Vincenzo Nuzzo. Conservatorismo e metafisica, ovvero per un’etica militare della purezza.
(Abstract)
Il saggio da noi scritto, e qui brevemente presentato, intende essere una disamina del conservatorismo storico sullo sfondo della proposta di una visione integrale del conservatorismo.
Tale visione si basa sulla tesi che il conservatorismo non può essere affatto storico ma solo eterno, e che quindi esso deve prendere le sue mosse da filosofi politici dell’antichità (Pitagora, Platone), a loro volta in diretta continuità con la più alta e remota metafisica universale. Nella civiltà occidentale ciò ci sembra1 sia accaduto per l’intermediazione dei pensatori greci del periodo poetico e teologico epico-eroico, epoca corrispondente, secondo la dottrina di Sorokin2, fase “ideazionale” (e quindi religioso-trascendentalista) della civiltà greca.
Già questo lascia intravvedere i due principali aspetti del soggetto ed oggetto principale di questo saggio, e cioè l’eroe sacro. La sua identità è infatti quella del re-guerriero (Rex) e quella del sacerdote-filosofo (Pontifex).
Ma il raccordo tra questa corrente ininterrotta di pensiero ed il conservatorismo storico-classico, fiorito nel corso delle vicende che dalla Rivoluzione francese condussero alla Restaurazione monarchica, sottolinea un altro oggetto di questo saggio, e cioè la struttura politico-sacrale quale vincolante valore di riferimento per un il conservatorismo integrale. Ciò è in linea con la decisione del pensiero conservatore a riaffermare da un lato il valore della contemplazione3, ma nello stesso tempo anche a vincolarlo al valore stringente dell’azione. Il che, sul piano sia metafisico che religioso , equivale ad un legame indissolubile del pensiero con la politica, politica che a sua volta deve essere sacrale ed affatto laica.
Il paradigma della struttura politico-sacrale, che è al centro della visione conservatrice integrale, vincola secondo noi quest’ultima alla scelta della costituzione politica imperal-teocratico-utopica, e più genericamente di una costituzione politica monarchica strettamente vincolata alla metafisica ed alla religione.
Proprio allo scopo di precisare meglio i contorni della propria identità, il conservatorismo integrale non può però evitare di compiere un percorso storico, procedendo oltre il conservatorismo classico della Restaurazione, confrontandosi con i fenomeni filosofico-politici del titanismo eroico nichilista sviluppatosi tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, ed infine del fascismo. Per poi alla fine trovarsi di fronte al moderno conservatorismo realista e pragmatico post-fascista (Veneziani).
Ma con quest’ultimo esso dovrà confrontarsi anche con il falso conservatorismo liberal, laico, progressista e repubblicano, e con il franco anti-conservatorismo rivoluzionario.
Ebbene questo cammino è stato percorso in questo saggio secondo la falsariga di un’articolata anatomia, geografica e storica, del complesso e variegato corpo del conservatorismo mondiale.
Rispetto a questo intero percorso storico ed alla costellazione filosofico-politica che ne scaturisce, estendendosi così entro i confini dello scenario politico-ideologico della modernità, il conservatorismo integrale rivendica il suo primato assoluto sia nel tempo, quale conservatorismo eterno, sia entro lo spazio della politica, quale ideologia della più piena purezza eroica.
Proprio per questa sua superiorità a qualunque forma di dialettica, che essa sia storica o ideale o semplicemente politica, il conservatorismo integrale non potrà riconoscersi né nella destra né nella sinistra politiche moderne.
Ciò va di pari passo con il primato che in uno scritto precedente4 abbiamo rivendicato all’alta metafisica (i cui confini sono stati ben delineati dal Viola5 e dal Vallin6) nei confronti della filosofia, della scienza e dell’ingegneria sociale di qualunque genere.
Entro i confini della metafisica può essere quindi collocata la dottrina politica stessa del conservatorismo integrale, che a sua volta è fortemente decisa a rappresentare una suprema arte di governo, vale a dire l’”arte regia” postulata da Platone (Politico ).
Ebbene tutto ciò trova il suo corrispettivo politico nella figura di un Re imperiale teocratico, supernazionale e politico-sacrale, quale custode di un potere assoluto in quanto sostanzialmente super partes, ed a capo così di un Regno imperiale costituito secondo il principio della piena ed intima coesione solidale7.
Naturalmente un siffatto Re avrà, sul piano filosofico-politico e dell’arte di governo, una posizione radicalmente anti-ideologica, anti-scientifica, anti-tecnica, anti-utilitarista, anti-economicista, anti-edonista, risolutamente avversa allo spirito di rivolta e di progresso in qualunque sua forma (inclusa la forma democratica), così come ai valori progressisti-rivoluzionari di storia, universalismo filantropico, libertà ed egualitarismo.
Da tutto ciò deriva una posizione radicalmente anti-modernista che nel saggio è affrontata da vari punti di vista, anche sulla base della dottrina della crisi di Sorokin. Uno dei principali valori del conservatorismo integrale, anzi il tratto essenziale ed irrinunciabile della sua identità, è il valore incondizionato attribuito all’Antico (il che determina l’impossibilità per esso di essere progressista prima e rivoluzionario dopo).
Proprio sullo sfondo della crisi costituita dalla modernità l’utopia teocratico-imperiale si propone come via di uscita politica, ponendo con forza l’esigenza di una risoluta lotta al Male.
Pertanto la visione conservatrice alla quale questo saggio cerca di dare un volto, sulla base della delineazione delle figure politico-sacrali che in essa prendono forma, tende conclusivamente da un lato alla collocazione del conservatorismo nello scenario della civiltà umana contemporanea alla prese con una crisi epocale e dall’altro ad assumere in esso il ruolo che le spetta di diritto. Tale luogo consiste con lo spazio dell’esercizio di ciò che nel saggio definiamo il “buon governo”, ovvero un’attività politica al centro della quale vi siano la più rigorosa eticità, il valore politico-sacrale dell’ordine ed il riferimento costante a verità, idee e valori altamente metafisici.
Abbiamo già detto che al centro della visione conservatrice sostenuta in questo saggio vi è l’eroe sacro. Bisogna quindi chiarire meglio quali siano i suoi caratteri, dato che esso, come il Re-Sacerdote, è al centro anche della struttura politico-sacrale corrispondente ai valori del conservatorismo integrale.
Ebbene qui si tratta di un eroe senz’altro apollineo e non invece dionisiaco, un guerriero che lotta innanzitutto per la più alta purezza e che quindi si identifica in ultima analisi con il paradigma metafisico-psicologico-religioso dell’inerme8.
Infine bisogna dire qualcosa dei pensatori e pensieri sulla base dei quali si è sviluppata la riflessione contenuta in questo saggio. Oltre gli autori universalmente riconosciuti come conservatori, abbiamo sentito l’esigenza di fare un’opera di scavo e sondaggio, andando a cercare autori conservatori che non vengono usualmente considerati tali (come nel caso di Fernando Pessoa, Leopardi, Shakespeare, Dostoevskij, Maimonide, Novalis, Plutarco, Agostino, Cusano, Jakob Taubes…), ed inoltre cercando aspetti decisamente conservatori nel pensiero di pensatori che conservatori possono essere considerati solo con difficoltà (come nel caso di Simone Weil ed Hans Jonas).
Ciò ci ha permesso da un lato di scoprire delle pietre miliari, finora rimaste nascoste, disseminate lungo il percorso di pensiero che unisce il conservatorismo antico a quello moderno e nello stesso tempo di smascherare quella “Nuova Inquisizione” (Unamuno) che ha fatto sì che diversi pensatori o letterati venissero misconosciuti come conservatori o anche che si misconoscesse la portata conservatrice di alcune loro idee.
Altri pensieri e pensatori, sebbene senza molte difficoltà riconducibili all’universo conservatore (come nel caso di Lèon Bloy, Giordano Bruno, María Zambrano, Alain Finkielkraut, Leo Strauss, Hannah Arendt, Miguel de Unamuno, Huizinga, Ortega y Gasset, Edith Stein ….. ) sono stati, attraverso la nostra riflessione, posti in modo più chiaro di quanto mai sia stato fatto sotto le luci della ribalta del pensiero conservatore più integrale.
Naturalmente esistono altri autori, come ad esempio Nietzsche e lo stesso Platone con il cui pensiero bisogna necessariamente confrontarsi. E noi non ci siamo certo sottratti a questo dovere.
Per dare al lettore comunque un’idea della vasta gamma di pensieri e pensatori ai quali questo saggio in vario modo si è riferito, riportiamo qui di seguito la bibliografia da noi allestita ai margini dello scritto, anche se essa è comunque ancora in corso di completamento ed elaborazione.
Bibliografia
Joseph De Maistre, Della sovranità del popolo, Editoriale scientifica Napoli 1999
A cura di Ilaria Ramelli, Corpus Hermeticum, Bompiani Milano 2006
Platone, Politico. Rizzoli Milano 2005
Louis Dumont, Homo hierarchicus, Adelphi Milano, 2000
Ernst Jünger, Rivarol. Massime di un conservatore. Guanda Parma 1992
Simone Weil, L’ombra e la grazia. Bompiani Milano 2002
William Shakespeare, Coriolano, Ed. Paoline, Catania 1963
Alberto Mario Banti, Le questioni dell’età contemporanea, Laterza Roma-Bari 2010
Ernst Nolte, La rivoluzione conservatrice. Rubbettino Soveria Mannelli 2009
Leo Strauss. Atene e Gerusalemme. Einaudi Torino 1998
Vincenzo Nuzzo, Elogio della Monarchia Imperiale. L’utopia politica del Corpo Solidale.
Simone Weil, Lezioni di filosofia, Adelphi Milano 2004
VincenzoNuzzo, La rivolta della fedeltà in nome del mistero e contro la ragione : per una filosofia che contempla, ovvero un plädoyer per una filosofia dilettante e per un monachesimo laico ed eroico. Opera non pubblicata.
Carl Schmitt, La tirannia dei valori, Adelphi Milano 2008
E.M. Cioran, Storia e utopia, Adelphi Milano 1995
Christopher Ross, La spada di Mishima. Guanda Parma 2006
Vincenzo Nuzzo, La mia Edith. Il racconto di un purissimo amore.
Platone, Lettere, Rizzoli Milano 2008
Marcello Veneziani, Rovesciare il ’68, Mondadori Milano 2008
Platone, Repubblica. Laterza Roma Bari 1999
Ananda K. Coomaraswamy, La danza di Śiva, Adelphi Milano 2011
Proclo, Teologia platonica, Bompiani, Milano, 2005
Julius Evola, La Tradizione Ermetica, Mediterranee Roma 2002
Nicola Cusano , Il Dio nascosto, a cura di Lia Mannarino. Laterza, Roma-Bari, 1995
Isaiah Berlin, Libertà, Feltrinelli Milano 2010
Joseph de Maistre, Considerazioni sulla Francia, Editrori Riuniti Roma 1985
Juan Donoso Cortés, Saggio sul cattolicesimo, il liberalismo e il socialismo. Il Cerchio Rimini 2007
Hans Jonas, Il principio responsabilità. Einaudi Torino 1993
Albert Beguin, Léon Bloy. Mistico del dolore. Paoline Roma 1958
Elias Canetti, Masse e potere. Adelphi Milano 2009
Vincenzo Nuzzo, La grande Legione.
Hannah Arendt, Sulla rivoluzione. Einaudi Torino 2009
Slavoj Žižek, Vivere alla fine dei tempi, Ponte alle Grazie Milano 2011
Ernst Jünger, Rivarol. Massime di un conservatore. Guanda Parma 1992
Fjodor Dostoevskij, Il grande inquisitore, Salani Milano 2010
E.M. Cioran, Storia e utopia, Adelphi Milano 1995
Marcello Veneziani, Di padre in figlio. Elogio della tradizione. Laterza Roma-Bari 2001
Friedrich Nietzsche, Al di là del bene e del male. Adelphi Milano 2006
Fernando Pessoa. Odes de Ricardo Reis.Ática Lisboa 1994
Fernando Pessoa, Il ritorno degli dèi. Opere di António Mora. Quodlibet 2005 Macerata
Marcello Veneziani, La cultura della destra. Laterza Roma-Bari 2004 spostare ???
Giordano Bruno, Gli eroici furori, Rizzoli Milano 2006
María Zambrano, Verso un sapere dell’anima , Cortina Milano 1996
Léon Bloy, L’anima di Napoleone, Paoline Roma 1962
Georges Vallin, La prospettiva metafisica, Victrix Roma 2007
Maimonide. La guida dei perplessi. UTET Torino 2003
Giordano Bruno, La magia dei vincoli. Filema Napoli 2008
Novalis, Enrico di Ofterdingen, Mondadori Milano 1995
Simone Weil, Attesa di Dio, Adephi Milano 2008
Satprem, Mère. Il materialismo divino Ubaldini, Roma, 1978
Johan Huizinga, L’Autunno del Medioevo, Newton Compton Roma 2007
Anne-marie Esnoul (a cura di), Bhagavadgītā, Adelphi Milano, 1992
Leon Bloy, Esegesi dei luoghi comuni . Ed. Paoline Roma 1961
Max Stirner, L’unico e la sua proprietà. Adeplhi Milano 1979
Plinio Apuleyo Mendoza, Carlos Alberto Montaner, Álvaro Vargar Llosa, A volta do idiota. Odisséia Editorial, Rio de Janeiro 2007
Leonardo Vittorio Arena, Kamikaze. L’epopea dei guerrieri suicidi, Mondadori, 2003
Giacomo Leopardi, I canti. Ed. Paoline, Roma 1962
Giamblico, Vita pitagorica. Rizzoli Milano 2008
L.M.A. Viola, Religio aeterna. Victrix, Forlì 2004
Yukio Mishima. Romanzi e racconti. Mondadori Milano 2006
Carl Schmitt, Teoria del partigiano, Adelphi Milano 2008
Gabriele Fergola, Nostro signor Don Chisciotte. Controcorrente Napoli 2006
Vincenzo Nuzzo, Domani io tornerò.
Rudyard Kipling. La luce che si spense. Racconti. Fabbri Milano 1964.
Friederich Wilhelm Joseph Schelling, Filosofia della rivelazione. Bompiani Milano 2002
Josè Ingenieros, El hombre medíocre. Editora do Chain, Curitiba.
Roger Scruton. Manifesto dei conservatori. Cortina Milano 2007
Vincenzo Nuzzo, Del potere, della libertà, del diritto e della guarigione – Considerazioni a margine diFilosofia della Rivelazione. In: a cura di Felice Casucci, Diritto di parola, Edizioni Scientifiche Italiane Napoli 2010.
Vincenzo Nuzzo, Diritto e Metafisica. Opera in corso di pubblicazione.
Karl Barth, L’Epistola ai Romani, Feltrinelli Milano 2009
Alain Finkielkraut. L’ingratitudine. Excelsior 1881 Milano 2007
Giambattista Vico, La scienza nuova. Rizzoli Milano 1977
Vincenzo Nuzzo. Timeo.
Vincenzo Nuzzo, Il silenzio significativo nel diritto, ovvero il silenzio vitale e raccolto dell’inerme. In corso di pubblicazione
Jacob Taubes, Messianismo e cultura. Garzanti Milano 2001
Julius Evola, Rivolta contro il mondo moderno, Ed. Mediterranee Roma 1998
Alessandro Bausani (a cura di), Testi religiosi zoroastriani, Edizioni Paoline Roma
Carl Friedrich von Weizsäcker, Die Einheit der Natur. DTV München 1995
Hans – Christian Hoppe, Democrazia : il dio che ha fallito , Liberilibri Macerata, 2005
Helmut Schoeck, L’invidia e la società, Liber libri Macerata 2005
Thibault Isabel, Il campo del possibile, Controcorrente Napoli 2009
Gioacchino Volpe, Il Medioevo. Sansoni. Firenze 1979
Simone Weil, La prima radice. SE Milano 1990
Karl Jaspers, Del tragico, SE Milano 2008
Yukio Mishima, La spada. SE Milano 2009
Edmund Husserl, La crisi delle scienze europee e la fenomenologia trascendentale. Il Saggiatore. Milano. 2008
Fernando Pessoa, O banqueiro anarquista.
Dejanira Couto, Historia de Lisboa.
Erico Verissimo. O continente. Companhia Das Letras São Paulo 2009
Johann Wolfgang Goethe, Faust, Garzanti Milano 2004
Pavel Evdokimov, Dostoevskij e il problema del male. Città Nuova Roma 1998
Vincenzo Nuzzo, Napoli, istruzioni per l’uso.
Fjodor Dostoevskij, I fratelli Karamàzov, Mondadori Milano 2010
Pitirim A. Sorokin. La crisi del nostro tempo. Arianna Casalecchio 2000
Friedrich Nietzsche, La volontà di potenza, Newton Compton Milano 2005
Julius Evola, Il Federalismo imperiale, Controcorrente, Napoli, 2004
Yukio Mishima. Lezioni spirituali ad un giovane samurai. Feltrinelli Milano 2006
Yamamoto Tsunetomo, Hagakure.Il libro segreto dei samurai, Mondadori Milano 2009
Hannah Arendt, Vita activa, Bompiani Milano, 2008
Giuseppe Cesare Abba, Da Quarto al Volturno. Istituto Poligrafico di Stato Roma 1956
Friederich Nietzsche, La nascita della tragedia. Adelphi Milano 1981
Stefan Zweig, Il mondo di ieri, Mondadori Milano 2009
Joseph Roth, La marcia di Radetzky.
Carl Schmitt, Il nomos della terra, Adelphi Milano 2003
Friedrich Wilhelm Joseph Schelling, Filosofia della Rivelazione, Bompiani Milano 2002
Mircea Eliade. Lo sciamanismo.
A cura di Rolando Damiani. Leopardi. Poesie e Prose. Mondadori 1996
Josè Ingenieros, El hombre medíocre. Editora do Chain, Curitiba.
Miguel de Unamuno, Del senso tragico della vita. SE Milano 2003
Platone, Parmenide.
Gioacchino Volpe, Il Medioevo. Sansoni. Firenze 1979
Raimon Panikkar, I Veda, Rizzoli Milano 2008
Giulio Busi ( a cura di), Zohar, Il libro dello splendore, Einaudi 2008
Vincenzo Nuzzo, Domani io tornerò.
Carl Schmitt, Der Begriff des Politischen. Duncker & Humboldt Berlin
Josè Ortega y Gasset, La ribellione delle masse. SE Milano 2001
H.M. Broder,Bin ich verrückt oder sind es die anderen. Frankfurter Allgemeine Zeitung, 25/06/07
Renè Guénon, Introduzione generale allo studio delle dottrine indù. Adelphi Milano 2005
Miguel de Unamuno, Del senso tragico della vita. SE Milano 2003
Francisco Elias de Tejada, Napoli spagnola. Controcorrente Napoli.
Gustave Thibon, Ritorno al reale, Effedieffe Milano, 1998
Plutarco. Vite parallele.
William Shakespeare, Coriolano, Ed. Paoline, Catania, 1963.
Agostino di Ippona, Amore assoluto. Rusconi Milano 1994
Simone Weil, Prima radice.
Edith Stein, Potenza ed atto. Città Nuova Roma 2003.
Aldoul Huxley. Philosophia perennis.
William Shakespeare, Re Lear.
Agostino di Ippona, La natura del bene, Bompiani Milano 2001
FriedrichNietzsche, Così parlò Zarathustra..
Joseph de Maistre, Le serate di Pietroburgo. Paoline Roma 1962
Dionigi L’Areopagita. Von dem Namen zum Unnenbaren. Johannes Freiburg 2002
Vladimir Solov’ëv, Sulla bellezza, Edilibri Milano 2006
Proclo, Teologia divina
Karl Popper, A pobreza do historicismo
Jiří Langer, Le nove porte Adelphi Milano 2008
Vincenzo Nuzzo, I sistemi di senso e lo sviluppo.
Edith Stein, Endliches und ewiges Sein.
Julius Evola, Lo Yoga della potenza.
Plotino, Enneadi.
Vincenzo Romano, Meditazioni sui sacramenti.
William Shakespeare, Riccardo II
Jakob Böhme, L’impronta delle cose.
Luis de Camões. Os Lusíadas
Arthur Schopenhauer, Paraerga e Paralipomena.
Simone Weil, L’attesa di Dio
Edmund Husserl, La crisi
Porfirio, L’antro delle ninfe. Adelphi Milano 2006
Emmanuel Lévinas, Totalità ed infinito, Jaca Book, Milano 2006
J. Krishnamurti. La sola rivoluzione. Astrolabio Roma 1973
Nicola Cusano, La dotta ignoranza.
Francisco de Tejada, La monarchia tradizionale, Controcorrente Napoli 2001
Edith Stein, Die Frau
Sofocle, Antigone. In: A cura di Diego Del Corno. Sofocle: Edipo Re. Edipo a Colono. Antigone, Mondadori Milano 2010
A cura di Paolo Scarpi, Le religioni dei misteri, Mondadori Milano 2007
Alexander Lernet-Holenia, Il conte di Saint Germain
Platone, Fedone
Edith Stein, Lettere a Roman Ingarden, Biblioteca Vaticana Città del Vaticano 2001
Eschilo, Prometeo incatenato
Vincenzo Nuzzo, Il poeta, un fesso che ascolta.
Jorge Luis Borges. Cos’è il buddhismo?.
Yukio Mishima. Morte di mezza estate. Guanda Parma 2009
1 Vincenzo Nuzzo, La rivolta della fedeltà in nome del mistero e contro la ragione : per una filosofia che contempla, ovvero un plädoyer per una filosofia dilettante e per un monachesimo laico ed eroico.
