 2000</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ernst Jünger, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Rivarol. Massime di un conservatore</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Guanda Parma 1992</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Simone Weil, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>L’ombra e la grazia. </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Bompiani Milano 2002</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">William Shakespeare, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Coriolano</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Ed. Paoline, Catania 1963</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Alberto Mario Banti, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Le questioni dell’età contemporanea</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Laterza Roma-Bari 2010</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ernst Nolte, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La rivoluzione conservatrice</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Rubbettino Soveria Mannelli 2009</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Leo Strauss. </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Atene e Gerusalemme</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Einaudi Torino 1998</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Nuzzo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Elogio della Monarchia Imperiale. L&#8217;utopia politica del Corpo Solidale</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Simone Weil, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Lezioni di filosofia</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Adelphi Milano 2004</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Vincenzo</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Nuzzo</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>, La rivolta della fedeltà in nome del mistero e contro la ragione : per una filosofia che contempla, ovvero un plädoyer per una filosofia dilettante e per un monachesimo laico ed eroico. </em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Opera non pubblicata.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Carl Schmitt, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La tirannia dei valori</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Adelphi Milano 2008</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E.M. Cioran, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Storia e utopia</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Adelphi Milano 1995</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Christopher Ross, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La spada di Mishima</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Guanda Parma 2006</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Nuzzo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La mia Edith. Il racconto di un purissimo amore</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Platone, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Lettere</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Rizzoli Milano 2008</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Marcello Veneziani, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Rovesciare il ’68</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Mondadori Milano 2008</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Platone, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Repubblica. </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Laterza Roma Bari 1999</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ananda K. Coomaraswamy, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La danza di Śiva</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Adelphi Milano 2011</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Proclo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Teologia platonica,</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> Bompiani, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Milano, 2005</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Julius Evola, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>La Tradizione Ermetica</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Mediterranee Roma 2002</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Nicola Cusano , </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Il Dio nascosto, </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">a cura di Lia Mannarino. Laterza, Roma-Bari, 1995</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Isaiah Berlin, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Libertà</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Feltrinelli Milano 2010</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Joseph de Maistre, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Considerazioni sulla Francia</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Editrori Riuniti Roma 1985</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Juan Donoso Cortés, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Il Cerchio Rimini 2007</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Hans Jonas, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Il principio responsabilità</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Einaudi Torino 1993</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Albert Beguin, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Léon Bloy. Mistico del dolore</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Paoline Roma 1958</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Elias Canetti, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Masse e potere</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Adelphi Milano 2009</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Vincenzo Nuzzo, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>La grande Legione</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Hannah Arendt, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Sulla rivoluzione</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Einaudi Torino 2009</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Slavoj Žižek, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Vivere alla fine dei tempi</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Ponte alle Grazie Milano 2011</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Ernst Jünger, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Rivarol. Massime di un conservatore</em></span><span style="font-size:x-small;">. Guanda Parma 1992</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Fjodor Dostoevskij, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Il grande inquisitore</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Salani Milano 2010</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">E.M. Cioran, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Storia e utopia</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Adelphi Milano 1995</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Marcello Veneziani, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Di padre in figlio. Elogio della tradizione</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Laterza Roma-Bari 2001</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Friedrich Nietzsche, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Al di là del bene e del male</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Adelphi Milano 2006</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Fernando Pessoa. </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Odes de Ricardo Reis.</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Á</span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">tica Lisboa 1994</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Fernando Pessoa, </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Il ritorno degli dèi. Opere di António Mora</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Quodlibet 2005 Macerata</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Marcello Veneziani, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>La cultura della destra</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Laterza Roma-Bari 2004 </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">spostare ???</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Giordano Bruno</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>, Gli eroici furori</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Rizzoli Milano 2006</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Mar</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">í</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">a Zambrano, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Verso un sapere dell’anima</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> , Cortina Milano 1996</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Léon Bloy, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>L&#8217;anima di Napoleone</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Paoline Roma 1962</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Georges Vallin, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>La prospettiva metafisica</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Victrix Roma 2007</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Maimonide. </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>La guida dei perplessi</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. UTET Torino 2003</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Giordano Bruno, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La magia dei vincoli</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Filema Napoli 2008</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Novalis, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Enrico di Ofterdingen, </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Mondadori Milano 1995</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Simone Weil, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Attesa di Dio</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Adephi Milano 2008</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Satprem, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Mère. Il materialismo divino</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> Ubaldini, Roma, 1978</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Johan Huizinga, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>L’Autunno del Medioevo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Newton Compton Roma 2007</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Anne-marie Esnoul (a cura di), </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Bhagavadgītā, </em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Adelphi Milano, 1992</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Leon Bloy, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Esegesi dei luoghi comuni</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> . Ed. Paoline Roma 1961</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Max Stirner, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>L’unico e la sua proprietà. </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Adeplhi Milano 1979</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Plinio Apuleyo Mendoza, Carlos Alberto Montaner, Álvaro Vargar Llosa, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>A volta do idiota</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Odisséia Editorial, Rio de Janeiro 2007</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Leonardo Vittorio Arena, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Kamikaze. L’epopea dei guerrieri suicidi</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Mondadori, 2003</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Giacomo Leopardi, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>I canti.</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Ed. Paoline, Roma 1962</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Giamblico, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Vita pitagorica. </em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Rizzoli Milano 2008</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">L.M.A. Viola, </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Religio aeterna.</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> Victrix, Forlì 2004</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Yukio Mishima. </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Romanzi e racconti</em></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Mondadori Milano 2006</span></span></p>
<p><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Carl Schmitt, </span></span></span></span><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Teoria del partigiano</em></span></span></span></span><span style="color:#0000ff;"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Adelphi Milano 2008</span></span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Gabriele Fergola, </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Nostro signor Don Chisciotte</em></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Controcorrente Napoli 2006</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Vincenzo Nuzzo, </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Domani io tornerò</em></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Rudyard Kipling. </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>La luce che si spense. Racconti. </em></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Fabbri Milano 1964.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;">Friederich Wilhelm Joseph Schelling, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><em>Filosofia della rivelazione.</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"> Bompiani Milano 2002</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Josè Ingenieros, </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>El hombre medíocre. </em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Editora do Chain, Curitiba.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Roger Scruton. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Manifesto dei conservatori.</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> Cortina Milano 2007</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Nuzzo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Del potere, della libertà, del diritto e della guarigione &#8211; Considerazioni a margine di</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Filosofia della Rivelazione. </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">In: a cura di Felice Casucci, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Diritto di parola</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Edizioni Scientifiche Italiane Napoli 2010.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Nuzzo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Diritto e Metafisica</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Opera in corso di pubblicazione.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Karl Barth, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>L&#8217;Epistola ai Romani</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Feltrinelli Milano 2009</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Alain Finkielkraut. </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>L’ingratitudine</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Excelsior 1881 Milano 2007</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Giambattista Vico</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>, La scienza nuova. </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Rizzoli Milano 1977</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Nuzzo. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Timeo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Vincenzo Nuzzo, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Il silenzio significativo nel diritto, ovvero il silenzio vitale e raccolto dell’inerme.</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> In corso di pubblicazione</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Jacob Taubes, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Messianismo e cultura.</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> Garzanti Milano 2001</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Julius Evola, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Rivolta contro il mondo moderno, </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Ed. Mediterranee Roma 1998</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Alessandro Bausani (a cura di), </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Testi religiosi zoroastriani</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Edizioni Paoline Roma</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Carl Friedrich von Weizsäcker, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Die Einheit der Natur. </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">DTV München 1995</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Hans – Christian Hoppe, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Democrazia : il dio che ha fallito , </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Liberilibri Macerata, 2005</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Helmut Schoeck, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>L’invidia e la società, </em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Liber libri Macerata 2005</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Thibault Isabel, </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Il campo del possibile</em></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Controcorrente Napoli 2009</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Gioacchino Volpe, </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Il Medioevo</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Sansoni. Firenze 1979</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Simone Weil, </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La prima radice</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. SE Milano 1990</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Karl Jaspers, </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Del tragico</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, SE Milano 2008</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Yukio Mishima, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La spada</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. SE Milano 2009</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Edmund Husserl,</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em> La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale. </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">I</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">l Saggiatore. Milano. 2008</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Fernando Pessoa, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>O banqueiro anarquista</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Dejanira Couto, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Historia de Lisboa.</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Erico Verissimo. </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>O continente</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Companhia Das Letras São Paulo 2009</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Johann Wolfgang Goethe, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Faust</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Garzanti Milano 2004</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Pavel Evdokimov, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Dostoevskij e il problema del male</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Città Nuova Roma 1998</span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Vincenzo Nuzzo, </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Napoli, istruzioni per l’uso</em></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Fjodor Dostoevskij, </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>I fratelli Karamàzov</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Mondadori Milano 2010</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Pitirim A. Sorokin. </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La crisi del nostro tempo</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Arianna Casalecchio 2000</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Friedrich Nietzsche, </span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La volontà di potenza</em></span></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Newton Compton Milano 2005</span></span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Julius Evola, </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Il Federalismo imperiale</em></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Controcorrente, Napoli, 2004</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Yukio Mishima. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Lezioni spirituali ad un giovane samurai. </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Feltrinelli Milano 2006</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Yamamoto Tsunetomo, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Hagakure.</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Il libro segreto dei samurai,</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Mondadori Milano 2009</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Hannah Arendt, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Vita activa, </em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Bompiani Milano, 2008</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Giuseppe Cesare Abba, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Da Quarto al Volturno.</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Istituto Poligrafico di Stato Roma 1956</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Friederich Nietzsche, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La nascita della tragedia.</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> Adelphi Milano 1981</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Stefan Zweig, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Il mondo di ieri</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, Mondadori Milano 2009</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Joseph Roth, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>La marcia di Radetzky</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Carl Schmitt, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Il nomos della terra</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Adelphi Milano 2003</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Friedrich Wilhelm Joseph Schelling, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Filosofia della Rivelazione, </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Bompiani Milano 2002</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Mircea Eliade</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>. Lo sciamanismo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">A cura di Rolando Damiani. </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Leopardi. Poesie e Prose.</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Mondadori 1996</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Josè Ingenieros, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>El hombre medíocre. </em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Editora do Chain, Curitiba.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Miguel de Unamuno, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Del senso tragico della vita. </em></span><span style="font-size:x-small;">SE Milano 2003</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Platone, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Parmenide</em></span><span style="font-size:x-small;">.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Gioacchino Volpe, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Il Medioevo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Sansoni. Firenze 1979</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Raimon Panikkar, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>I Veda</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Rizzoli Milano 2008</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Giulio Busi ( a cura di),</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em> Zohar, Il libro dello splendore, </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Einaudi 2008</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Nuzzo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Domani io tornerò</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Carl Schmitt, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Der Begriff des Politischen</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Duncker &amp; Humboldt Berlin</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Josè Ortega y Gasset, </span><span style="font-size:x-small;"><em>La ribellione delle masse. </em></span><span style="font-size:x-small;">SE Milano 2001</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">H.M. Broder</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>,</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Bin ich verrückt oder sind es die anderen</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Frankfurter Allgemeine Zeitung, 25/06/07</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Renè Guénon, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Introduzione generale allo studio delle dottrine indù</em></span><span style="font-size:x-small;">. Adelphi Milano 2005</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Miguel de Unamuno, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Del senso tragico della vita. </em></span><span style="font-size:x-small;">SE Milano 2003</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Francisco Elias de Tejada, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Napoli spagnola</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Controcorrente Napoli.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Gustave Thibon, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Ritorno al reale, </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Effedieffe </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Milano, 1998</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Plutarco. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Vite parallele</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">William Shakespeare, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Coriolano</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Ed. Paoline, Catania, 1963.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Agostino di Ippona, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Amore assoluto.</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> Rusconi Milano 1994</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Simone Weil, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Prima radice</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Edith Stein, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Potenza ed atto. </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Città Nuova Roma 2003.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Aldoul </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Huxley. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Philosophia perennis</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">William </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Shakespeare, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Re Lear</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Agostino di Ippona, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La natura del bene</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Bompiani Milano 2001</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">FriedrichNietzsche, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Così parlò Zarathustra</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">..</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Joseph de Maistre, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Le serate di Pietroburgo.</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> Paoline Roma 1962</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Dionigi L&#8217;Areopagita. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Von dem Namen zum Unnenbaren</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Johannes Freiburg 2002</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Vladimir Solov’ëv, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Sulla bellezza, </em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Edilibri Milano 2006</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Proclo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Teologia divina</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Karl Popper, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>A pobreza do historicismo</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Jiří Langer, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Le nove porte</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Adelphi Milano 2008</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Nuzzo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>I sistemi di senso e lo sviluppo</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Edith Stein, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Endliches und ewiges Sein</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Julius Evola, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Lo Yoga della potenza.</em></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Plotino, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Enneadi</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Romano, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Meditazioni sui sacramenti.</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">William Shakespeare, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Riccardo II</em></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Jakob Böhme, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>L&#8217;impronta delle cose</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Luis de Camões. </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Os Lusíadas</em></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Arthur Schopenhauer, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Paraerga e Paralipomena</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Simone Weil, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>L&#8217;attesa di Dio</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Edmund Husserl, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La crisi</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Porfirio, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>L’antro delle ninfe</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. Adelphi Milano 2006</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Emmanuel Lévinas, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Totalità ed infinito</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Jaca Book, Milano 2006</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">J. Krishnamurti. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La sola rivoluzione. </em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Astrolabio Roma 1973</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Nicola Cusano, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La dotta ignoranza</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Francisco de Tejada, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La monarchia tradizionale</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Controcorrente Napoli 2001</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Edith Stein, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Die Frau</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:small;"><span style="font-size:x-small;">Sofocle, </span><span style="font-size:x-small;"><em>Antigone</em></span><span style="font-size:x-small;">. In: A cura di Diego Del Corno. Sofocle: </span><span style="font-size:x-small;"><em>Edipo Re. Edipo a Colono. Antigone</em></span><span style="font-size:x-small;">, Mondadori Milano 2010</span></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">A cura di Paolo Scarpi, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Le religioni dei misteri</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Mondadori Milano 2007</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Alexander Lernet-Holenia, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Il conte di Saint Germain</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Platone, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Fedone</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Edith Stein, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Lettere a Roman Ingarden</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Biblioteca Vaticana Città del Vaticano 2001</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Eschilo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Prometeo incatenato</em></span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Vincenzo Nuzzo, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Il poeta, un fesso che ascolta</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">Jorge Luis Borges</span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">. </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>Cos’è i</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>l buddhismo?</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Yukio Mishima. </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Morte di mezza estate.</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Guanda Parma 2009</span></p>
<div id="sdfootnote1">
<p><a name="sdfootnote1sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote1anc"></a>1 <span style="font-family:Times New Roman, serif;">Vincenzo Nuzzo, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>La rivolta della fedeltà in nome del mistero e contro la ragione : per una filosofia che contempla, ovvero un plädoyer per una filosofia dilettante e per un monachesimo laico ed eroico.</em></span></p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><a name="sdfootnote2sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote2anc"></a>2 <span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">Pitirim A. Sorokin. </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>La crisi del nostro tempo</em></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">. Arianna Casalecchio 2000</span></span></p>
</div>
<div id="sdfootnote3">
<p><a name="sdfootnote3sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote3anc"></a>3 <span style="font-family:Times New Roman, serif;">Nuzzo</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>, La rivolta</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">…, op.cit.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote4">
<p><a name="sdfootnote4sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote4anc"></a>4 <span style="font-family:Times New Roman, serif;">Nuzzo</span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>, La rivolta</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">…, op.cit.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote5">
<p><a name="sdfootnote5sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote5anc"></a>5<span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;">L.M.A. Viola, </span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Religio aeterna.</em></span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Victrix, Forlì 2004</span></span></p>
</div>
<div id="sdfootnote6">
<p><a name="sdfootnote6sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote6anc"></a>6<span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"> Georges Vallin, </span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>La prospettiva metafisica</em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:x-small;">, Victrix Roma 2007</span></span></p>
<p> <span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Vincenzo Nuzzo, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Elogio della Monarchia Imperiale. L&#8217;utopia politica del Corpo Solidale</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote8">
<p><a name="sdfootnote8sym" href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#sdfootnote8anc"></a>8<span style="font-family:Times New Roman, serif;"> Vincenzo Nuzzo, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Domani io tornerò</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">; Vincenzo Nuzzo, </span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><em>Il silenzio significativo nel Diritto</em></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;">, op. in via di pubblicazione</span></p>
</div>
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		<title>Corrispondenza su Napoli</title>
		<link>http://cieloeterra.wordpress.com/2011/06/25/214/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 17:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[Borboni]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo V]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Saviano]]></category>

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		<description><![CDATA[Corrispondenza su Napoli   Dal Pediaforum, mese di Giugno 2011   25.06.11 &#160; Vorrei chiedere al dottor Nuzzo e al dottor Improta quale e&#8217; la loro opinione sul problema della spazzatura a Napoli, quali potrebbero essere le strade per uscirne e se, a loro parere , ci sono le condizioni per avere rischi sanitari o [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=214&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Corrispondenza su Napoli</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dal Pediaforum, mese di Giugno 2011</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>25.06.11</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vorrei chiedere al dottor Nuzzo e al dottor Improta quale e&#8217; la loro opinione sul problema della spazzatura a Napoli, quali potrebbero essere le strade per uscirne e se, a loro parere , ci sono le condizioni per avere rischi sanitari o  rivolte sociali.</p>
<p>grazie.</p>
<p>Dr. Nino Contiguglia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>25.06.11</p>
<p>Caro Nino,</p>
<p>a mio modestissimo parere, il problema della spazzatura a Napoli si riassume perfettamente in un episodio da me vissuto l’altra sera insieme a mia moglie e mia figlia.</p>
<p>Eravamo diretti ad un famoso ristorante di pesce della Riviera di Chiaia per festeggiare il mio compleanno, ma il pesce, e marcio (insieme a svariate altre immondezze), lo abbiamo trovato per strada. Gli abitanti del quartiere (tipico esempio di quartiere napoletano, dove la più alta <em>noblesse</em> di mescola alla lazzaritudine più verace, ovvero atroce) avevano pensato bene di rovesciare per strada tutti i contenitori della spazzatura ingombrando così completamente la sede stradale. Così che i pneumatici delle auto che intanto faticosamente cercavano di farsi strada tra le barricate di immondizia, facevano scoppiare uno ad uno i sacchetti, in modo che il loro nauseabondo contenuto ne veniva rovesciato all’esterno.</p>
<p>Mia figlia, molto sensibile, ha quasi vomitato per l’insopportabile puzzo. E, così, spaventata si è messa a piangere.<span id="more-214"></span></p>
<p>E questo pianto aveva un senso, perchè l’orrore di una scena come questa può essere paragonata solo alla descrizione dei fetidi abominii della spiritualità indiana, fatta da Yukio Mishima a Benàres (<em>Il mare della fertilità</em>). Insomma, ancora una volta Napoli come la più occidentale delle città dell’Oriente (non ricordo più chi lo disse).</p>
<p>Ebbene, qual è il senso profondo di questo orrore?.</p>
<p>È, a mio avviso, appunto nel fatto che si tratta di una scena di orrore ordinario, proprio come potrebbe essere una scena di guerra (leggi: <em>La pelle</em>, di Curzio Malaparte).</p>
<p>Il nauseabondo contenuto dei sacchetti rovesciato in strada non rappresenta altro (pittoricamente: Caravaggio) che delle viscere proiettate all’esterno, le viscere purulente e corrotte per costituzione di quella laida baldracca che è Napoli nel profondo della sua anima. Una puttana nata, che ti seduce con la sua sconvolgente e bellezza e poi ti tradisce. Immancabilmente!.</p>
<p>È Napoli che mette in scena sé stessa, e nel modo sguaiato ed irridente che le è usuale. Ella, infatti, da demoniessa che è (una vera <em>Lilit</em>),  gode immensamente nello stupire e scandalizzare mostrando le sue vergogne (così nei riti eleusini e dionisiaci le donne scoprivano irridentemente i genitali). Così come, nel corso di un altro atto della sua eterna Rappresentazione, ella godrà, da grande zoccola che è, nell’ingannarvi con le sue profumate leggiadrie (…<em>Pusilleche addiruso</em>).</p>
<p>Guardatevi la parte recitata da Pietra Montecorvino in <em>Passione</em> di John Turturo, e ditemi se non è proprio così!.</p>
<h1>Orbene, i Napoletani non sono che gli attori di questo immenso Dramma cosmico, che, però, attenzione, non riguarda solo Napoli bensì il mondo intero (per questo, come dice Pino Daniele : <em>a sape tutt’o munno!</em>). Napoli non è altro che una rappresentazione dell’immenso dramma della caduta.</h1>
<h1>Ma essi, i Napoletano, sono attori che non escono mai dalla parte, ovvero che sono ad essa incatenati e resi schiavi da una profonda inconsapevolezza, che fa così a di essi gli esseri che ho descritto in un libro da poco terminato (<em>Napoli. Manuale per la decifrazione della città dei figli del Vulcano ‒ ovvero invito ad una lettura metafisica del fenomeno “Napoli”</em> ),  ovvero dei veri e propri automi della Potenza negativa che vive nelle viscere di questa terra, ovvero dei veri e propri <em> figli del Vulcano</em>.</h1>
<p>Ciò spiega a mio avviso perfettamente l’episodio menzionato, così come l’intera problematica.</p>
<p>Non riesco a prendere parte alle continue discussioni che si tengono qui, in grande ed in piccolo, sul tema della spazzatura. E ciò perché, esattamente come accade per il calcio, tutti dispongono di ineccepibili e sapientissime visioni tecniche del problema. Tutte queste visioni trascurano però proprio l’essenza, ovvero ciò senza cui non si può capire il problema stesso. Perché, per comprendere questo problema, bisogna prima aver compreso il senso di Napoli. E siccome questo senso è metafisico, e la metafisica non è affatto più di moda, anzi è segno di infamia per chi la coltiva e la professa, allora di fatto nessuno è disposto a guardare veramente in faccia alle cose come sono.</p>
<p>Insomma, in sintesi ed in parole poverissime, il problema della spazzatura a Napoli ha come unico ed integrale responsabile l’anima napoletana. E ciò nelle sue versioni gerarchicamente elevate (gli amministratori che fanno in modo da non affrontare radicalmente il problema) e nelle sue versioni gerarchicamente più basse (nel volgo che crede di risolvere il problema nell’unico modo che da sempre conosce : la sorda, cieca ed assolutamente non costruttiva rivolta!)</p>
<p>Insomma : il problema della spazzatura a Napoli è Napoli. E naturalmente i Napoletani.</p>
<p>Ovvero, come mi disse una volta il grande Raffaele La Capria : “<em>Napoli non è una città, ma un problema</em>!”.</p>
<p>Appunto, aggiungerei, un problema metafisico!.</p>
<p>Saluti</p>
<p>Vincenzo Nuzzo</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Da:</strong> Antonio Improta</p>
<p><strong>Inviato:</strong> lunedì 27 giugno 2011 20.35<br />
<strong>A:</strong> <a href="mailto:pediaforum@pediatriadifamiglia.it" target="_blank">pediaforum@pediatriadifamiglia.it</a><br />
<strong>Oggetto:</strong> Re: [Pediaforum] Re: [SPAM][Pediaforum] R: [Pediaforum] R: Re: [Pediaforum] spazzatura a Napoli</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Carissimi vi invito a riascoltare Saviano in &#8220;vieni via con me&#8221;, di qualche mese fa:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=yM5pLY0ggzo" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=yM5pLY0ggzo</a></p>
<p>Senza negare ovviamente le tesi antropologiche culturali e metafisiche di Enzo o quelle storiche di Edoardo.</p>
<p>Riguardo però ad un punto delle tesi di Enzo ho forti dubbi: in un mondo sempre più globalizzato dalla condivisione di mode, comportamenti,abitudini, etc. etc, ha ancora senso parlare di &#8220;napoletanità&#8221;, mi spiego meglio: <strong>il popolano di Napoli è così diverso da quello di Roma, Milano, Palermo o Parigi !? </strong>Io credo di no.</p>
<p>Comunque questa volta c&#8217;è qualcosa che non quadra: alcune zone di Napoli sono pulite, altre non solo non lo sono, ma sono devastate da gruppi esasperati (o aizzati?) che bruciano i cumuli. Mi sa che De Magistris dia fastidio a qualcuno ben organizzato in &#8230;..clan. Comunque c&#8217;è sicuro una cabina di regia dietro tutta la vicenda e non solo oggi.</p>
<p>Un caro saluto. Antonio Improta, pediatra, napoletano <strong>verace</strong> dalla notte dei tempi &#8230;orgoglioso di esserlo, tifoso del Napoli, simpatizzante del movimento neo-borbonico e oggi triste per la sua amata/odiata città. PS:<em>Berlino mi piace ma non ci vivrei.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il giorno 28 giugno 2011 06:16, Vincenzo Nuzzo ha scritto:</p>
<p>No, non è così, Antonio.</p>
<p>Se noi potessimo essere incondizionatamente fieri di essere napoletani, senza dover affrontare, nell’esserlo,  un’enorme problematicità (metafisica prima ancora che morale), a Napoli non esisterebbe il problema dell’immondizia. Comprendo la tua rivendicazione (sarei lieto anch’io di poterla fare!), ma il fatto è che non si può dire “<em>sono fiero di essere napoletano</em>” senza scontrarsi con un’enorme contraddizione, rappresentata essenzialmente dalla colpa collettiva.</p>
<p>Il resto è pura e vuota dietrologia, di cui la sinistra ( primo della lista Saviano) è maestra. La colpa è sempre di qualche altro, mai nostra, per cui possiamo stare tranquilli e sentirci fieri. Ciò che abbiamo ogni giorni sotto i nostri occhi non è opera nostra, ma è sempre opera di qualche complotto anti-napoletano (spagnoli, borboni, piemontesi, nordisti, americani, camorra…)</p>
<p>Eppure, se esiste la camorra è in fondo perché noi le permettiamo di esistere. E non solo perché siamo vili, ma soprattutto perché in fondo camorristi nell’anima lo siamo quasi tutti. Basta mettersi in una fila alla posta o immergersi nel traffico cittadino per rendersene conto subito.</p>
<p>No, Antonio, sarei lieto più di chiunque, se si potesse veramente essere fieri di essere napoletani. Ma purtroppo, se si è veramente onesti con sé stessi, non si può.</p>
<p>Cari saluti da Napoli</p>
<p>Vincenzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>28.06.11</p>
<p>Caro Enzo</p>
<p>mi dispiace ma per una volta non sono d&#8217;accordo. Già il solo fatto di viverci a Napoli e comportarsi bene (ispirandosi ad un&#8217;etica che prescinda dall&#8217;esistenza o meno di un dio) è eroico <em>(ne parlammo una volta  in treno andando a Roma. c&#8217;era anche Benny</em>), ma a Napoli ci sono e ci sono stati esempi luminosi in ogni settore della vita sociale e culturale. Saviano ha raccontato fatti, prelevati dalle cronache giudiziarie e non possiamo semplicisticamente definirlo di sinistra &#8230; De Magistris avrà pure modi da &#8220;Masaniello&#8221; ma rappresenta un voto anti-camorra, di opinione, trasversale alla destra ed alla sinistra, che testimonia che Napoli non si riconosce nella parte marcia che genera quanto vediamo tutti i giorni sotto i nostri occhi.</p>
<p>Tu sei colpito da una <em>saudade </em>universale che posso capire e vivere (talvolta) anche io, ma che non deve farci alzare bandiera bianca !!!</p>
<p>Io non mi arrendo e non fuggirò, anche se auguro ai miei figli di non viverci a Napoli per non dovere lottare tutti i giorni e per ogni cosa.</p>
<p>Ti abbraccio. Antonio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>29.06.11</p>
<p><strong>Io amo Napoli…!</strong></p>
<p>Non posso certo aspettarmi che tu sia sempre d’accordo con me.</p>
<p>Vedi, Antonio, il principale problema di Napoli è che si debba parlare di Napoli. Raffaele La Capria ha dedicato a questo concetto tutta la sua opera. Il principale guaio è insomma che Napoli sia un tema.</p>
<p>Ciò che La Capria però non comprende è che il fatto che Napoli sia un tema, non è affatto un aspetto né casuale né marginale. Si tratta invece di un aspetto centrale, in quanto determinato, anzi imposto, da una determinazione (appunto) estremamente negativa che caratterizza in profondità l’identità di questa città.</p>
<p>Pertanto non si può essere consapevolmente ed onestamente “<em>napoletani</em>” senza porsi con serietà mortale (con timore e tremore) il problema di quest’identità, identità inequivocabilmente negativa.</p>
<p>Non farlo significa non essere napoletani consapevoli ed onesti, ed in definitiva non amare veramente questa città.</p>
<p>E pertanto affermare “<em>sono fiero di essere napoletano</em>” è l’affermazione più chiara possibile del rifiuto di prendere atto dell’identità negativa della nostra città, ovvero il modo più chiaro per affermare la propria indifferenza. Ed è questa del resto l’indifferenza atavica che ha fatto di Napoli ciò che è, lasciando che l’identità negativa si esplicasse indisturbata.</p>
<p>È questo, purtroppo,  e dobbiamo rendercene conto. È questo il dramma, ma in un certo senso il privilegio infinito, di essere napoletani. Chi ama veramente Napoli, deve avere il coraggio eroico di dire : “<em>Io odio Napoli e non sono affatto fiero di essere napoletano</em>”. Dobbiamo quindi finalmente bruciare tutte quelle T-shirt e bandiere!</p>
<p>Perché sarebbe solo se molte persone diventassero finalmente capaci di dire questo che inizierebbe veramente il riscatto di Napoli. Si tratta di superare finalmente la tanta deteriore oleografia e mitologia auto-apologetica (l’”<em>auto-referenzialità</em>”, diceva La Capria), spogliarsi di questa veste soffocante ed oppressiva, che è la causa principale dell’acquiescenza tollerante che ci fa accettare le piccole e grandi cose che fanno di Napoli ciò che tristemente è. Dobbiamo liberarci del mito della “<em>cartolina</em>” (Nuzzo), della “<em>città balneare</em>” (La Capria).</p>
<p>Solo allora, ovvero solo quando saremo diventati tristi e severi, e non più ridanciani pagliacci, “<em>simpatici per definizione</em>” (come ci chiamano i napoletani tutti in non-napoletani, che dicono “<em>io amo Napoli</em>!”, solo per non essere costretti a dire che a loro Napoli fa schifo!), solo allora vi saranno speranze che Napoli cambi.</p>
<p>E questo non significa affatto alzare bandiera bianca, anzi è l’esatto contrario!.</p>
<p>Tu sai che io non sono affatto il tipo da alzare bandiera bianca, e se non mi sento affatto neo-borbonico, ma semmai neo-carloquintista, nella bandiera bianca, la bianca e severa bandiera borbonica, vedo il simbolo di un’antica fierezza che potrebbe essere di nuovo nostra se finalmente decidessimo di essere eroi, ma nel modo più radicale possibile, ovvero in nome di un inflessibile sogno utopico.</p>
<p>La Napoli ideale è sopra di noi, nel cielo, come la Bersabeia di Calvino. Per raggiungerla dobbiamo divenire capaci di ascendere.</p>
<p>Cari saluti</p>
<p>Vincenzo Nuzzo</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Il 29/06/2011 10.57, Antonio Improta ha scritto:</p>
<p>Caro Enzo</p>
<p>se rileggi la mia ultima mail, vedi che,  anche se in modo molto più prosaico, traspare nelle mie parole quanto tu affermi. D&#8217;altronde scrivevo di amore/odio &#8230;essere fieri di essere napoletani non credo significhi <em>rifiutarsi di prendere coscienza della negatività della nostra città nè esserne indifferenti</em>&#8230;anzi l&#8217;esatto contrario: amarla e soffrire di vederla in queste condizioni.</p>
<p>Un caro saluto. Antonio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>29.06.11</p>
<p>Antonio, purtroppo il nutrire amore-odio non basta affatto!.<br />
il fatto stesso di sentirsi incondizionatamente &#8220;<em>fieri di essere napoletani</em>&#8221; (come tu hai detto di essere), è già di per sè complicità con l&#8217;identità negativa.<br />
E&#8217; spaventoso, è triste, è disperante, sono d&#8217;accordo. Ma è così. Dobbiamo capire questo. Dobbiamo smantellare alla radice il deteriore mito di Napoli, per poter iniziare un vero nuovo capitolo. Di un&#8217;identità si può essere fieri solo se vi sono motivi oggettivi per esserlo. E a Napoli non ve ne è nemmeno uno. Nemmeno l&#8217;esistenza di pochissimi onesti e bene intenzionati, come te, me, e diversi altri, è sufficiente!. Napoli deve cessare di essere un luogo mitologico ed una necessità metafisica, e deve divenire una città normale, che si possa amare senza dover nello stesso tempo annegare nella disperazione.<br />
Quanta gente se n&#8217;è già andata per questo!. Ed hanno fatto bene. Perchè non è il restare soffrendo che servirà a salvare Napoli. Bisogna che ci sia finalmente la possibilità per restare in modo sereno, produttivo, felice.<br />
Capisco il tuo disappunto e la tua disperazione. Ma dobbiamo, o meglio dovremmo, trovare finalmente il coraggio di essere radicali.<br />
Lo so che è difficilissimo, ma mi sembra veramente l&#8217;unica strada. Il resto sono inutili chiacchiere, inclusa anche la dietrologia saccentona alla Saviano, che intanto ha avuto modo abbondantemente di costruire il suo personale mito sulle macerie prodotte dalla raffigurazione del risvolto oscuro (ma attenzione non metafisico!) di Napoli.<br />
Perdonami l&#8217;insistenza ma è veramente essenziale.<br />
Vincenzo</p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Il caso Battisti rivela la natura dell’identità basiliana?.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 15:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[america latina]]></category>
		<category><![CDATA[battisti]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[lula]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando due giorni fa è stata resa nota la sentenza dell&#8217;Alta Corte di Justiça brasiliana, che mandava definitivamente libero il pluri-omicida terrorista italiano Cesare Battisti, non sono riuscito più a darmi pace. Pertanto ho scritto di quà e di là, manifestando come potevo la mia rabbia. I politici italiani, che evidentemente, da autentici liberal [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=209&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando due giorni fa è stata resa nota la sentenza dell&#8217;Alta Corte di Justiça brasiliana, che mandava definitivamente libero il pluri-omicida terrorista italiano Cesare Battisti, non sono riuscito più a darmi pace.</p>
<p>Pertanto ho scritto di quà e di là, manifestando come potevo la mia rabbia.</p>
<p>I politici italiani, che evidentemente, da autentici <em>liberal </em>quali sono, erano molto più preoccupati degli affari che dell&#8217;onore del nostro paese, hanno espresso la loro piuttosto timida protesta formale, credendo così di aver messo a posto la loro coscienza. L&#8217;opinione pubblica, occupata a sua volta con le consuete distrazioni, di fatto tace.</p>
<p>È dunque con questo cupo spirito che mi sono accinto a scrivere questo articolo, che rappresenta l&#8217;unica forma a mia disposizione per assolvere all&#8217;obbligo che sento di prendere posizione rispetto a ciò che è accaduto.</p>
<p><span id="more-209"></span></p>
<p>Ma insomma cos&#8217;è accaduto?.</p>
<p>È accaduto che la suprema corte di giustizia di un paese che pretende di avere peso ed importanza nel panorama politico mondiale ha preso una decisione pavida, oltre che sfrontata, le cui motivazioni sono puramente politiche. Esse si rifanno infatti soltanto alla decisione presa dal presidente Lula alla fine del suo mandato, di non concedere, appunto per motivi puramente (o meglio bassamente) politici, l&#8217;estradizione di Battisti richiesta dall&#8217;Italia.</p>
<p>E qual&#8217;è la natura di tali motivazioni politiche?.</p>
<p>Esse risiedono solo e soltanto nel fatto che, come giustamente sottolineano Mendoza, Montaner e Llosa (<em>El regreso del idiota</em>) nella loro descrizione dell&#8217;identità dell&#8217;<em>idiota</em> politico latino-americano, Lula si sente legato da uno spirito di solidarietà con le posizioni della sinistra “<em>cannibale</em>”, ovvero quella degli Chavez, Castro e Morales, la quale domina comunque incontrastata il suo continente.</p>
<p>È accaduto, inoltre, che la diplomazia brasiliana, almeno per come appare dalla disgustosa intervista concessa il 9 di Giugno alla rete Globo da un <em>diplomatico</em> brasiliano (di cui ignoro in nome),  pare essersi schierata sulle posizioni giustificate solo dall&#8217;attaccamento alla poltrona.</p>
<p>Non diversamente è del resto spiegabile la rilassata <em>non chalance</em>, peraltro tipicamente brasiliana, con la quale il summenzionato personaggio si è fatto crudelmente e sfrontatamente beffe del valore politico, giudiziario, morale e sentimentale, delle rivendicazioni italiane ‒ affermando tra l&#8217;altro che, se è comprensibile il nostro disappunto, prima o poi il buon senso ci farà cambiare idea. Insomma, come ha detto il sublime personaggio, i crimini di   Battisti, se mai veramente compiuti, risalgono a troppo tempo fà per non dover essere oggi condonati.</p>
<p>Insomma questo è tutto?!.</p>
<p>Non si tratta affatto della giustizia e del bene offesi e calpestati da un assassino. Non si tratta delle sofferenze da lui causate a tante famiglie. Si tratta invece di un affare del tipo di quelli da discutere standosene seduti comodamente davanti ad un bar di Ipanema, mentre si guarda sculettare la famosa <em>mossa bonita</em>, sorbendosi una <em>Caipirinha</em> o un <em>chopinho</em> e fumandosi un buon <em>charuto</em>.</p>
<p>Se questa è la posizione di un diplomatico brasiliano, ciò deve far interrogare profondamente su quale sia la vera identità di questo paese. Ma questo lo vedremo più avanti.</p>
<p>Infine è accaduto che l&#8217;Alta Corte di Justiça brasiliana, adottando l&#8217;argomento della lesa sovranità nazionale, non ha fatto altro che usare quest&#8217;ultima come arma contro un&#8217;altra sovranità nazionale, la nostra, lesa in modo ben più mortale nella sua dignità e nei suoi diritti. E questo non può essere considerato in altro modo che come un vero e proprio atto di guerra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E dunque quali sono le conclusioni di tutto ciò?.</p>
<p>Non intendo soffermarmi sulla qualità politica e morale di Ignacio Lula da Silva, perchè diventerei offensivo. E per lo stesso motivo non intendo soffermarmi sulle qualità tecniche e morali di diplomatici come quelli intervistati dalla rete Globo, così come dei membri dell&#8217;Alta Corte di Justiça brasiliana che hanno votato a favore di quella che è più una vergogna che una sentenza.</p>
<p>Tuttavia devo necessariamente soffermarmi su ciò che, almeno stano ai fatti, viene da tutto ciò rivelato sulla vera natura dell&#8217;identità brasiliana.</p>
<p>Molti intellettuali di questo paese si sono interrogati profondamente su questo tema  e peraltro in modo non poco critica ‒ Paulo Prado, Sérgio Buarque de Holanda, Moacyr Scliar&#8230;&#8230;..</p>
<p>Proprio pochi anni orsono, nel 2005, comparve sulla Zero Hora di Porto Alegre un istruttivo inserto dedicato alla discussione sulla cosiddetta <em>cordialidade brasileira </em>(con articoli di Kathrin Holzemayr Rosenfeld, Mario Helio<em>, </em>e<em> </em>Lawrence Flores Pereira) , ovvero il mito del tutto illusorio di cui è vittima l&#8217;intera coscienza nazionale (peraltro in modo non molto diverso da ciò che accade nel nostro paese con il preconcetti degli <em>“italiani brava gente”</em>), secondo il quale il Brasile sarebbe costituzionalmente immune da ogni spirito di ingiustizia e di crudeltà.</p>
<p>Tutto ciò è già sufficientemente contraddetto dagli immani massacri di indigeni che, fin dall&#8217;inizio, accompagnarono la costituzione della nazione, e che spinsero poi alla cacciata dei Gesuiti sotto la pressione esercitata sull&#8217;allora governo coloniale portoghese da parte dei ricchi <em>fazendeiros</em>.</p>
<p>E non si può certo dire che di ciò si avvantaggiassero i soli padroni portoghesi, e non invece i brasiliani, visto che quegli stessi ricchi <em>fazendeiros</em> sarebbero stati poi i protagonisti della lotta anti-coloniale, rivolta essenzialmente alla riappropriazione da parte dei <em>nativi</em> della ricchezza nazionale.</p>
<p>Inoltre Buarque de Holanda (<em>Raízes do Brasil</em>) mise in luce con grande acume come l&#8217;atteggiamento che da sempre guidò l&#8217;<em>élite</em> economica e politica di questo paese, portoghese prima ma squisitamente brasiliana poi, si riassumesse nell&#8217;aspirazione ad una vita di piaceri a spese del lavoro di altri, ovvero gli schiavi. Ed inoltre sia Paulo Prado (<em>Retrato do Brasil</em>) che il compianto Moacyr Scliar  (<em>Saturno nos trópicos</em> ) misero in luce come tutto ciò si esprimesse nella febbrile fame di piaceri e di eccessi che caratterizza tipicamente  l&#8217;<em>homo brasiliensis</em>, causa a sua volta della sua cronica e storica estenuazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma tutto ciò passa in secondo piano davanti all&#8217;esemplarità, per l&#8217;interpretazione dell&#8217;identità brasiliana, di tutto ciò che si è rivelato nel modo in cui in questo paese è stato tratto il caso Battisti. Insomma, non vorremmo trarre da tutto ciò conclusioni ingiustificate, ma sta di fatto che si tratta dell’immagine ufficiale che il Brasile stesso ha inteso dare di sé in questa circostanza.</p>
<p>Ed il contenuto dell&#8217;intervista sopra menzionata ne è una manifestazione inequivocabile.</p>
<p>Quale può essere allora, alla luce di tutto ciò, la fonte della sovrana <em>non chalance</em> del diplomatico brasiliano nel discutere il caso Battisti, difendendo a spada tratta le infami decisioni del governo e delle istituzioni del suo paese?.</p>
<p>Lo ripeto più che interpretare  non faccio altro che stare ai fatti, ossia a ciò che il Brasile ha voluto mostrare di sé.</p>
<p>Evidentemente la fonte di un tale atteggiamento è inequivocabilmente la passione sviscerata per il popolo, cui il diplomatico in questione appartiene, per un certo languore apatico e godereccio, il quale a sua volta rende capaci di un&#8217;incredibile indifferenza rispetto a grandi questioni, soprattutto di morale politica.</p>
<p>Ed il fatto che il brasiliano sia effettivamente un essere cordiale e compassionevole, molto capace sul piano personale di prendere a cuore la sofferenza degli altri, non diminuisce ed anzi accentua questo vizio. In quanto ciò indica che egli inclina a sostituire la rigorosa coscienza morale con uno spicciolo sentimentalismo, che tutto sommato finisce per essere di maniera, e pertanto inequivocabilmente ipocrita.</p>
<p>Non a caso proprio questo veniva sottolineato nel menzionato inserto della Zero Hora, mettendo in luce la deteriore aspirazione della mitologia propria della <em>cordialidade</em> a sottacere la crudele ingiustizia e violenza che soggiacciono alla società brasiliana.</p>
<p>Dunque l&#8217;atteggiamento del diplomatico denota l&#8217;edonismo languido con il quale il Brasile tende a trattare temi di mortale rilevanza, ovvero la mollezza di una cultura superficiale ed ipocrita, e pertanto la sua glaciale indifferenza verso le grandi questioni di morale e metafisica politica.</p>
<p>Proprio questo veniva messo in luce da Buarque de Holanda, e peraltro in parte anche da Stephan Zweig (<em>Brazil, um país do futuro</em>), ovvero la tendenza ad una vita esclusivamente privatistica e neanche minimamente pubblica. Il che contraddice in pieno ciò che Hannah Arendt (<em>Vita activa</em>) descrisse come i fondamenti morali di una vera civiltà.</p>
<p>Ciò viene peraltro messo in luce da tre sudamericani, ovvero ancora Mendoza, Montaner e Llosa, quando evidenziano la cronica inclinazione del popolo latino-americano a frapporre un’incolmabile distanza tra società e stato. Il che ha la paradossale conseguenza di una profonda indifferenza morale, che rende capaci di  condannare la severità in nome della giustizia e della verità (proprio com’è avvenuto nel caso Battisti), con la stessa disinvoltura con cui si accoglie come liberatore un immorale e sanguinario dittatore.<br />
Insomma da tutto ciò che è accaduto, ovvero dalla sfrontatezza <em>nonchalante</em> con la quale sono stati disprezzati e calpestati i diritti di un altro paese a fare giustizia, non si può dedurre altro che il Brasile non è altro che un paese di ipocriti gaudenti, il cui motto sembra proprio essere il seguente: “<em>Tutto, purchè stiamo tranquilli e continuiamo a godere e divertirci</em>&#8230;”.</p>
<p>È ovvio che un severo giudizio come questo deve necessariamente prestarsi ad essere rivisto, dato che sono certo che, in Brasile (come nell’intera America Latina), esistano tante, anzi tantissime, eccezioni a questa regola viziosa, che sembra invece suggerita e confermata dal comportamento delle sue istituzioni, ovvero in particolarmente dal comportamento di Ignacio Lula Da Silva, Dilma Youssef, e l’Alta Corte di Justiça.</p>
<p>Sono insomma certo che i brasiliani stessi di buona volontà e di limpida coscienza, che io so bene essere tantissimi, non avranno alcuna difficoltà a convenire che questa è un’ingiustizia, commessa dal loro tesso governo, prima di tutto ai loro stessi danni.</p>
<p>Dunque, essendo dispostissimo ad ammettere che il mio possa essere un giudizio esageratamente severo, mi sentirei di dire a tutti brasiliani (se potessi farlo): fate in modo di contraddire, per favore, la severità di tale giudizio!.</p>
<p>Ma per farlo dovete anche avere il coraggio di fare in modo che questa vergognosa sentenza sia rivista,  dimostrando così che non è affatto vero che non avete una coscienza morale. E questo, dato che intimissimi rapporti mi legano al vostro paese (nel quale conosco molte persone, che amo e stimo immensamente, e spesso perfino  molto più che i miei stessi connazionali), potrebbe farmi solo estremamente felice!.</p>
<p><em>Ad maiora</em>!.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sorrentino e Giulio Andreotti</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 16:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo nuzzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La lettura di Vita activa di Hannah Arendt contemporanea per uno di quegli strani casi che non sono casi, alla visione su Sky del film di Paolo Sorrentino su Giulio Andreotti, sollecita alcune riflessioni che credo valga la pena di sottoporre all&#8217;attenzione di un eventuale lettore. La filosofa tedesca considera la solitudine del potere una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=205&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La lettura di <em>Vita activa</em> di Hannah Arendt contemporanea per uno di quegli strani casi che non sono casi, alla visione su Sky del film di Paolo Sorrentino su Giulio Andreotti, sollecita alcune riflessioni che credo valga la pena di sottoporre all&#8217;attenzione di un eventuale lettore.</p>
<p>La filosofa tedesca considera la solitudine del potere una degenerazione rispetto alla condizione iniziale di comunità tra il <em>Rex</em>, <em>primus inter pares </em><em>─ </em>espressione a sua volta di quell&#8217;eguglianza tra pari in elezione che contraddistingue la dimensione pubblica e politica cui diede vita la<em> polis </em>greca<em> ─</em>, e coloro che proseguono la sua azione portandola a compimento.</p>
<p>Tale era il potere del <em>basileus</em> acheo che guidava le schiere armate dei liberi eroi alla conquista di Troia.</p>
<p>La Arendt si rifà alla fondamentale distinzione del potere, nell&#8217; <em>archein</em>, o <em>agere</em>, che corrisponde all&#8217;iniziare  e al dare l&#8217;impulso, propri del governare, e nel <em>prattein</em>, o <em>gerere</em>, che corrisponde invece a portare a termine l&#8217;azione dell&#8217;iniziatore.<span id="more-205"></span></p>
<p>Nella modernità si è  verificata, ella dice, un&#8217;impropria unificazione di questi significati, che, esaltando solo il primo di essi, costituisce una degenerazione in quanto concepisce il potere come solitudine, e non, invece, come esercizio comune, come prassi pubblica.</p>
<p>Una considerazione estremamente saggia ed estremamente lucida, ma che va completata con un&#8217;altra considerazione, che è tutta nostra.</p>
<p>La degenerazione rappresentata dalla solitudine del potere, cioè del potere inteso come puro <em>agere</em>-governare, e non più comprendente il <em>gerere</em>-portare a compimento, e dunque la degenerazione del rapporto originario che univa il <em>Rex</em>, <em>primus inter pares</em>, iniziatore dell&#8217;azione, ai molti agenti che lo aiutavano nel portare a termine la sua azione, non esemplifica affatto, come sembrerebbe, la necessità della democrazia, ma piuttosto, invece, ciò che l&#8217;idea imperiale di Evola<a href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftn1">[1]</a> concepisce come la <em>fides</em>, e cioè la relazione di scontato e defrenete consenso che unisce i molti agenti al “<em>dominatore</em>”.</p>
<p>In realtà il capo è solo proprio in virtù di quel processo di evoluzione in senso democratico, e dunque di divisione del potere unico originario in potere legislativo ed esecutivo, che evidentemente ha condotto non verso un potere più proprio e giusto, ma invece piuttosto lontano da esso.</p>
<p>Ancora una volta, come del resto disse molto tempo fa Platone nella <em>Repubblica</em>, la strada più sicura verso la tirannia si rivela essere proprio la democrazia, e meno che mai invece l&#8217;ordine politico monarchico ed aristocratico.</p>
<p>Il potere originario del dominatore <em>primus inter pares</em> era infatti, evidentemente, tanto collaborativo e pubblico quanto intangibile.</p>
<p>Così, in questo stato di degenerazione e di decadenza rappresentato dalla democrazia, ogni capo è in essa per definizione impotente, così che ha la scelta solo tra l&#8217;accettazione dell&#8217;impotenza o la tirannia. Egli dunque non è assolutamente libero come invece dovrebbe essere libero il vero “<em>dominatore</em>” (Evola).</p>
<p>In concetto di potere nello spazio della democrazia si rivela dunque essere estremamente fragile e problematico, come sottolinea, anche se da un punto di vista essenzialmente anarchico, il filosofo tedesco, Stirner<a href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftn2">[2]</a>.</p>
<p>Detto questo, ci sembra che Andreotti, dipinto da Paolo Sorrentino nei toni foschi di un&#8217;entità demoniaca, la cui evidente oleografia ci sembra tutto sommato abbastanza scontata e banale nella sua barocca esagerazione ─ le penombre caravaggesche illuminate da tenui lanterne giallo-oro degli ambienti politici e della sua casa privata&#8230;.. ─ , si sia misurato proprio con il dramma politico determinato da questa degenerazione della condizione del potere.</p>
<p>Più che un&#8217;entità demoniaca, dedita per principio al male, ci sembra piuttosto che egli sia stato in verità un uomo solo al potere.</p>
<p>Lo stesso Sorrentino sottolinea come Andreotti non si sia arricchito con il potere, ma che invece abbia soltanto aspirato al “<em>potere per il potere</em>”.</p>
<p>Ora, già la sottolineatura polemica e moralistica rappresentata dall&#8217;espressione “<em>il potere per il potere</em>”, anche questa propria di quella mitologia negativa e critica di marca gauchista, in cui l&#8217;ironia è usata come arma rivoluzionaria, va considerata in sè molto significativa.</p>
<p>Aldilà della valutazione negativa del potere che essa afferma, c&#8217;è infatti in essa una significativa ignoranza del valore del potere esercitato da un uomo solo.</p>
<p>La condizione in cui s trova quest&#8217;ultimo, come abbiamo visto, è infatti un mero ripiego, determinato dalla decadenza che la democrazia rappresenta nel modo più pregnante, e dunque una condizione che in sé è negazione del potere e non sua affermazione assoluta.</p>
<p>Eppure, pur in questa condizione di limitazione e di evidente decadenza, ci sembra che la decisione di Andreotti ad esercitare e mantenere il potere debba essere degna della massima lode.</p>
<p>La maggiore difficoltà doveva essere quella che scaturiva dall&#8217;evidenza.</p>
<p>Il sistema democratico consente infatti ad un uomo di ascendere con la forza dei consensi ad un consesso di uomini nel quale questa forza viene usata per una guerra di tutti contro tutti allo scopo di usare lo status raggiunto per  conquistarsi il massimo del vantaggio. In questo senso ed in questo contesto il potere è solo un mezzo sfruttato utilitaristicamente per conseguire la ricchezza.</p>
<p>La cosiddetta “<em>prima repubblica</em>” non fu, dunque, una degenerazione della democrazia, ma piuttosto ne fu il suo volto più autentico. E dunque quell&#8217;insieme di sufficienza e malinconia con cui l&#8217;espressione dispregiativa di “<em>prima repubblica</em>” viene oggi pronunciata da chi si considera il repressore eroico di quella corruzione, è patetica e ridicola, visto che egli stesso continua ad operare nello stesso e identico sistema, e ne trae peraltro vantaggi.</p>
<p>Ci sembra dunque che Andreotti esercitò legittimamente e in piena moralità il “<em>potere per il potere</em>” tra uomini che invece non lo facevano, né si sarebbero mai sognato di farlo, tra uomini corrotti, malvagi ed infidi, che definire mafiosi sarebbe veramente poco e forse fuorviante ─ visto che il mafioso ha, comunque, un codice d&#8217;onore, mentre ad essi la parola onore era quella più sconosciuta del vocabolario.</p>
<p>Egli fu solo in un branco di lupi affamati, la cui evidenza lui doveva pur accettare, visto che una cosa è l&#8217;esercizio del potere entro la logica di un sistema, e ben altra è la lotta contro questo sistema.</p>
<p>Dal nostro punto di vista la necessità di scegliere la seconda e non la prima è chiara, ma evidentemente non erano questi il ruolo e la vocazione di Andreotti.</p>
<p>Seguire un&#8217;altra strada avrebbe significato infatti attentare a quell&#8217;ordine, quello democratico, a tutto vantaggio all&#8217;epoca della tirannia sovietica, che era l&#8217;opposto di ciò che lo statista Andreotti si proponeva.</p>
<p>Dunque il velenoso, nella sua pompa ironica, e più che mai smargiassamente garibalidino, Scalfari, che, nell&#8217;intervistare un compostissimo Andreotti, pone a lui arrogantemente l&#8217;alternativa tra due identità, quella del più grande criminale impunito o quella del più grande perseguitato della storia italiana, aveva evidentemente torto in entrambi i casi.</p>
<p>Perchè egli, e volutamente, dimenticò l&#8217;altra alternativa, e cioè quella che Andreotti, nel bene e nel male, fosse stato uno dei più grandi statisti italiani</p>
<p>Dunque la saccenza con cui egli lo avvicina negativamente ad un Talleyrand non è prova dell&#8217; intelligenza e della sapienza che egli con questo voleva esibire, ma piuttosto di un&#8217;abissale ignoranza storica, e quindi solo di una disarmata e gratuita malignità.</p>
<p>Noi non sappiamo e non possiamo sapere se Giulio Andreotti abbia commesso tutti i delitti che gli si attribuiscono. Siamo piuttosto portati a credere che non sia stato così, e proprio perchè l&#8217;evidente pleonasmo di quest&#8217;attribuzione ci sembra almeno tanto esageratamente barocco da sembrare di per sé poco credibile. Lo stesso Scalfari, inconsapevolmente, lo afferma, quando tra le due alternative per definire l&#8217;identità giudiziaria di Andreotti, cita la possibilità che sia stato, forse, il più grande criminale della storia italiana.</p>
<p>Del resto quanto impropriamente la magistratura italiana, da Tangentopoli in poi, abbia perseguito la dottrina del sospetto trasformato sbrigativamente in colpevolezza, è la cronaca attuale a dimostrarlo, e senza che questo dia adito a molti dubbi.</p>
<p>Ma non è forse già questo a far pensare ad un&#8217;oscura regia per i fenomeni più oscuri della politica italiana post-bellica, di cui finora non si è mai potuto neanche immaginare la reale esistenza?.</p>
<p>E dunque, nel caso di Andreotti, non è forse molto più probabile e molto più credibile che egli sia stato scelto come bersaglio quasi rituale da un attore e manovratore della politica, collocato  molto più in alto sia di lui che della stessa mafia, ed allo scopo di deviare l&#8217;attenzione delle giustizia e dell&#8217;opinione pubblica,  proprio attraverso l&#8217;artificio dell&#8217;evidente esagerazione propria del pleonasmo accusatorio, da ben altre colpe e responsabilità negative?.</p>
<p>E chissà se questo alto attore non fosse persino noto ad Andreotti, o fosse da lui sospettato senza alcuna possibilità di prova.</p>
<p>Comunque chi sia è impossibile dirlo. La mafia?!. Un occulto potere finanziario ?!. Ancora troppo banale e scontato!. Secondo noi bisognerebbe cercare da un&#8217;altra parte.</p>
<p>Ed in ogni caso, se dei misfatti siano stati effettivamente commessi da Andreotti, perchè resi  necessari allo scopo di evitare, come lo stesso Sorrentino fa dire ad Andreotti, lo scivolamento dell&#8217;Italia verso destini politici e sociali negativi, è cosa la cui moralità e giustezza i posteri potranno giudicare molto più propriamente della magistratura.</p>
<hr size="1" /><a href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftnref1">[1]</a> Julius Evola, <em>Il Federalismo imperiale</em>, Controcorrente.</p>
<p><a href="http://cieloeterra.wordpress.com/wp-admin/post-new.php#_ftnref2">[2]</a> Stirner, <em>L’unico e la sua proprietà</em></p>
<br />Filed under: <a href='http://cieloeterra.wordpress.com/category/attualita/'>ATTUALITA'</a>, <a href='http://cieloeterra.wordpress.com/category/saggi/'>SAGGI</a> Tagged: <a href='http://cieloeterra.wordpress.com/tag/andreotti/'>andreotti</a>, <a href='http://cieloeterra.wordpress.com/tag/sorrentino/'>sorrentino</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cieloeterra.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cieloeterra.wordpress.com/205/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cieloeterra.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cieloeterra.wordpress.com/205/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cieloeterra.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cieloeterra.wordpress.com/205/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cieloeterra.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cieloeterra.wordpress.com/205/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cieloeterra.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cieloeterra.wordpress.com/205/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cieloeterra.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cieloeterra.wordpress.com/205/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cieloeterra.wordpress.com/205/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cieloeterra.wordpress.com/205/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=205&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pediatri e pandemia di influenza A</title>
		<link>http://cieloeterra.wordpress.com/2009/11/21/pediatri-e-pandemia-di-influenza-a/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 09:34:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>
		<category><![CDATA[SAGGI]]></category>
		<category><![CDATA[influenza A]]></category>

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		<description><![CDATA[Documento proposto ai colleghi Pediatri di Famiglia (PdF) in occasione della pandemia di influenza A.  Napoli, 14.11.09  Cari colleghi,    in questi giorni, cioè quando la “pandemia” già accenna ad una decisa flessione, il direttore del mio distretto chiede con la massima urgenza a tutti  noi un elenco dei bambini a rischio da vaccinare. Non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=202&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Documento proposto ai colleghi Pediatri di Famiglia (PdF) in occasione della pandemia di influenza A.</strong></p>
<p> Napoli, 14.11.09</p>
<p> Cari colleghi,</p>
<p>   in questi giorni, cioè quando la “<em>pandemia</em>” già accenna ad una decisa flessione, il direttore del mio distretto chiede con la massima urgenza a tutti  noi un elenco dei bambini a rischio da vaccinare.</p>
<p>Non bastavano gli ambulatori estenuanti, ora anche le nottate per spulciare tutte le cartelle, allo scopo di preparare l’elenco!. Comunque una cosa che poteva essere chiesta prima, se fosse mai esistito un piano, un’intelligenza.</p>
<p>Ma vale la pena di meditare sul senso di tutto ciò.</p>
<p>Perciò vi chiedo, se potete, di seguirmi fino alla fine di questa lunga riflessione.</p>
<p>L’epidemia è già passata, ma il pachidermico spirito amministrativo-sanitario, pungolato dagli strali velenosi della stampa, si è alfine svegliato. Si è risvegliato in piena notte, inzuppato di sudore, spaventato a morte da un pensiero: potrei finire sui giornali!. Direttore di distretto non ha provveduto…..!</p>
<p>E dunque subito all’opera: che i PdF allestiscano elenchi!. Che si vaccini tutti!.<span id="more-202"></span><!--more--></p>
<p>L’epidemia è già passata, molti pazienti non li troveranno perché numeri di telefono ed indirizzi non sono aggiornati, la maggioranza dirà di no, ma chi se ne frega!. L’obbligo amministrativo è assolto!. Il posteriore è salvo!.</p>
<p>Quindi, qual è la costellazione che si profila?.</p>
<p>Giornalisti rovescianti convulsamente sull’opinione pubblica gli slogans subliminali della “<em>paura</em>”, genitori terrorizzati, industria farmaceutica raggiante, ed amministratori che cercano di pararsi il posteriore.</p>
<p>E naturalmente PdF, MMG e PS allo stremo.</p>
<p>Si salvi chi può e chi deve non si sottragga, altrimenti lo fulminiamo!.</p>
<p>Di cosa di tratta?</p>
<p>Di una cultura della salute e della vita il cui dettato principale è l’ossessiva sicurezza assoluta, e dunque, per carità, nessun morto. Sarebbe indecente!. Ma attenzione non si tratta di vera sicurezza, bensì solo della tensione verso la sicurezza che nasce quando viene agitato uno spauracchio. Sicurezza nevrotica, dunque, segno di debolezza collettiva di carattere .</p>
<p>E non solo effetto di suggestione collettiva ma, ciò che è più importante, emozione e pensiero collettivi non autentici, indotti, fasulli, degeneri. Nient’altro dunque che il giornalista- pensiero, un misero e degradato surrogato del pensiero</p>
<p>Un nulla emozionale e cognitivo, e quindi anche scientifico.</p>
<p>E qual è la fonte di questa abiezione dell’umano tipica del moderno?. La cosiddetta “<em>informazione di massa</em>”. Definizione in cui l’associazione del termine “<em>informazione</em>”, di per sé appena positivo (informazione è lungi dall’essere conoscenza) , con il termine “<em>massa</em>”, chiaramente negativo, designa un’attività di per sé aberrante.</p>
<p>Posto questo, è impossibile non chiedersi quale sia il “<em>cui prodest</em>” che si nasconde dietro questa spregevole e degradante costellazione, cioè l’interesse cui essa serve.</p>
<p>Ma questo è un altro discorso, che concerne il chiedersi come sia possibile salvaguardare il vero interesse collettivo e non quello raffigurato sul palcoscenico di questa tragicommedia.</p>
<p>Dunque fucilare tutti i giornalisti?. Non è consentito dalla legge e comunque non è oggetto di questa riflessione.</p>
<p>Ciò che però importa per noi è la paradossalità del ruolo del PdF che ne emerge.</p>
<p>Vogliamo sostenere che il PdF serve solo per le domiciliari, ed in generale per la cura dell’acuto,  e dunque dimostra il massimo della sua utilità in situazioni epidemico-pandemiche, ancor più quando queste sono effetto di suggestione di massa?.  Bene, ammettiamolo!</p>
<p>Cosa ne deriva?</p>
<p>Se il PdF serve essenzialmente a questo &#8211; in sede domiciliare o ambulatoriale che sia -, allora nei periodi in cui non ci sono né richieste di domiciliari né epidemie-pandemie, egli è una figura perfettamente inutile. Dunque potremmo anche licenziarlo nei lunghi mesi in cui egli non serve.</p>
<p>E dunque che senso ha il mandato all’assistenza pediatrica territoriale continua affidatogli per contratto?.</p>
<p>Alcun senso!</p>
<p>Ma ora, se l’evidente paradossalità di questo ragionamento salta all’occhio, rendendolo inaccettabile, bisogna anche necessariamente ammettere che il ruolo del PdF non coincide affatto né con l’assistenza domiciliare né con la gestione dell’acuto epidemico.</p>
<p>E dunque bisognerebbe ammettere che, se ovviamente non è concepibile che il PdF non sia coinvolto nella gestione delle epidemie, è evidente che queste non devono e non possono travolgere le attività assistenziali normali che egli svolge.</p>
<p>In altre parole, come esiste un PS ospedaliero, che salvaguarda le normali attività assistenziali, dovrebbe esistere anche un PS pediatrico-territoriale, che interviene nei casi epidemici – esattamente nel senso intelligentemente sollecitato da Antonio Improta a Napoli.</p>
<p>Struttura che naturalmente dove essere costituita da professionisti, magari non pediatri, ma medici opportunamente addestrati, che si affianchino al PdF.</p>
<p>Insomma, la questione è la seguente: crediamo o non crediamo al PdF, e dunque a ciò che egli può dare alla salute infantile?. E non illudiamoci mistificando : dire che egli serve solo per le domiciliari e per l’acuto, equivale a dire che non crediamo in esso !!!. E cioè al sancire che il PdF è inutile!!!.</p>
<p>Ficchiamocelo in testa una volta per tutte. La situazione che abbiamo appena vissuto ne è una prova lampante!!!. Bisogna essere solo ciechi per non vederlo!!!.</p>
<p>Ecco, io credo che, a parte le occasioni mancate (vedi Mele da Vespa), questa  sia l’occasione da non perdere per chiarire all’opinione pubblica, alla stampa, ed agli amministratori sanitari, qual è il ruolo del PdF correttamente definito.</p>
<p>Il documento che proponevo potrebbe far riferimento a queste riflessioni.</p>
<p>Vincenzo Nuzzo</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />Pubblicato in: ATTUALITA', SAGGI Tagged: influenza A <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/cieloeterra.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/cieloeterra.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/cieloeterra.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/cieloeterra.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/cieloeterra.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/cieloeterra.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/cieloeterra.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/cieloeterra.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/cieloeterra.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/cieloeterra.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/cieloeterra.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/cieloeterra.wordpress.com/202/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/cieloeterra.wordpress.com/202/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/cieloeterra.wordpress.com/202/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=202&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Lo spazio bianco, di Francesca Comencini.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vincenzo nuzzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>
		<category><![CDATA[SAGGI]]></category>

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		<description><![CDATA[22.10.09 Lo spazio bianco, di Francesca Comencini  Discendendo a piedi sotto una pioggia torrenziale via Cesario Console, a Napoli, la mia città, sudato ed affaticato per lo scirocco che flagella le strade, penso al film Lo spazio bianco di Francesca Comencini, visto ieri. E così, inaspettatamente, il disagio, e sì il fastidio, provati alla fine [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=cieloeterra.wordpress.com&amp;blog=5793115&amp;post=198&amp;subd=cieloeterra&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>22.10.09</p>
<p><em>Lo spazio bianco, </em>di Francesca Comencini<em> </em></p>
<p> Discendendo a piedi sotto una pioggia torrenziale via Cesario Console, a Napoli, la mia città, sudato ed affaticato per lo scirocco che flagella le strade, penso al film <em>Lo spazio bianco</em> di Francesca Comencini, visto ieri.</p>
<p>E così, inaspettatamente, il disagio, e sì il fastidio, provati alla fine del film trovano finalmente le parole per essere espressi.</p>
<p>Disagio e fastidio, per carità, tutti personali e di parte, moralistici se si vuole, senza pretendere assolutamente di essere giudizio estetico.</p>
<p>Con chi prendersela, mi chiedo, con Valeria Parrella o con Francesca Comencini?.<span id="more-198"></span></p>
<p>Non ho letto il libro per cui non posso saperlo, ma tutto sommato ho ragione di credere che tra scrittrice e regista ci sia stata un’affinità, una consonanza di gusti, temi e dideologia, senza la quale il film non sarebbe forse stato fatto.</p>
<p>Intanto ecco un simbolo chiaro : in fondo alla strada una gigantesca nave portacontainer, dalle murate color pece ed una sottile riga amaranto al livello del ponte, sbarra l’accesso sull’orizzonte allo sguardo in fondo alla strada, poco più in alto di una sottile riga plumbea di mare. In alto sulla nave tra gli alberi sono tese sartie ad X, come a dire : “<em>Non oltre</em>!”. E più in là il culminare sull’invisibile orizzonte di un denso ed esorbitante baldacchino inchiostroso di nuvole.</p>
<p>A completare la barocca tragicità dello spettacolo, ecco in fondo alla strada, in direzione del Molosiglio, uno di quegli arcigni e inestricabili ingorghi alla napoletana, irridente, stridente e berciante come tutti gli ingorghi napoletani.</p>
<p>Il film di Francesca Comencini è ambientato proprio qui, in questa città che, come dice Margherita Buy : “<em>Lo sapevo che mi fregava</em>….!”.</p>
<p>Tutta questa fortunosa inscenazione alle mie meditazioni, grazioso dono della Provvidenza, forse solo per dimostrare che la mia visione del mondo è certo molto più cupa di quella di Francesca Comencini, e forse della Parrella. Però nella sua cupezza in fondo positiva.</p>
<p>Cercherò di dimostrare perché.</p>
<p>Innanzitutto perché ed in che senso più cupa?. E qual è invece la cupezza della visione delle due donne ed artiste alle quali mi contrappongo?.</p>
<p>I luoghi comuni scenici ed i tipi umani, altrettanto comuni, ricorrenti nel film, anzi che intessono completamente il film, fanno pensare al canone dell’atmosfera ideale, estetica ed emozionale, dalla quale sembra chiaramente derivare il film e forse il libro. Canone invariabile per un certo tipo di film e di libro, forse perché sufficiente garanzia di successo rispetto ad altri canoni, meno gradevoli in quanto non così facilmente digeribili ideologicamente ed emozionalmente.</p>
<p>E’ in esso dunque, e nelle atmosfere in esso previste, la chiave della cupa visione.</p>
<p>E’ il mondo dei reduci della Grande Trasgressione Gioiosa, relitti della rivoluzione che, spumeggiando energie e fantasie giovanili in boccio, pretendeva di spazzare via il vecchiume borghese. Oggi tutti meditativi e posati questi ex rivoluzionari, nel film attempati <em>singles</em>, divorziati o separati, insegnanti ancora pieni d’amore eppure traboccanti di astiosa amarezza, artisti che si attardano a rappresentare un desolato e passionale dolore.</p>
<p>Meteore, particelle elementari, disperse nel nulla della modernità. Che si innamorano per caso di altre inconsistenti meteore, ci scopano, e poi regolarmente si separano, perché la vita non può né deve essere presa sul serio.</p>
<p>Dell’euforia rivoluzionaria non resta che la solitudine cupa e l’estetica  stessa della cupezza di questi tipi umani e scenici.</p>
<p>Oscuri appartamenti tardo-<em>bohèmien</em> nei centri storici, dai frigo desolatamente vuoti, ed estetica popolare di balconcini su struggenti scorci di natura mista a natura, o di toccante umanità altrettanto popolare. Aule decadenti di ex quartieri popolari al cospetto della superba bellezza di cupi mari agitati.</p>
<p>Cupi, amari, scostanti, sarcastici, saccenti, nevrotici, costoro, così distanti dall’ottimismo amoroso di allora.</p>
<p>Eppure ancora non giunti alla fine, alla debita conclusione del loro percorso.</p>
<p>Ancora non disposti ad ammettere la colpa, storica e spirituale, del loro persistere con la nostalgia nella trasgressione di allora, tramontata e fallita, ma ancora struggentemente amata.</p>
<p>E’ la colpa che sbarra loro la strada – come la nave che sta in fondo a via Cesario Console -, sbarra loro la strada verso la coscienza di una tristezza pessimista, che salverebbe la loro anima e la loro mente, perché è nostalgia della costruzione e non della distruzione.</p>
<p>La nostalgia di un ordine gioioso, quell’ordine dal quale la trasgressione credeva di voler fuggire, non avvedendosi che si trattava invece solo di un pallido vestigio di ciò che era già giunto al culmine della dissoluzione.</p>
<p>E’ così che costoro, questi luoghi comuni di una certa psicologia e di una certa estetica – non saranno appena luoghi comuni anche i loro corrispettivi esistenziali, coloro dai quali regista e scrittrice hanno preso spunto, o forse loro stesse ?! &#8211; , si rifugiano nella tenerezza poetica per non vedere la gioia. Fragile, fugace, fatua, frivola gioia di donne disperate nell’amore disperato per fragili prematuri – con questi genitori, che consistenza umana avranno poi mai questi fragili prematuri, ammesso che scampino i pericoli che li minacciano?.</p>
<p>Ed intanto intorno, comparse di un mondo diverso dal loro, ma non meno deprimente, svolazzano intorno seriosi primari <em>old style</em>, incredibili incassatori di ingiurie relativiste, e dottorini sorridenti quanto inconsistenti, gentili, sognatori e filantropi buonisti, del tipo di “…<em>in ogni caso, va sempre bene, basta che sei felice</em>!”, quanto disposti ad approfittarne per una sveltina.</p>
<p>E loro intanto si rifugiano in questo <em>bouillon</em> di amarezza ed improbabili buoni sentimenti, qualcosa che nel passato avrebbero perfino schifato, solo per non vedere la gioia splendente ma discreta dell’ordine collettivo del sacrificio e della devozione.</p>
<p>Non vogliono, non riescono a vederlo. Diventano madri, padri, forse riescono perfino a sfuggire così al disperato traffico irresponsabile da eterni adolescenti, forse inseguono perfino questa nuova fragile vita che li unisce ad altre fragili ed improbabili vite, una debole luce che si profila nell’oscurità che li sommerge.</p>
<p>Ma è inutile, è troppo poco. Tutto troppo privato, troppo circostanziale, troppo relativo, per fondare una nuova vera gioia.</p>
<p>Questa è del resto così lontana, così seppellita sotto le macerie delle macerie, provocate a strati dallo spirito rivoluzionario in ormai secoli e secoli di distruzione, che non si riconosce neanche la più pallida memoria del suo volto. Un tesoro ostinatamente rifiutato.</p>
<p> </p>
<p>Del resto, questo che Comencini e Parrella descrivono, è un mondo che abbiamo conosciuto e perfino amato, e di cui quindi possiamo parlare.</p>
<p>Ma, ormai, che noia, che tristezza e che orrore!.</p>
<p>Siamo convinti che sarebbero piuttosto necessari altri libri ed altri film.</p>
<p>Ma tant’è!. Sono questi che editori e pubblico vogliono.</p>
<p> </p>
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